Translate

Visualizzazione post con etichetta Chevrolet. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Chevrolet. Mostra tutti i post

martedì 25 febbraio 2014

Chevrolet Camaro 1981

Caro Andreo,

la Camaro è sempre la Camaro. Anche durante anni un po' sbiaditi, questa macchina è sempre stata una "bestia da strada". Oggi mi sembra un po' scicchettosa, ma le vecchie Camaro hanno sempre il loro fascino.

Il modello in questione è una Camaro del 1981: un periodo, come ti scrivero nell'incipit, non proprio esaltante. Certo questa macchina mantiene una certa sua  ragion d'essere anche perchè questo modello si manteneva ancora sulla scia della tradizione delle vecchie Camaro.

Comunque di questa auto ho già parlato tanto altrove, la conoscono tutti. Anche tu ormai penso (anche se non mi ci giocherei una mano) che ne hai una conoscenza abbastanza approfondita. In caso contrario, informati a dovere.

Ecco l'esemplare in mio possesso prodotto dalla HW.






Insomma, proprio un capolavoro di dettagli non è.  Comunque le proporzioni complessive ci sono. Il colore rosso è certamente indovinato dato che la Camaro è una macchina sportiva. Le varie decorazioni, a parte i fascioni neri sul cofano, secondo me non sono proprio il massimo. Cerchioni d'ordinanza con le solite ruote posteriori maggiorate. Cristalli trasparenti e selleria nera: diciamo che vanno bene.

Il muso ed il posteriore sono purtroppo poco definiti. Questo modello forse meritava qualcosa di più.

Nonostante tutto, DEVI possedere anche questa versione della Camaro... semplicemente perchè è una CAMARO! "Basta la parola" come diceva Tino Scotti in un arcinoto lassitivissimo spot di qualche anno fa che tu certamente ricorderai.

Come al solito ti invito a non danneggiare questo blasonato modello scaraventandolo già dai mobili o similia (ma che te lo dico a fare?!?!)

Dimmi tu che pena questo spot del 1979...


mercoledì 6 novembre 2013

Chevrolet Chevelle SS 1967

Caro Andreo,

mi metto sempre con un certo piacere a dissertare di automobili ultra classiche come la Chevy Chevelle. Nel post odierno abbiamo a che fare con la versione SS (sportivissima quindi) del 1967. Un'ottima annata non c'è che dire. Ho già parlato a lungo della Chevelle e mi sembra quindi inutile stare qui a ripetere il solito blabla su questa macchina arcinota. Basti dire pertanto che è una delle auto che maggiormente si prestano a rimaneggiamenti per trasformarla in una Muscle Car con i controcavoli. 

Da aggiungere che la versione del 1967 rappresenta il restyling della prima generazione di Chevelle che era nata nel 1964. La versione SS inoltre era semplicemente una bomba...

Di queste auto oggi non ne abbiamo nemmeno una lontana idea nè per design nè per caratterstiche tecniche. Con gli orrori che girano oggi, guardo questi modelli di auto degli anni '60 con una notevole dose di nostalgia.

Vediamo ora l'esemplare realizzato dalla HW ed in mio possesso.




Premetto subito che più passa il tempo più mi rendo conto di non essere in grado di scattare fotografie decenti. Ma questo non è di certo l'argomento della nostra odierna discussione. Veniamo al sodo.

Modello dalle proporzioni corrette e dotato di un livello di accuratezza dei dettagli appena sopra la norma. Colore carrozzeria di un rosso cupo non malaccio, ma non da urlo. Avrei preferito qualcosa di meglio. Le fasce bianche evidenziano la linea filante del modello. Ok. 

Cerchi maggiorati a cinque razze con cerchioni posteriori ulteriormente oversize. Modello pertanto piuttosto alto da terra e con il muso rivolto verso il terreno... Vetri trasparenti (Ok), selleria nera (bene). Muso abbastanza indistinto: pazienza. Retro idem. Maniglie evidenziate (magra consolazione...).

Modello tuttavia nel complesso piuttosto ganzo, soprattutto perchè era ganzissima la Chevelle del '67. Se lo trovi in giro (cosa estremamente improbabile) ti raccomando di raccattarlo subito: la Chevelle non può mancare nella tua collezione.

