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Visualizzazione post con etichetta serie 1940. Mostra tutti i post
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venerdì 16 marzo 2012

Willys 1941

Caro Andreo,

abbiamo già incontrato la Willys (quella che ha invento la Jeep per intenderci) in particolare il classico coupè del 1941. Qui abbiamo invece un'elaborazione Hot Rod della Willys del 1941.

Come ho già detto, le Willys sono degli esemplari amatissimi dagli smanettatori di Hot Rod, tanto è vero che oggi è molto facile trovare delle versioni ganzissime di queste auto in tutti i raduni di patiti di questo genere di macchine.

Ecco le immagini del modello di cui sto sbiascicando...





Mentre il coupè appariva tutto sommato abbastanza sobrio e con un dignitoso livello dei dettagli, qui la versione è molto rimaneggiata e, mentre da una parte si aggiunto, dall'altra qualcosina si è perso. Comunque il colore è abbastanza sopportabile, i cerchi sono quelli standard con le ruote posteriori maggiorate. Motore sporgente da cofano per agevolare la visuale al guidatore. Il posteriore è stato appesantito con uno spoilerone barocchissimo: sembra che dietro abbia un reattore nucleare. Mah!

Le varie scritte e decorazioni danno un che di sportivo che appare in sintonia con l'elaborazione generale.

Nel complesso un esemplare passabile nel suo genere. Di facile reperibilità, ne suggerisco l'accattamento visto che è pur sempre una Willys, un marchio che non sfigura di certo nella tua collezione di HW.

venerdì 18 novembre 2011

'49 Drag Merc - Mercury 1949

Caro Andreo,

se c'è un marchio automobilistico particolarmente oggetto degli smanettamenti degli appassionati americani di Hot Rod o Tuning, ebbene questo è senza ombra di dubbio la Mercury. Di queste macchine gloriose, particolarmente degli anni '40 e '50, esistono infatti delle versioni a dir poco strabilianti: basta dare uno sguardo in giro in Internet e ti puoi fare subito un'idea. Evidentemente le Mercury si prestano: hanno infatti una linea molto "ganza" e probabilmente, da un punto di vista estetico, rappresentano il meglio del meglio dello stile anni '40.

Di conseguenza di queste versioni "mattacchione" esistono parecchie declinazioni da parte della HW che non definirei proprio "machinestrane": alla fine è più facile trovare versioni Hot Rod delle Mercury della Hot Wheels che versioni decisamente più stradali.

Per questo, quello che vado ad esporti oggi in questo faceto post è una Mercury del 1949 (denominata '49 Drag Merc) a dir poco "arrabbiatissima". 







Come ti avevo vaticinato più sopra, a dire che è una versione "ridondante" è dire poco. Questo modello è talmente pieno di orpelli che sembra quasi un albero di Natale. Cominciamo dall'inizio.

Colore carrozzeria di tipo rosso fuoco micalizzato: direi azzeccato per una Drag Version. Proporzioni tutto sommato corrette. Dettagli: anche troppi. Vetri rossi: fantasmagorici ed irreali, ma si intonano con il tutto. Cofano motore rosso trasparente in plastica con bocchettone aria del medesimo materiale trasparente: paranoico, ma pittoresco. Griglia del muso con paraurti dorati: molto natalizio, ma passabile nel complesso. Fiamme, scritte, svampi vari, scappamenti che sbucano da sotto: barocchismi che però sono un must per le Hot Rod. Super-mega alettone posteriore dorato (altro tocco natalizio) con pinnoni posteriori e cumuli di "roba" di difficile interpretazione. Cerchioni a 5 razze dorati in tinta con la carrozzeria e le decorazioni dorate.

Insomma: ce ne è di roba! Da un punto di vista meramente quantitativo devo dire che c'è tanta di quella roba che questa Merc vale l'euro e mezzo che costa. Una considerazione di una spilorceria unica....

La linea nel complesso non è malvagia, soprattutto la vista laterale con la tipica linea delle Mercury degli anni '40. Un modello che di sicuro attira l'attenzione del collezionista anche il più smaliziato.

Esemplare nel complesso di facile reperibilità: eistono versioni di varie colorazioni, ma secondo me questa rossa è la più facilmente digeribile. Essendo una Mercury del '49, va da sè che bisogna aggiungerla nella nostra stupidissima collezione. Nonostante il carico di roba, non è un modello pesante: pertanto ti consiglio di consultare la Cabala per verificare in quali giorni ci puoi giocare (con la massima prudenza) sulla tua pista "pachini - mozzarella di bufala".

