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Visualizzazione post con etichetta serie: auto tristi. Mostra tutti i post
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giovedì 3 gennaio 2013

Chevrolet Monte Carlo SS 1986

Caro Andreo,

iniziamo l'anno nuovo con un'auto decisamente "classica" ed arcinota negli Stati Uniti (anche se totalmente sconosciuta in Italia): sto parlando della Chevrolet Monte Carlo del 1986. La Monte Carlo l'abbiamo già incontrata in altre versioni; si tratta di esaminare questo modello uscito in un'epoca non particolarmente felice per l'industria automobilistica americana.

Quella del 1986 è una delle ultime versioni della quarta generazione di Monte Carlo che si estinse nel 1988. La versione SS disponeva dei vetri "aero" ed allestimenti sportivissimi: inoltre dalla SS venne create la versione "Aerocoupe", ma non è il nostro caso.

Vediamo ora la riproduzione della HW.






Il livello dei dettagli non è particolarmente elevato e le proporzioni secondo me non sono del tutto indovinate: rispetto all'originale questo modello mi sembra più corto e più tozzo, meno slanciato. Cerchioni molto grandi (soprattutto quelli posteriori) che attozzano ancora di più l'esemplare in oggetto. Colore vernice buono con decorazioni più o meno azzeccate: comunque è una SS quindi un po' di grinta non guasta. Che dire poi della grande carenatura sul cofano? Sembra che qualcuno abbia dimenticato una tavola da surf sul cofano: comunque aggiunge un po' (forse troppo) tono sportivo...

Vetri trasparenti e fanaleria anteriore a rilievo plastificato e non come al solito semplicemente "scolpita" a bassorilievo nel frontale. Pochi elementi decorativi di impreziosimento.

Un modello piuttosto spartano ed economico nel complesso, non c'è che dire.

Insomma un esemplare un po' modesto anche considerando l'orginale: si poteva fare di più. La volgiamo catalogare come un' "auto triste"? Beh, penso proprio di sì.

Tuttavia ritengo che possa essere utile collezionare questa Monte Carlo anche se non particolarmente sorprendente e facente riferimento ad un'annata (il 1986) che solitamente è fuori dalla mia portata cronologica. Il fatto che non sia un modello da urlo non vuol dire che tu lo debba prendere a martellate...

Questo è un link molto interessante (a chi frega ovvio): The 1986 Monte Carlo SS Aerocoupe Registry!


Questo pure può interessare: Monte Carlo SS




 

martedì 28 febbraio 2012

Dodge Challenger 1971

Caro Andreo,

la Dodge Challenger l'abbiamo già incontrata nella versione del 1970 (vatti a vedere il post se proprio sei divorato dalla curiosità...). La Challenger è un classico esempio di Mopar: si tratta quindi di una muscle car per antonomasia insieme alla mitica Charger e alla Barracuda.

Insomma su questa auto non c'è in realtà molto da dire perchè oltretutto è estremamente famosa: un vero totem negli USA. Come molte altre muscle car, la Challenger è stata messa al tappeto dalla crisi petrolifera del '74 e, soprattutto, dalla deriva e agonia completa dell'industria automobilistica americana. In tempi relativamente recenti la Challenger è stata riproposta dalla Dodge: ha avuto un certo successo in America mentre in Italia è passata del tutto inosservata. 

Ma torniamo a noi. L'esemplare di oggi è la Dodge Challenger del 1971: in pratica è pressochè identica alla versione del 1970. Un bel risparmio per la HW, un esborso di 1.50€ per noi per avere alla fin fine un doppione che ha solo un 1971 di differenza con il modello del 1970. 

Non ci credi? Guarda un po' tu...





Appunto. Il colore è bislacco, ma verosimile perchè esiste effettivamente una versione verde "paura" come questa. Le proporzioni complessive sono passabili così come accettabile è il livello dei dettagli. Il modello appare un po' schiacciato per terra: chissà perchè. Fascioni neri, spoiler posteriore e bocchettone sul cofano neri: vabbè. Interni in simil finta plastichina nera: vabbuò pure questo. Luci di ingombro evidenziate: che lusso!

