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Visualizzazione post con etichetta Trucks and Vans. Mostra tutti i post
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mercoledì 27 marzo 2013

Chevrolet Custom Pick Up 1969

Caro Andreo,

visto che si sta avvicinando la primavera, voglio esporti un bellissimo esemplare di pick up tradizionale e classicissimo. Si tratta del Chevrolet Custom Pick Up del 1969. Questa è la denominazione adottata dalla HW: in realtà si tratta del pick up Chevy C10 nella versione Cheyenne. La versione Cheyenne prevedeva degli allestimenti un po' più curati per il classico C10 (che altrimenti era piuttosto spartano). Pensa che aveva pure la radio!.

Il C10 è un pick up che si presta da morire al tuning e agli smanettamenti di ogni tipo. Infatti ne circolano ancora parecchi con allestimenti a dir poco fichissimi. Del resto la HW non ha potuto evitare di realizzare una versione piuttosto ganza....






Vabbè, vabbè. Le foto fanno schifo. Ma che ci vuoi fare? Non tutte le ciambelle riescono con il buco. Bisogna accontentarsi.

Dunque le proporzioni di questo esemplare sembrano abbastanza giuste. Il livello dei dettagli non è particolarmente elevato, comunque possiamo definirlo accettabile. Il colore della carrozzeria è abbastanza buono anche se forse poco vintage. I vetri gialli fanno venire l'emicrania e non sono molto pratici per chi, ipoteticamente, dovesse mettersi alla guida di questo furgone. I cerchioni (maggiorati) presentano una fascia gialla che si intona con l'estetica complessiva del mezzo: piuttosto buoni via...
Il muso presenta una griglia con i fari a scomparsa: una sciccheria nel modello reale.
Abbastanza azzeccate le scritte che non scocciano più di tanto.

Nel complesso un esemplare decente anche se un po' micragnoso. si poteva fare di più. E che cavolo!

Comunque si tratta di un pezzo che va collezionato: si trova in giro abbastanza facilmente. Quindi non hai scusanti. Datti da fare, và...



domenica 23 dicembre 2012

Dodge Li'l Red Express Pick Up 1978

Caro Andreo,

et voilà un gran bel pick up da commentare poco prima delle festività natalizie. Si tratta del Dodge Li'l Red Express sua prima versione ovvero quella del 1978. Secondo gli estimatori di questo genere di veicoli, che in Italia sono penalizzatissimi (chissà perchè), si tratta di uno dei pick up più ganzi e più veloci mai realizzati. Io francamente non ci capisco più di tanto (si tratta di un giro di parole per dire che non ci capisco in realtà nulla) però devo dire che esteticamente si presenta molto bene e, secondo me si presta facilmente ad essere modificato e allestito in perfetto stile da muscle car. Certo personalmente rimango più affezionato alla El Camino, ma, obiettivamente, sono due macchine che non si possono confrontare.

(ovviamente dopo tutti questi post che ho scritto, non mi devi chiedere cosa sia una El Camino......)

Ma veniamo alla versione della HW.





Proporzioni corrette e livello dei dettagli abbastanza buono. Il colore della carrozzeria è rosso: e vorrei vedere visto che si chama Red Express. Apprezzabile la scritta d'ordinanza sugli sportelli: dona molto, dona... Cerchioni standard senza infamia e senza lode. 

Buona l'idea dei marmittoni verticali così tanto attraenti, nel veicolo vero ovvio, per i bambini: già vedo le tenere manine carbonizzate al più timido sfioramento delle marmitte. Certo che nel modello in questione le potevano cromare: li vogliamo tirare fuori 'sti due centesimi per queste rifiniture?

Nel complesso un esemplare dignitoso: direi che un pick up Dodge è indispensabile allegarlo ad una collezione di Hot Wheels che si rispetti.