Visto che non si trova tanto facilmente ti sconsiglio vivamente di giocarci: da prendere e mettere sotto spirito.





venerdì 19 aprile 2013

Chevrolet Camaro IROC-Z 1985

Caro Andreo

eccoci ancora qui a farfugliare di un classico esemplare dell'industria automobilistica americana: si tratta della Camaro questa volta nella versione del 1985 denominata IROC-Z. La Camaro è un'auto leggendaria: da sempre. Certo durante gli anni '80 anche questa macchina subì gli effetti della crisi generale in cui versava l'intera industria automobilistica americana: diciamo che non è proprio la fine del mondo.

Comunque quella dell'85 rientra nella terza generazione di Camaro che tirò avanti fino al 1992. A differenza di tutte le versioni della terza generazione la Camaro dell'85 è decisamente la migliore denominata IROC-Z da International Race of Champions. Considerato il periodo nero di quegli anni questa Camaro IROC-Z tutto sommato non è poi così male.

Vediamo un po' la nostra belva in miniatura.









Dunque le proporzioni del modello sembrano OK. Il livello dei dettagli è tutto sommato discretamente buono: basta guardare il posteriore con i fari ben evidenziati. Il colore nero della carrozzeria è azzeccato per una macchina come questa. Selleria rossa: buona. Vetri trasparenti: va bene anche questo. Cerchi stellari molto grandi con quelli posteriori decisamente enormi. Sulla Camaro dell'85 ci possono stare. Prese d'aria sul cofano in plastica rossa: e vabbè!

Insomma nel complesso un esemplare accettabile. Visto che si tratta della IROC-Z direi che la devi accattare quanto prima. Sarebbe pure buona per tua pista con le patate al forno: però rischi di scassarla. Pertanto: evita!


mercoledì 27 marzo 2013

Chevrolet Custom Pick Up 1969

Caro Andreo,

visto che si sta avvicinando la primavera, voglio esporti un bellissimo esemplare di pick up tradizionale e classicissimo. Si tratta del Chevrolet Custom Pick Up del 1969. Questa è la denominazione adottata dalla HW: in realtà si tratta del pick up Chevy C10 nella versione Cheyenne. La versione Cheyenne prevedeva degli allestimenti un po' più curati per il classico C10 (che altrimenti era piuttosto spartano). Pensa che aveva pure la radio!.

Il C10 è un pick up che si presta da morire al tuning e agli smanettamenti di ogni tipo. Infatti ne circolano ancora parecchi con allestimenti a dir poco fichissimi. Del resto la HW non ha potuto evitare di realizzare una versione piuttosto ganza....






Vabbè, vabbè. Le foto fanno schifo. Ma che ci vuoi fare? Non tutte le ciambelle riescono con il buco. Bisogna accontentarsi.

Dunque le proporzioni di questo esemplare sembrano abbastanza giuste. Il livello dei dettagli non è particolarmente elevato, comunque possiamo definirlo accettabile. Il colore della carrozzeria è abbastanza buono anche se forse poco vintage. I vetri gialli fanno venire l'emicrania e non sono molto pratici per chi, ipoteticamente, dovesse mettersi alla guida di questo furgone. I cerchioni (maggiorati) presentano una fascia gialla che si intona con l'estetica complessiva del mezzo: piuttosto buoni via...
Il muso presenta una griglia con i fari a scomparsa: una sciccheria nel modello reale.
Abbastanza azzeccate le scritte che non scocciano più di tanto.

Nel complesso un esemplare decente anche se un po' micragnoso. si poteva fare di più. E che cavolo!

Comunque si tratta di un pezzo che va collezionato: si trova in giro abbastanza facilmente. Quindi non hai scusanti. Datti da fare, và...



lunedì 18 marzo 2013

Chevrolet Malibu 1965

Caro Andreo,

ecco qui un'ennesima incona dell'industria automobilistica americana di sempre. Sto farfugliando della Chevrolet Malibu che qui introduco nella versione del 1965. Si tratta di una straclassica dalle linee filanti tipiche di quegli anni. E chi non conosce la Malibu? Insieme all'Impala,Chevelle e alla Bel Air rappresentava l'auto americana tipica, senza se e senza ma.

La Malibu del 1965 fa parte della prima serie, uscita nel 1964, che venne prodotta fino al 1967: di questa macchina ne esistevano un bella varietà di versioni. Voleva la Station Wagon? C'era. Volevi la convertible? C'era. Volevi la versione sportiveggiante? C'era la versione SS. Alla fine degli anni '60 la Chevelle e la Malibu vennero fuse in un'unica auto ovvero la versione Malibu della Chevelle: un po' più familiare e bonaria della Chevelle vera e propria che era quasi una muscle car.