Guarda questo video...


lunedì 24 ottobre 2011

Purple Passion - Mercury Custom 1949

Caro Andreo,

la "Purple Passion" è senza ombra di dubbio una delle "machinestrane" più comuni che la HW abbia messo in circolazione: questo perchè è stata realizzata in tantissime versioni con notevoli varianti di colori. Quindi è piuttosto facile imbattersi in una "Purple Passion" della caratteristiche le più variegate. La "Purple Passion", pur essendo una "machinastrana" è di fatto uno smanettamento, più o meno violento, di una abbastanza pacioccona Mercury Custom del 1949 (forse una Lead Sled, ma non ne sono proprio del tutto sicuro...).

Le Mercury degli anni '40 e '50 erano delle gran belle macchine (cugine delle Ford) che si sono prestate molto facilmente agli smandruppamenti in stile Hot Rod o Muscle Car. Non dimentichiano un modello leggendario della Mercury ovvero la Cougar (che ho descritto già in questo risibile blog) che negli anni '60 ha fatto il suo cavolo di furore. Purtroppo la Mercury, come altri leggendari brand del mondo automobilistico americano, oggi è morta e defunta: recitiamo in silenzio una prece in memoria...

"Purple Passion" significa "Passione Viola": quindi, in linea puramente teorica, l'esemplare che sto per presentare dovrebbe essere pertanto viola. E invece no. Perchè come ti ho scritto poco sopra, di questo modello esiste un'infinità di varianti di colori: tanto è vero che l'esemplare in mio possesso non  presenta alcuna traccia di colore viola...







Diciamo subito che questo modello non fa della sobrietà e dell'eleganza i suoi cavalli di battaglia: per alcuni aspetti direi anche che scende pericolosamente sotto la linea di galleggiamento del burinozzo e del grezzo. 

Detto questo si può dire che le proporzioni paradossalmente sono piuttosto corrette, il livello dei dettagli è scarsino anche perchè di dettagli ce ne sono pochi. La grossa griglia frontale è rimasta cromata, sopravvissuta quindi alla biblica colata di vernice che spesso annichilisce i frontali anche di auto di un certo pregio. Vetri fantasmagorici rossi, cerchioni rossi paranoici, ma che si abbinano con i vetri. Grandi fregi svolazzanti sulle fiancate che per lo meno sono in tinta con il resto. La carrozzeria è di un bel grigio sorcio che non ha nulla di "Purple": il modello in questione dovrebbe essere pertanto denominato "Gray Passion". Gran culone posteriore spigoloso (che non esiste nella versione originale) che in teoria dovrebbe aumentare il coefficiente di penetrazione:  il che, per una macchinina di pochi centimetri, devo dire  può fare la differenza...

Comunque si tratta per sempre di una Mercury del 1949: quindi, visto che te la trovi davanti in continuazione oltretutto in tutte le salse, direi che ci si può spendere l'euro e mezzo che costa. Oltretutto non occupa poi tutto 'sto spazio. Quindi acquista. Ci vuoi giocare con la tua pista alla carbonara? E sia, ma con grande attenzione e solo nei giorni che iniziano con la "z"....



Un omaggio alle mitiche Mercury....




lunedì 10 ottobre 2011

Tail Dragger - Ford Super Coupè Deluxe 1941

Caro Andreo, 

ecco l'ennesimo caso di "machinastrana" che in realtà è tutt'altro che strana. Infatti il modello in esame viene etichettato dalla HW semplicemente come Tail Dragger: in realtà è una Ford Super Coupè Deluxe 1941.

Si tratta insomma della riproduzione di una classica auto Ford degli inizi degli anni '40 in particolare nella versione più ricercata visto che è un coupè oltrettutto Super e niente popodimeno che Deluxe. Insomma anche se espressione dell'industria automobilistica americana degli anni di guerra rimane pur sempre una vettura elegante e piuttosto all'avanguardia per quegli anni bui e tristi.

 Ma ciancio alle bande e vediamo il pezzo oggetto del presente post.





Ovviamente, dato che si tratta di un'auto degli anni '40, le linee non sono proprio filantissime anche se si deve notare la sinuosità generale che connota la carrozzeria.  Buono il colore, un po' ridondanti le scritte: comunque le decorazioni e lo scrittone "California" danno un leggerino tocco nostalgico-vintage. I particolari non sono al massimo, ma sono belli i cerchi a raggi (non X). Il sederone bombato è come quello originale (forse un pochino più marcato in questa riproduzione). Vetri azzurrati così- così, interni bianchi accettabili. 