Evitare di giocarci perchè se si rovina è un peccato...


lunedì 12 novembre 2012

Fast Gassin

Caro Andreo,

lo avrò scritto qualche miliardo di volte che quando si collezionano modelli della HW, così come quando si colleziona qualsiasi altra cosa, ciascuno individua dei critieri anche perchè non si può accattare tutto quello che capita. Per quanto mi riguarda, ho posto come criterio base per collezionare questi "bolidi" il fatto di essere riproduzioni generalmente di auto americane nel trentennio 50-60-70. Effettivamente qualche volta sgarro un po' come nel caso di esemplari degli anni 80 o 90 o nel caso di riproduzioni di auto non americane: se lo faccio è perchè, visto che sono un terribile nostalgico, magari questi modelli sono legati a ricordi o aneddoti particolari.

Vi è poi la casistica complessa e variegata delle "machinestrane". In questo calderone ci finiscono di solito modelli dal nome e dalle fattezze bizzarre che, se uno ci perde un po' di tempo, in realtà nascondono modelli classici o esemplari del tipo "amarcord"...

Dopo tutta questa premessa ti chiederai: perchè ho preso il modello in questione denominato "Fast Gassin"? Bella domanda! Me la sono posta anche io. Francamente non lo so. Ancor oggi mi chiedo perchè ho preso questo esemplare: forse, quando l'ho visto, mi ha ricordato i camion americani degli anni '50. Ma qui si entra nella dimensione del "delirio", che nulla ha a che vedere con il collezionismo.

Chissà che mi è preso...

Comunque vediamo 'sto benedetto modello.








Si tratta della riproduzione "caricatissima" di un'autobotte a tre assi. Il design complessivo richiama molto un veicolo degli anni '50 o dei primi '60. I colori sono molto accesi (giallo, rosso, nero) con cromature sparse qua e là. Il livello dei particolari non è eccelso e le proporzioni diciamo che ci sono...

I cristalli sono totalmente gialli, quindi aggiungono un tocco di fittizio a qualcosa di già molto intinto nel fittizio...

Comunque il Fast Gassin rientra a pieno titolo e con tutte le scarpe nel macabro novero delle "machinestrane".

A guardarlo così sembrerebbe un blocco massiccio e pesante. E invece no!! E' tutto di plastica, ma proprio tutto di plastica. Quindi non solo è leggerissimo, ma è pure delicatissimo perchè, oltre a essere di plastica, è anche vuoto.

Caro Andreo; che ti dico? Ti piace un modello del genere? E' un tantino vintage anche se altrettanto kitsch: però più di tanto non disturba. Se ti piacesse prendilo in considerazione anche perchè è ancora in circolazione. Però occhio perchè, come ti ho già scritto, è proprio molto delicato....

Di certo non è il massimo, ma nella vita c'è di certo di molto peggio: una colica renale per esempio...


lunedì 5 novembre 2012

Studebacker Champ 1963

Caro Andreo,

non capita spesso di recensire esemplari di un marchio storico e prestigioso come Studebacker. Gira che ti rigira siamo abbastanza pieni di Chevy e di Ford: per cui quando mi arriva sotto le mani una Stude, beh, devo dire che la soddisfazione non manca.

Dopo questo proemio degno di un buon psicanalista, vediamo di arrivare al dunque. Oggi ti sottopongo la riproduzione dello Studebacker Champ nell'edizione del 1963. Si tratta di un pick up costruito dal 1960 al 1964, dall'aspetto piuttosto solido e spartano. Niente fronzoli, niente orpelli. Tutta sostanza come ci si aspetta da un veicolo di fabbricazione USA. 

Da un punto di vista estetico si evince abbastanza chiaramente il frontale tipico delle Studebacker dell'epoca (ricorda un bel po' la Lark): si distingue chiaramente da tutti gli altri veicoli. Certo, le Stude sembrano le macchine dei fumetti, magari più adatte a circolare a Paperopoli o Topolinia piuttosto che Los Angeles, ma questo ti fa pensare come questo marchio possedesse un suo non-so-che di originalità (pensa solo all'Avanti, non so se mi spiego).

Ed ora sveliamo l'esemplare ricreato apposta per noi dalla HW.