Della serie: chissenefrega... Passiamo ora ad eseminare il modello realizzato dalla HW.






Che foto orribili che ho fatto. Vabbè. Tiriamo avanti.

Il livello dei dettagli appare decisamente standard: niente spinte in avanti. Peccato perchè la Malibu secondo me avrebbe meritato qualcosina in più. Comunque le proporzioni appaiono corrette. L'aspetto è decisamente quello di una lowrider quindi con cerchioni esagerati a 5 razze e fondo che quasi tocca terra. Colore azzeccato con interessanti fascioni neri. Interni neri con vetreria trasparente che non volgarizza il tutto. 

In sostanza un esemplare discreto anche se forse si poteva fare meglio. Si rischia l'"autotriste"? Forse, ma per rispetto della Malibu, la salviamo per questa volta.

Direi che dovresti avere questo esemplare prima di tutto perchè una Malibu è una Malibu: non aggiungo altro. Tieni conto che recentemente una versione nuova della Malibu viene commercializzata anche in Italia. Non ha nulla a che spartire che le vecchie glorie del passato, però diciamo che funge da promemoria. 

Non tentare di giocarci perchè è una lowrider, bassissima, strascica il fondo e non si muove più di tanto.


giovedì 3 gennaio 2013

Chevrolet Monte Carlo SS 1986

Caro Andreo,

iniziamo l'anno nuovo con un'auto decisamente "classica" ed arcinota negli Stati Uniti (anche se totalmente sconosciuta in Italia): sto parlando della Chevrolet Monte Carlo del 1986. La Monte Carlo l'abbiamo già incontrata in altre versioni; si tratta di esaminare questo modello uscito in un'epoca non particolarmente felice per l'industria automobilistica americana.

Quella del 1986 è una delle ultime versioni della quarta generazione di Monte Carlo che si estinse nel 1988. La versione SS disponeva dei vetri "aero" ed allestimenti sportivissimi: inoltre dalla SS venne create la versione "Aerocoupe", ma non è il nostro caso.

Vediamo ora la riproduzione della HW.






Il livello dei dettagli non è particolarmente elevato e le proporzioni secondo me non sono del tutto indovinate: rispetto all'originale questo modello mi sembra più corto e più tozzo, meno slanciato. Cerchioni molto grandi (soprattutto quelli posteriori) che attozzano ancora di più l'esemplare in oggetto. Colore vernice buono con decorazioni più o meno azzeccate: comunque è una SS quindi un po' di grinta non guasta. Che dire poi della grande carenatura sul cofano? Sembra che qualcuno abbia dimenticato una tavola da surf sul cofano: comunque aggiunge un po' (forse troppo) tono sportivo...

Vetri trasparenti e fanaleria anteriore a rilievo plastificato e non come al solito semplicemente "scolpita" a bassorilievo nel frontale. Pochi elementi decorativi di impreziosimento.

Un modello piuttosto spartano ed economico nel complesso, non c'è che dire.

Insomma un esemplare un po' modesto anche considerando l'orginale: si poteva fare di più. La volgiamo catalogare come un' "auto triste"? Beh, penso proprio di sì.

Tuttavia ritengo che possa essere utile collezionare questa Monte Carlo anche se non particolarmente sorprendente e facente riferimento ad un'annata (il 1986) che solitamente è fuori dalla mia portata cronologica. Il fatto che non sia un modello da urlo non vuol dire che tu lo debba prendere a martellate...

Questo è un link molto interessante (a chi frega ovvio): The 1986 Monte Carlo SS Aerocoupe Registry!


Questo pure può interessare: Monte Carlo SS




 

martedì 11 dicembre 2012

Chevrolet Chevelle 1964

Caro Andreo,

la Chevy Chevelle è un'auto mitica, forse la Chevy più famosa che ci sia. Qui oggi abbiamo sotto il naso l'edizione del 1964 ovvero la prima serie della Chevelle. Certo a guardarla così è una macchina con uno stile classico di quegli anni: tuttavia, anche per il fatto che ne esisteva una marea di varianti, fu un successo immediato. C'erano quelle con motoretti fiacchi-fiacchi (5.4cc) per la famiglia e quelle con motori spaventosi da vera muscle car (7.0cc). C'era la versione 4 porte (che non voleva nessuno) e quella a 2 (fichissima) ed anche la station wagon e la  convertible

Un'auto eccezionale. Semplicemente eccezionale.