La caratteristica peculiare di questo esemplare è però il peso: è un modellino decisamente pesante il cui peso sembra ben abbinarsi alle linee decise dell'auto. Insomma sembra un blocchetto di ghisa: ottimo oggetto da lancio quando si litiga con qualcuno. Diciamo che è quasi un'arma impropria.

Comunque, dovendo trarre delle conclusioni, si può dire che è un affaretto interessante e certamente da collezionare: si trova pure facilmente. Come potrai agilmente intuire è un esemplare inadatto all'uso sulla tua Dickensiana pista: è talmente pesante che ruzzola giù come un masso. Quinti, evita (non Peròn...)



mercoledì 14 settembre 2011

Ford Custom Cabriolet 1940

Caro Andreo,

rieccoci ripiombati negli anni ruggenti con questo modello molto classico fra gli amanti delle Hot Rod: la Ford Custom Cabriolet del 1940. Come ho già scritto altrove in questo blog (già, ma dove?!?) le auto degli anni 30 e 40 sono l'oggetto prediletto degli smanettatori americani di auto per la trasformazione di modelli paciosi in mostri Hot Rod. Questa auto è pertanto una delle più comuni vittime di queste forme di super tuning: i risultati sono spesso veramente impressionanti.

Per l'appunto, la HW, per tenere testa alla proprio fama, presenta questo esemplare nella forma che più Hot Rod di così non si può, come potrai, più o meno agevolmente dedurre dai miei orrendi dagherrotipi.




Come puoi notare, posseggo due esemplari di questo modello: alla fin fine piuttosto simili. Le differenze sono solo nel colore della carrozzeria e degli interni. Comunque: una Hot Rod dovevano fare ed una Hot Rod hanno fatto. L'auto è abbastanza elegante e, visto quanto detto sopra, le fiamme sono inevitabili così come i cerchi "rabbiati". Ripeto: è una Hot Rod quindi "deve" avere certe caratteristiche, volenti o nolenti. 

Le proporzioni del modello sono fondamentalmente corrette: il livello dei dettagli accettabile. Insomma un esemplare sufficiente nel complesso ed apprezzabile per quello che è.

Questa HW si trova piuttosto facilmente e visto che è un classico degli anni '40 e un cult nel mondo delle Hot Rod, direi che merita di essere raccattato e catalogato in una collezione di HW che si rispetti. Anche se appare piuttosto robusto, essendo un cabriolet rimane comunque un po' delicato: il parabrezza si sfascia con grande facilità. Lo vuoi catapultare giù dalla tua pista? Come ti pare, ma se ti si rompe il parabrezza poi non voglio sentire lagne...

Guardati questa nacchinina...

martedì 12 luglio 2011

Ford pick up 1940

Caro Andreo,

nel variegato mondo delle Hot Rod c'è un capitolo specifico per i pick up soprattutto quelli "denavorta" ovvero veicoli degli anni '30 p '40 completamente smanettati e rimaneggiati in versione "all'arrabbiata".

Un posto di sicura preminenza è occupato, come del resto accade da molto tempo, dal Pick Up della Ford della serie 1940 che è considerato un'icona delle Hot Rods: negli USA infatti questo veicolo è molto famoso fra gli appassionati del genere e gode di una fama ormai lunghissima e consolidatissima. Insomma chiunque sogna di mettere le mani su un vecchio rottame di pick up della Ford del '40 e farlo diventare un mostro della strada. Tutti tranne me, dato che non me ne importa un fico secco.

Comunque, dato che si tratta di una specie di pietra angolare delle Hot Rod, poteva mancare la replica "in piccino" della HW? Figuriamoci! Che razza di domande!



L'esemplare messo in piedi dalla HW come puoi notare è piuttosto appariscente e non passa di certo inosservato: del resto sarebbe stato impossibile, visto quello che abbiamo detto in precedenza. Dato che si tratta del Re delle Hot Rod non poteva certamente essere ripresentato come un furgoncino del lattaio. Colore rosso fuoco, cerchioni grossi ed aggressivi, fiamme (e daje...), scritta sghecissima sulle portiere, alettone gigantesco, bocchettone sul cofano e mega scappamentone sul retro... Insomma tutto secondo i canoni delle Hot Rod.