Il modello in esame presenta delle proporzioni corrette ed un livello dei dettagli decisamente buono. Basta pensare al frontale con il radiatore ben evidenziato e riprodotto con la griglia, i cerchioni con tanto di scrittone "GoodYear", i fari con le mascherine laterali, i fari posteriori rossi e non amalgamati con il colore della carrozzeria. 

Il giallo della livrea è indovinato; idem per gli interni in finta-plastichina-pelle neri, telone posteriore nero, e vetreria trasparente. 

Il risultato è un bell'esemplare arrabbiato quanto basta, con buone declinazioni da muscle-pick-up: senza strafare, senza pecionate, senza burinate. Magari avere esemplari sempre a questo livello! Insomma è impossibile danneggiare o coattizzare una Studebacker: sarebbe un peccato mortale.

Un modello che DEVE essere da te collezionato perchè è una Stude e perchè è di livello niente male. Quindi alzati e cammina Lazzaro!

Escludo tassativamente di catafiondare un modello simile sulla tua pista al nero di seppia. Pena, l'amputazione delle mani e dei piedi. 



venerdì 6 luglio 2012

Chevrolet C7K 1500 - 1996

Caro Andreo,

eccoti qui un altro esempio di veicolo che rappresenta una componente classica del paesaggio automobilistico (e non solo) americano: lo Chevrolet C/K 1500 in questo caso nella versione del 1996 ovvero la cosiddetta "quarta generazione".

Si tratta di un Pick up che fu prodotto per la prima volta nel 1960: di questo veicolo esistono tante versioni e modelli e si vede spessissimo in tantissimi film e telefilm dell'epoca e di oggi. Verso la metà degli anni '70 e primi anni '80 divenne anche tragicamente famoso perchè si sosteneva che, a causa di particolari difetti di fabbricazione, prendesse fuoco con grande facilità in caso di incidente... Insomma un pick che faceva scintille nel vero senso della parola.

Comunque vediamo la versione del 1996 realizzata dalla HW. 






Le proporzioni complessive dello chassis sono abbastanza corrette anche se, secondo me, i cerchi sono sottodimensionati: questo fa sì che questo modello appaia un po' schiacciato verso il basso con delle ruote che sembrano piccoline...

Il livello dei dettagli non è da urlo, ma appena sopra la decenza. Il colore di base della corrozzeria (bianco) è un po' sottotono, gli interni rossi ed il pianale rosso troppo appariscenti. Le varie scritte, pecette e strisciatoni denunciano il tentativo di realizzare un mezzo "aggressivo". Operazione riuscita? Boh!

Direi che il risultato finale è un po' moscietto rispetto alle potenzialità del mezzo originale. Comunque visto che è un pick leggendario, ci tocca raccattarlo così com'è.  Visto che si trova abbastanza facilmente in giro, aggiungilo senza indugio alla tua collezione e cerca di non rovinarlo...




martedì 26 giugno 2012

Bread Box - Jeep FJ-3 Fleetvan 1965

Caro Andreo,

delle volte capita che raccatti un esemplare di Hot Wheels che sembra una totale baggianata o una ciofeca epica (beh, a pensarci bene qui abbiamo sempre a che fare con delle baggianate...) e ti domandi: ma che cavolo sto facendo? Ma che diavolo ci faccio con un freschetto come questo? Ma 'sta roba è da collezione o no?

Queste domande mi hanno assillato un bel po' dopo aver acquistato questo modello che la HW etichetta come "Bread Box". Infatti, appena tornato a casa ho pensato: mi sa che ho fatto una cavolata, 'sto coso non serve a niente, mi sa che lo fiondo fuori dalla finestra...

E invece no. Non si tratta di una cavolata. Il suddetto "Bread Box", l'allegro furgoncino che vedi riprodotto nei miei dagherrotipi, altro non è che la Jeep FJ-3 Fleetvan del 1965 ovvero il leggendario scatolotto usato dalle poste americane. Magari uno potrebbe non crederci, ma questo affare è una Jeep! Detto meglio, si tratta di un furgone costruito dalla Willys Motors e dalla Kaiser Jeep dal 1961 al 1965 come evoluzione del "DJ-3A Dispatcher".