Ovviamente la HW ne ha realizzato delle repliche in tutte le salse. Vediamo pertanto questa Chevy Chevelle del 1964 by HW.





Proporzioni corrette e livello dei dettagli accettabile nel complesso. Cerchioni standard con ruote posteriori maggiorate che le alzano il didietro. Il colore della carrozzeria è buono (grigio metallizzato con fasciature laterali) e ben si adatta a questa vettura. Niente pecionate o scritte. Ottimo. Motore sporgente dal cofano: look da muscle car. Può andare...

Vetri trasparenti ed interni argentati: 'somma...

Nel complesso un bel modello: non c'è che dire. Anche se a guardarlo così è un pochino anonimo, resta però degno di essere immediatamente collezionato. La Chevelle, in tutte le sue declinazioni, non può di certo mancare nella tua collezione...


martedì 27 novembre 2012

Chevrolet (Opala) SS 1969

Caro Andreo,

santo cielo quanto si impara a collezionare automobiline!!! Pensa un po' che grazie alle HW ho scoperto l'esistenza della Chevy Opala di cui, francamente, ignoravo totalmente l'esistenza. Come ho fatto a vivere finora con questa lacuna?!?

Ma cominciamo dall'inizio (un bel loop cerebro-lessicale, non c'è che dire...)

Tempo fa, scoficchiando fra i vari mucchi di HW ho trovato un modello denominato Chevrolet SS e stop. A guardarlo così questo esemplare sembrava una versione scrausa ed economicissima della Chevelle. Ma perchè non c'era scritto che era una Chevelle? Perchè usare una denominazione così generica, Chevrolet SS?

Comunque siccome mi sembrava un pezzo collezionabile, l'ho accattato ed ho cominciato ad indagare per capire quale potesse essere la magagna. E che ti salta fuori?

Il modello in questione non è una Chevelle, ma una Chevrolet Opala del 1969. Opala? Mai sentita nominare! Vengo pertanto a scoprire che l'Opala è una Chevrolet costruita in Brasile dal 1969 al 1992. In sostanza si trattava di un'Opel Rekord (e chi non ricorda le mitiche Rekord?) su cui venne istallato il motore della Impala. Unendo Opel ed Impala venne fuori questo nome orrendo di Opala. Le differenze con la Rekord europea sono evidenti: fari tondi invece che rettangolari ed un bel 3800cc invece del sonnacchiosissimo 1700cc della Rekord. 

Svelato il mistero. Certo che però ce lo potevano scrivere su che era un'Opala... Mi sarei risparmiato tutta 'sta lagna...

Comunque, hai capito che roba? E adesso vediamo questa benedetta Opala della HW.





Dunque esaminandola bene, si può dire che non somiglia troppo all'originale. Sarà a causa dei grossi cerchioni, ma continua a sembrare più una Chevelle fatta in economia o una Nova che un'Opala. Avendo scorrazzato da raggazzino più volte sulle Rekord devo dire che qualche lacuna nella realizzazione di questo esemplare c'è.

Comunque il livello dei dettagli è accettabile mentre le proporzioni secondo me non sono il punto di forza del modello: troppo tozza, poco slanciata e corta. Il colore della carrozzeria è un verdagnolo smorto che però fa molto vintage: i fascioni neri ci possono anche stare. Vetri trasparenti e selleria nera: nella norma. 

In conclusione si potrebbe dire che si tratta di un esemplare un tantino smorto, ma essendo la riproduzione di un veicolo brasiliano di derivazione Opel Rekord non si può pretendere di aver un mostro di rabbia e furore. In fondo l'Opala originale doveva essere così: un discreto cassettone senza pretese, affidabile robusto e non destinato a farsi notare più di tanto.

Essendo un esemplare tutto sommato esotico, direi che vale la pena di collezionarlo anche perchè si trova in circolazione pouttosto facilmente. Quindi all'opera (non in senso lirico ovvio...)