Pur non essendo uno che si strappa i capelli davanti a roba del genere, devo dire che il lavoro che è stato fatto non è malaccio: doveva essere la riproduzione di una Hot Rod e tale è. Niente da eccepire: le proporzioni sono OK, i dettagli sono di buon livello. Un bel prodottino.

Detto questo, direi che dovresti anche tu munirti di un veicolo simile da aggungere alla tua raccolta di HW: al limite giocaci pure con la tua Darwiniana pista, ma con la prudenza del buon padre di famiglia del codice civile.

E adesso guardati questo video di questo "furgoncino": ideale per andare a fare la spesa al supermercato....


Ford Pickup 1940 Auto Show di DubSauceUs

giovedì 21 aprile 2011

Willys Americar Coupè 1941

Caro Andreo,

eccoti qui un altro classico esempio di auto d'epoca che sembra fatta apposta per diventare una Hot Rod. Si tratta della Wyllis Coupè del 1941.

La Willys Overland Motors ha iniziato a costruire macchine nel 1937 e tra il 1941 ed il 1942 ha realizzato una serie di vetture denominate 441 e 442 rispettivamente della serie Americar. Il modello in questione è la versione coupè 2D (two doors - due porte) che, come già detto, è diventato poi una specie di cult-car per gli appassionati delle Hot Rods. Insomma si tratta di un vero e proprio gioiellino...

Vediamo le foto per capire che è successo alla versione della HW.


Diciamo che proprio malissimo non è. Il livello dei dettagli è sostanzialmente buono e le proporzioni complessive sono abbastanza corrette. L'assetto Hot Rod dona molto a questo esemplare: quindi diamo un OK ai cerchi, al bocchettone cromato in vera plastica che sporge dal cofano ed anche al colore arancione fuoco della carrozzeria.

Apprezzabile lo sforzo di mettere in evidenza i fanali anteriori, cosa che secondo me andrebbe fatta più spesso anche su altri modelli. Niente fiamme, niente teschi, niente pecette assurde, niente scarabocchi deturpanti e burini. Un lavoro dignitoso quindi.

A guardarla così, con quel nasone alla Barbara Straisand, quel sederone posteriore e quelle fattezze che la rendono simile alla 313 di Paperino, uno potrebbe anche sottovalutarla: invece, secondo me, si tratta di un esemplare interessante e di un certo pregio. Da collezionare quindi e mettere via anche se una giocatina con la tua pista ce la puoi anche fare. Ti supplico però di usare la massima attenzione...

Tempo di video.

venerdì 14 gennaio 2011

Chevy Fleetline 1947

Caro Andreo,
oggi andiamo un po' indietro nel tempo. Ti presento infatti la Chevrolet Fleetline del 1947. Una buona collezione di HW infatti deve prevedere qualche classico modello degli anni '40, perchè ci sta sempre bene e apporta quel non so che di completezza (non so che altro dire, ehm...). Comunque, per farla breve, anche queste auto avevano una discreta linea e sono sempre piuttosto belle da vedere.

A questo punto, vediamo con che cosa abbiamo a che fare.





Ovviamente questo modello non ha delle linee particolarmente filanti: diciamo che sembra quasi uno scarabeo o un sasso. Tutto sommato questo modello non sarebbe poi tanto male: buoni i dettagli, pochissime le scritte strambe, ha pure l'aletta parasole esterna (pericolosissima!!!!). L'unico vero neo, secondo me grande come un palazzo di cinque piani, è il colore: come si fa a fare una Chevy Fleetline del 1947 rosa? Ma dico? Stiamo scherzando? Siamo uomini o caporali? Sembra quasi un Mon Cheri! E se non stai attento rischi di ingoiarla scambiandola per un cioccolatino!

Ci sono delle volte che veramente non capisco: e falla nera con il tetto bianco oppure rossa o come altro cavolo ti pare! Ma rosa no! Ti prego! E invece niente. Questo modello ho trovato e questo ho raccattato così come era...

Questa HW l'ho rimediata molto tempo fa. E' da parecchio che non si trova. Secondo me non la trovi in giro tanto facilmente. Comunque hai visto mai che ce ne sia ancora qualcuna in circolazione! Nel caso, prendila perchè un modello degli anni '40 ci sta sempre bene.

Per chiudere: ti sembra possibile giocare con la pista con un modello simile? Datti da solo una risposta...

Largo al solito video....