Chissà perchè, ma ho il vago sospetto che a te di tutti questi dettagli storici non importi una scatola di Sofficini scaduti. Quindi, glisso sul blabla e passo alle immagini.





Beh, per essere lui è proprio lui. Proporzioni corrette e livello dei dettagli decente. Il colore è adeguato al mezzo dato che richiama proprio il veicolo postale (Hot Wheels Post Service?). Cerchioni standard e cristalli rabbuiati. Niente assurdità burine o teschi: vorrei vedere come si poteva trasformare una cosa del genere in una muscle car (anzi muscle van). Tetto trasparente, cosa che permette al felice possessore del modello di visionare l'interno onde soddisfare un istinto irrefrenabile di curiosità cosmica. Manca lo sportello destro cosa che facilita le operazioni di consegna della posta, ma espone l'operatore all'inevitabile rischio di essere catapultato fuori dal bussolotto alla prima curva. Ma chi se ne importa?
Il grado di aereodinamicità è pari a quello del Muro di Berlino, ma anche in questo caso: chi se ne importa?

Comunque un bel furgoncino nel complesso: un pezzo di "american way of life", via!

Domanda da un milione di tappi a corona: vale la pena collezionarlo? Io direi di sì perchè è un pezzo molto vintage (è del 1965), è una Jeep, ha rappresentato un elemento del paesaggio americano, è un veicolo semi-leggendario.

Giocarci con la pista? Non se ne parla proprio...

Difficile trovare video di questo veicolo: di meglio non ho trovato...


mercoledì 13 giugno 2012

Low Flow

Caro Andreo,

quella galassia multiforme che risponde al nome di universo delle "machinestrane" riserva sempre delle sorprese e delle curiosità. Si accattano esemplari alla cieca cercando di ritrovare dietro denominazioni di fantasia modelli di automobili "denavorta" o rarità di qualche genere. 

Questo Low Flow è decisamente una "machinastrana" già solo a guardarlo. Si tratta di un Bus molto, ma molto particolare.




A guardarlo così ce ne sono di stranezze! La prima cosa che si nota è sicuramente la forma bizzarra: sembra un pulmann che è stato schiacciato da una frana. Presenta un look molto anni '50 e probabilmente si ispira ad un veicolo dell'epoca. Parlare di proporzioni è superfluo. I colori in due tonalità sono azzeccati perchè danno un gusto retrò. I cerchi sono rossi: sotto il grande passaruota posteriore si nascondono due coppie di ruote più piccole. Si tratta qundi di un tre assi. Inrteressante Sul tetto notiamo un lucernario: intrigante... Accenno di pinne posteriori, vetri trasparenti, rifiniture decenti.

Un mezzo decisamente bislacco, ma interessante nel suo genere. Perchè ho preso un affare del genere? Me lo sono chiesto anche io. Beh, innanzitutto come ti ho già detto, ha un suo gusto retrò molto anni '50: e questo non mi dispiace. Allo stesso modo questo Low Flow mi ricorda i pulmann di una volta: certo lo stile è molto americano, ma ricorda anche i nostri vecchi pulmann...


E poi non so perchè mi ricorda la vecchia Fiat 600 Multipla: che macchina ganza che era quella. Buffissima, ma geniale. Un tempo ce ne erano tante in giro; molte erano usate come taxi... Erano spesso bicolore e piene di cromature. Auto di altri  tempi...