Un piccolo omaggio alla Rekord...


lunedì 29 ottobre 2012

Chevrolet Impala 1961

Caro Andreo,

secondo me la Chevy Impala è stata, in tutte le sue versioni, una delle macchine più belle mai realizzate, per lo meno con riferimento a quelle costruite negli anni '50 e '60. Insieme alla Bel Air, l'Impala è una vera icona dello stile americano di quell'epoca, forse anche più delle Cadillac. 

Se guardi in giro le macchinielle che girano oggi, tutte anonime e bruttissime, ti vengono le lacrime agli occhi pensando a tutto quello che è andato perduto in stile e gusto. Certo, magari tecnicamente queste auto non erano il massimo della qualità ed erano magari pure pericolosette. Però mentre noi qui in Italia giravamo con le Milleeeeeccccento o le Seicento, queste auto disponevano di un sacco di gadget e funzionalità oggi comunemente utilizzate.

Che macchine: acciderba, che macchine.

Il caso in questione oggi è costituito dalla Chevrolet Impala del 1961, un'auto che si spiega da sola. Punto e basta. Vediamo allora la riproduzione HW.







Vabbè, vabbè! Le foto fanno schifo e non rendono l'idea. Comunque tu fai uno sforzo di immaginazione e vienimi incontro. 

Dunque. La proporzioni sono buone e discreto è il livello dei dettagli. Il colore della carrozzeria (rosso con fascioni neri e sottoveste bianca con altrettante rifiniture bianche) non è la fine del mondo, ma ci si può stare visto che si è cercato di dare a questo modello un'aria da muscle car. I cerchi sono quelli ormai d'ordinanza su gran parte di esemplari, ma non mi piacciono particolarmente: si poteva fare un po' di meglio, via!

Ci sono i deflettori così non voli via nelle mezze stagioni: gli interni sono neri e la vetreria trasparente. Buono tutto sommato. Nota di curiosità: sul pianale posteriore si notano gli altoparlanti dello stereo. Possono far comodo nei lunghi viaggi...

Nel complesso un esemplare discreto realizzato con una cura dignitosa. Esemplare da collezionare senza indugio visto che si tratta di un'Impala del '61 (occhio alla solita scemissima battuta: "Guarda e Impala!").

Di giocarci non se ne parla proprio. Si colleziona e basta....


Vintage Chevrolet Impala TV Commercial 1961 di ROD68

Dov'è finito questo mondo???

1961 Chevrolet Car Commercial with Dinah Shore di karisma999

martedì 10 luglio 2012

Chevrolet COPO Camaro 1968

Caro Andreo,

una delle implicazioni più interessanti del fatto di collezionare oggetti apparentemente risibili come quelli oggetto di questo psicolabile blog, è che in un modo o nell'altro si riesce ad imparare qualcosa. E' il caso del modello in esame in questo posto: la Chevy COPO Camaro del 1968. Ovviamente ormai, dopo decine di milioni di post che ho scritto in questa sede, la Camaro ti dovrebbe essere abbastanza familiare. Diciamo che un'auto leggendaria. Stop. Ma che cosa è la COPO Camaro?

Ebbene la sigla COPO significa "Central Office Production Order". Conosci l'inglese? Beh, per farla breve i modelli che uscivano dalla fabbrica con il marchio COPO erano quelli fatti in pratica su "ordinazione". Insomma le COPO Camaro (che venne lanciata nel 1968 e ribadita nel 1969) erano automobili fatte su richiesta dotate di equipaggiamenti speciali. Non sempre si trattava di modelli super-sportivi-pompatissimi. Magari avevano le sospensioni di un certo tipo, un tachimetro qua e là, qualche forma di personalizzazione, ecc... Comunque costavano un sacco, molto di più dei modelli di serie. Ciò non toglie che nella versione COPO venissero realizzate delle Super-Camaro con prestazioni stellari: di queste auto in giro ce ne erano pochine ed oggi ce ne sono rimaste anche meno.

Dopo questo sbrodolamento verbale, passiamo all'autopsia dell'esemplare realizzato dalla HW.






Tanto per essere un pochino polemici potrei subito dire che se questo sia o meno una versione COPO della Camaro non è cosa facile a stabilirsi. Poichè non è possibile verificare il motore (ma dimmi tu...) l'unica cosa che mi fa capire che è la versione COPO è la scritta riportata sotto questo modello. Per il resto sembrerebbe una versione molto sportiva di una Camaro del 1968. Ragion per cui, prendiamo tutto per buono: del resto non abbiamo altra scelta. 