Direi che questo Low Flow è un pezzo collezionabile anche solo per la carica nostalgica che detiene: anche se tu hai pochi anni dovresti tenerlo in considerazione già solo per questo. 
Ah! Dimenticavo. Impossibile usarlo sulla tua pista wurstel e carciofini....


mercoledì 2 maggio 2012

Chevrolet El Camino 1968

Caro Andreo,

la Chevy El Camino del 1968 l'abbiamo già incontrata e ci abbiamo già sbrodolato un sacco di chiacchiere a riguardo. La El Camino è una delle macchine più gajarde del suo tempo: nasce come piccolo pick up, ma si è prestata da subito a diventare una muscle car con i controcavoli. Inutile dire che in America è un pezzo estremamente apprezzato dai maniaci dello smanettamento automobilistico.

Tanto per non stare a menar il can per l'aia, ti dico subito che tempo fa ho trovato la versione che ti sottopongo oggi: devo dire che, pur trattandosi dello stesso modello di auto, c'è qualche differenza.






Se ben ti ricordi, l'altro esemplare presentava qualche bizzarria come il grosso motore che sbucava sul cassone posteriore. Questo esemplare, pur esendo comunque piuttosto appariscente, mi sembra decisamente più realistico. Il colore arancione stile lecca-lecca al mandarino proprio malvagissimo non è: diciamo che ricorda il Generale Lee. Le proporzioni complessive sono buone anche se le grosse ruote tendono a rimpicciolire il modello. I grossi cerchi non sono proprio orrendi: diciamo accettabili. Buono il livello complessivo dei dettagli (le maniglie in evidenzia strappano l'applauso...) Fascioni neri e scrittarelle sono un must su una muscle car degna di questo nome. Interni neri e vetri trasparenti. Va bbbuono. Il pianale posteriore è stato chiuso con una copertura nera: cosa che avviene in tutte le El Camino vere trasformate in bolidi della strada.

Insomma, nel complesso non è malaccio questo modello. Certamente è diverso dall'altro e per questo direi che dovresti acquistarlo. Si trova con grande facilità: datti da fare quindi.

Eccoti la storia della El Camino...

domenica 5 febbraio 2012

1956 Chevrolet Flashsider

Caro Andreo,

visto che ha nevicato a più non posso in questi giorni, ho pensato di recensire un mezzo che potrebbe fare comodo in queste giornate in cui muoversi con la macchina può essere problematico. Ho estrapolato quindi dalla mia bizzarra e ridicola collezione di automobiline questa Chevy Flashsider del 1956

Ci troviamo di fronte all'elaborazione quantomeno pittoresca di un classico pick-up della Chevrolet degli anni '50 ovvero lo Chevy Cameo. Si tratta di un furgone che la Chevrolet ha prodotto dal 1955 al 1958 con risultati commerciali non del tutto strepitosi visto che si doveva confrontare con il Ford Styleside o il Dodge Sweptside che ottennero una fortuna di certo maggiore. 

Vediamo subito l'elaborazione della HW.





Come potrai aver vagamente intuito da queste miserrime foto, il timido ed altrimenti triste furgoncino Chevy Cameo è stato trasformato in un delizioso monster truck. Le ruote sono state a dir poco maggiorate ponendo quindi davanti all'asse anteriore un grosso ed antiestetico blocco dove far passare il sottile pezzetto di fil di ferro che unisce le ruote. Lavoro fatto in economia...

Comunque del Cameo c'è rimasto ben poco. Il cassone posteriore, utilizzato per fini rurali come il trasporto di pecore e capre o barili di whiskey, è stato "murato". Le proporzioni, nonostante gli zatteroni, sono tuttavia abbastanza corrette. Il colore della carrozzeria è buono. Visto che è diventato un monster truck, allora omnia licet: vetri arancioni, scritte e numeri con decorazioni "sprinte e sporte" sulle fiancate... Insomma un mezzo buono per quegli spettacoli che in America vanno per la maggiore dove sfasciano un po' di macchine e girano i vari monster trucks tipo "Big Foot".

Nel complesso un aggeggino di discreta fattura che ti consiglio di raccattare quando puoi. Viste le caratteristiche, sembra piuttosto difficile rovinarlo: tuttavia consiglio sempre prudenza. Tanto non lo puoi usare sulla tua pista con gorgonzola e radicchio...







martedì 27 settembre 2011

La Troca - Chevrolet 3100 pick up 1950

Caro Andreo,

visto l'esemplare in questione, verrebbe da dire: "Porca Troca!". Battuta estremamente cretina...

Dunque, oggi sbiascichiamo di un pick up di un certo interesse: si tratta dello Chevrolet 3100 del 1950 che la HW ribatezza con l'eponimo di "La Troca".

Lo Chevy 3100 venne prodotto dal 1948 al 1953 senza subire grandi modifiche: si tratta di un mezzo che all'epoca era molto popolare e che ebbe molto successo. Il grande successo di vendite dell'epoca ha fatto sì che questo veicolo sia abbastanza semplice da rimediare oggi: molti patiti di Hot Rod quindi si divertono a rimaneggiarlo in ogni modo.

Per quanto riguarda il nome; credo che "la Troca" sia la versione spagnoleggiante di "the Truck" ovvero "il Camion": speriamo di non aver scritto una cavolata...




Diciamo che come esemplare non sarebbe malaccio: però qualche problemino in realtà c'è. La base in plastica rossa che deborda, nelle pedane laterali, nei paraurti e nel muso, è, tanto per usare un eufemismo, una "caduta di stile" di un certo rilievo. Diciamo che produce una discreta "pecionata"... Vada per le timide sfiammate rosse sui parafanghi posteriori e la scritta "la Troca": a questo punto che vuoi fare?

Deliziosa la piccola sverniciatura sul faro anteriore procurata (sicuramente da me) chissà come: ci sto sempre attento, ma si vede che non è bastato. Cerchi passabili, proporzioni appropriate, livello dei dettagli modesto.

Esemplare molto ribassato (lowrider nel vero senso del termine), inadatto in modo completo alle tue ciceroniane piste, può essere reperito con una media facilità. Direi di prenderlo perchè, anche se non è un capolavoro, è pur sempre un pick storico della Chevy del 1950.



giovedì 15 settembre 2011

Dodge B-100 Tradesman Custom Van 1977 (first generation)

Caro Andreo,

ammappate che furgone da metallari che hanno realizzato i creativi di HW! Sono riusciti a trasformare un placidissimo furgone Dodge B-100 Tradesman del 1977 in una specie di veicolo di supporto dei Metallica o dei Motorhead. Ci mancano le chitarre e gli amplificatori e siamo a posto.

Partiamo dall'inizio. Il Dodge B-100 è stato prodotto per decenni: noi abbiamo a che fare con un modello della prima generazione realizzato dal 1971 al 1978 nelle versioni Tradesman (commerciale) e Sportsman (passeggeri). Il modello in questione è senza dubbio un Tradesman che è stato profondamente rivisitato. 

Ecco l'esemplare oggetto del presente delirio.





Colore carrozzeria grigio metallizzato, decorazioni fiammeggianti rosso fuoco, minigonne, spoiler anteriore, ruote con cerchi finto-lega con cerchiatura rossa, parabrezza e vetri rossi, interni rossi, tetto rosso trasparente da cui si vede l'interno con altri sedili... Come ho già detto, roba da metallari scatenati. 

Sembrerebbe una pecionata, invece, secondo me, viene fuori un risultato di un certo interesse. Non è proprio del tutto male. Non mi dispiace per niente... Pur essendo un po' esagerato, ha la sua dose di gajardaggine. Hai visto che roba!

Un tempo facilmente reperibile, ora non si trova più: se puoi aggiungilo alla tua collezione perchè un van della Dodge degli anni '70 resta decisamente un classico. Bel modello, da trattare con rispetto....

Questa è la pubblicità del Dodge B-100 del '71, però è simpatica...




Questo video è a dir poco fantastico!!! That's the best review-style for HW models! Very fun...

martedì 12 luglio 2011

Ford pick up 1940

Caro Andreo,

nel variegato mondo delle Hot Rod c'è un capitolo specifico per i pick up soprattutto quelli "denavorta" ovvero veicoli degli anni '30 p '40 completamente smanettati e rimaneggiati in versione "all'arrabbiata".