Le proporzioni del modello sono buone così come il livello generale dei dettagli. Indovinato il colore della carrozzeria: visto che è un'auto sportiva il colore deve essere tale. Allo stesso modo non disturbano più di tanto i vari striscioni bianchi presenti per evidenziare le forme del modello. Cerchi d'ordinanza, interni in plastichin-finta perlle nera, cristalli incolori. Vabbè!

C'è qualche strofinatura sulla carrozzeria, ma non è colpa mia. Era proprio così. Forse è una caratteristica delle COPO, ma non credo proprio...

Si trova in giro piuttosto facilmente ed essendo una versione COPO la devi collezionare. Superfluo dire che la verniciatura è delicatissima. Quindi acquista e stipa.

venerdì 6 luglio 2012

Chevrolet C7K 1500 - 1996

Caro Andreo,

eccoti qui un altro esempio di veicolo che rappresenta una componente classica del paesaggio automobilistico (e non solo) americano: lo Chevrolet C/K 1500 in questo caso nella versione del 1996 ovvero la cosiddetta "quarta generazione".

Si tratta di un Pick up che fu prodotto per la prima volta nel 1960: di questo veicolo esistono tante versioni e modelli e si vede spessissimo in tantissimi film e telefilm dell'epoca e di oggi. Verso la metà degli anni '70 e primi anni '80 divenne anche tragicamente famoso perchè si sosteneva che, a causa di particolari difetti di fabbricazione, prendesse fuoco con grande facilità in caso di incidente... Insomma un pick che faceva scintille nel vero senso della parola.

Comunque vediamo la versione del 1996 realizzata dalla HW. 






Le proporzioni complessive dello chassis sono abbastanza corrette anche se, secondo me, i cerchi sono sottodimensionati: questo fa sì che questo modello appaia un po' schiacciato verso il basso con delle ruote che sembrano piccoline...

Il livello dei dettagli non è da urlo, ma appena sopra la decenza. Il colore di base della corrozzeria (bianco) è un po' sottotono, gli interni rossi ed il pianale rosso troppo appariscenti. Le varie scritte, pecette e strisciatoni denunciano il tentativo di realizzare un mezzo "aggressivo". Operazione riuscita? Boh!

Direi che il risultato finale è un po' moscietto rispetto alle potenzialità del mezzo originale. Comunque visto che è un pick leggendario, ci tocca raccattarlo così com'è.  Visto che si trova abbastanza facilmente in giro, aggiungilo senza indugio alla tua collezione e cerca di non rovinarlo...




mercoledì 2 maggio 2012

Chevrolet El Camino 1968

Caro Andreo,

la Chevy El Camino del 1968 l'abbiamo già incontrata e ci abbiamo già sbrodolato un sacco di chiacchiere a riguardo. La El Camino è una delle macchine più gajarde del suo tempo: nasce come piccolo pick up, ma si è prestata da subito a diventare una muscle car con i controcavoli. Inutile dire che in America è un pezzo estremamente apprezzato dai maniaci dello smanettamento automobilistico.

Tanto per non stare a menar il can per l'aia, ti dico subito che tempo fa ho trovato la versione che ti sottopongo oggi: devo dire che, pur trattandosi dello stesso modello di auto, c'è qualche differenza.






Se ben ti ricordi, l'altro esemplare presentava qualche bizzarria come il grosso motore che sbucava sul cassone posteriore. Questo esemplare, pur esendo comunque piuttosto appariscente, mi sembra decisamente più realistico. Il colore arancione stile lecca-lecca al mandarino proprio malvagissimo non è: diciamo che ricorda il Generale Lee. Le proporzioni complessive sono buone anche se le grosse ruote tendono a rimpicciolire il modello. I grossi cerchi non sono proprio orrendi: diciamo accettabili. Buono il livello complessivo dei dettagli (le maniglie in evidenzia strappano l'applauso...) Fascioni neri e scrittarelle sono un must su una muscle car degna di questo nome. Interni neri e vetri trasparenti. Va bbbuono. Il pianale posteriore è stato chiuso con una copertura nera: cosa che avviene in tutte le El Camino vere trasformate in bolidi della strada.

Insomma, nel complesso non è malaccio questo modello. Certamente è diverso dall'altro e per questo direi che dovresti acquistarlo. Si trova con grande facilità: datti da fare quindi.

Eccoti la storia della El Camino...