Un posto di sicura preminenza è occupato, come del resto accade da molto tempo, dal Pick Up della Ford della serie 1940 che è considerato un'icona delle Hot Rods: negli USA infatti questo veicolo è molto famoso fra gli appassionati del genere e gode di una fama ormai lunghissima e consolidatissima. Insomma chiunque sogna di mettere le mani su un vecchio rottame di pick up della Ford del '40 e farlo diventare un mostro della strada. Tutti tranne me, dato che non me ne importa un fico secco.

Comunque, dato che si tratta di una specie di pietra angolare delle Hot Rod, poteva mancare la replica "in piccino" della HW? Figuriamoci! Che razza di domande!



L'esemplare messo in piedi dalla HW come puoi notare è piuttosto appariscente e non passa di certo inosservato: del resto sarebbe stato impossibile, visto quello che abbiamo detto in precedenza. Dato che si tratta del Re delle Hot Rod non poteva certamente essere ripresentato come un furgoncino del lattaio. Colore rosso fuoco, cerchioni grossi ed aggressivi, fiamme (e daje...), scritta sghecissima sulle portiere, alettone gigantesco, bocchettone sul cofano e mega scappamentone sul retro... Insomma tutto secondo i canoni delle Hot Rod.

Pur non essendo uno che si strappa i capelli davanti a roba del genere, devo dire che il lavoro che è stato fatto non è malaccio: doveva essere la riproduzione di una Hot Rod e tale è. Niente da eccepire: le proporzioni sono OK, i dettagli sono di buon livello. Un bel prodottino.

Detto questo, direi che dovresti anche tu munirti di un veicolo simile da aggungere alla tua raccolta di HW: al limite giocaci pure con la tua Darwiniana pista, ma con la prudenza del buon padre di famiglia del codice civile.

E adesso guardati questo video di questo "furgoncino": ideale per andare a fare la spesa al supermercato....


Ford Pickup 1940 Auto Show di DubSauceUs

mercoledì 25 maggio 2011

Volkswagen T2 Bus 1970

Caro Andreo,

eccoci qui nuovamente a descrivere un bellissimo modello della Matchbox che riproduce un'icona fondamentale dell'automobilismo, soprattutto degli anni '60 e '70. Sto parlando del Volkswagen Bus T2 (Type 2) del 1970 detto "Bulli".

Inutile dire che si tratta di un veicolo leggendario di chiara estrazione "maggiolinesca": del resto quando pensi al VW bus ti viene subito in mente Woodstock, gli Hippy, "mettete dei fiori (di zucca) nei vostri cannoli", ecc... Insomma basta dare una guardatina in Internet e viene fuori un fiume incontenibile di notizie su questo mezzo: risparmio quindi i polpastrelli e direi di passare immediatamente al sodo.


Anche in questo caso, la Matchbox non si smentisce. Il livello qualitativo complessivo è notevole. Proporzioni corrette, dettagli precisi, ottimo colore carrozzeria, tettino simil-telo, i cerchi proporzionati, le griglie anteriori, il marchio VW ben in evidenza sul muso, i fari anteriori e posteriori di buona fattura, anche gli interni sono molto curati. Niente pecette o aberrazioni di alcun tipo.

Alla fine ti viene quasi voglia di salirci dentro e andarci a fare un giro. A quale livello di deficienza siamo arrivati!

Bello, bello, bello. Veramente bello. Un gioiellino che fa molto piacere avere nella propria collezione.

Ho trovato questo esemplare per puro caso, solo soletto, qualche anno fa e non ho più avuto occasione di notarlo in giro. Mi sembra superfluo dirti di acquistarlo se ne avrai la possibilità.

Direi che si tratta di un modello prettamente da scaffale: impossibile ed inverosimile giocarci con la tua rocambolesca pista casareccia.

Occhio! Vediamo di non danneggiare un esemplare simile.


Ed ora gli spot pubblicitari dell'epoca e video. Il commento è chiarissimo...