Comunque è quasi del tutto identica alla versione del '70, come anticipato. Essendo la Challenger del 1970 un'auto affetta da tristezza cronica, anche questa bellissima muscle car, mi dispiace per la Mopar, la inserisco nella variopinta galassia delle "auto tristi". 



sabato 11 febbraio 2012

Ford Mustang 1992

Caro Andreo,

qualunque collezione che si rispetti ha un criterio, un principio secondo cui questa stessa collezione è organizzata. Se decido di collezionare, che so, dei tegami potrei fissare come criterio collezionistico di raccogliere solo tegami Lagostina degli anni '60 e tralasciare gli altri. Ciò si fa anche per porsi dei limiti altrimenti invece di collezioni avremo solo dei mucchi di roba raccogliticcia.
Allo stesso modo, nel collezionare queste stupide automobiline, bisogna porsi un criterio: c'è chi raccatta solo Ferrari, chi solo stramberie, chi solamente modelli sportivi e via discorrendo. Per quello che mi riguarda, ho cominciato a raccogliere queste robette inizialmente per recuperare alcuni modellini che avevo quando ero piccino (ma erano principalmente della Matchbox) e che mio fratello aveva frittellato a martellate: quindi, come avrai notato il criterio di questa mia ridicola collezione è rappresentato da modelli (principalmente americani - dato che mi piacevano sin da allora) essenzialmente degli anni '60 e '70. Ovviamente qualche eccezione l'ho fatta: avrai notato per esempio la presenza di modelli degli anni '30, '40 e '50, nonchè qualche esemplare degli anni '80.A tale proposito, ti esorto quindi a porti un criterio di collezionismo: vedi tu quello che preferisci...

Visto che alla fine degli anni '70 cominciavo ad essere grandino e delle macchinette me ne fregava ben poco, esemplari recenti in questa mia collezione non ce ne sono e non ce ne saranno: del resto dalla metà degli anni '80 l'industria automobilistica americana ha iniziato un'agonia lentissima, un declino esasperante, che l'ha portata quasi a sparire del tutto. Della gloriosa industria automobilistica americana di un tempo non c'è rimasto più nulla: e la bruttezza e la pocaggine delle auto americane degli utlimi anni conferma quanto dico.

E allora, mi chiederai, cosa cavolo ci fa qui una Ford Mustang del 1992? Beh, per l'appunto, mi serve per evidenziare quanto ti ho appena scritto. Il declino dell'auto americana è esemplificato da questo modello: dove è finita la leggendaria Mustang degli anni '60 e '70? Questa specie di Sierra, cosa ha da spartire con la leggendaria auto con il cavallone in corsa? Nulla, meno di nulla!

Guardi questa Mustang e ti viene la pelle d'oca. Ci credo che poi hanno sbaraccato tutto. Non ci sono idee, non c'è stile, non c'è niente. Una tristezza ed una nullità incredibile. Tanto per confermare la miseria di idee che attanagliava i grandi marchi americani, basta pensare che negli ultimi anni per cercare di ridare un senso alla Mustang, questa macchina è stata oggi ridisegnata praticamente come il modello del 1967...

Visto che ho scritto un prologo lunghissimo, bando alla ciance e vediamo l'esemplare della HW.





Essendo triste e misera l'originale, la riproduzione HW riprende pari pari la stessa tristezza e miseria. Proporzioni corrette, livello dei dettagli modesto come nell'originale. Colore adeguato, ma qualunque colore non risolleva le sorti del modello. Ci sono scritte sulle fiancate che comunque non aiutano a rendere sportivo questo esemplare. Cerchi a 5 razze standard con ruote maggiorate posteriori. Con questa faccia da Sierra, la Mustang del 92 sembra una macchina inglese invece che americana. Santo cielo che tristezza.

Che dire? Esemplare malinconico nel complesso e di fattura deprimente. Ritengo che debba essere collezionato proprio per materializzare la triste parabola della Mustang. Insomma è una specie di lapide che, in quanto tale, deve essere riposta e osservata solo il 2 novembre...



lunedì 12 settembre 2011

Buick Regal Grand National 1982

Caro Andreo,

eccoci qui con un modello che, durante i tristissimi e bui anni per l'industria automobilistica americana, si fece comunque notare. Stiamo parlando della Buick Regal Grand National nella prima versione del 1982

Auto sicuramente non stratosferica, presenta le classiche linee delle auto americane degli anni '80: non brilla tuttavia per originalità e gajardaggine. Resta tuttavia un classico di quegli anni ed in USA ha un suo certo giro di estimatori.

Visto poi che sei un appassionato del film "Cars", devo dire che Chick Hicks, il cattivissimo avversario di Saetta McQueen, ha le fattezze che ricordano tanto, ma tanto, la Buick Grand National. Mi sbaglierò, ma ci assomiglia veramente tanto...

L'auto in questione non si segnala quindi per essere una stella nel firmamento automobilistico: vediamo se la HW è riuscita in qualche modo a farla brillare.




Ahi, ahi, ahi. Modello dai dettagli poco evidenziati, proporzioni non corrette (l'originale è più filante e lunga, questa è corta e tozza), colore carrozzeria tristissimo, colata di vernice che copre interamente il muso (fari e griglia radiatore compresi) e retro (spariti i fari), cerchioni banalissimi da quattro soldi, interni argentati...

L'intero cofano poi si rimuove: non se ne capisce il motivo. Il risultato però è che il muso è un po' sballato rispetto al resto della macchina. Se poi lo togli e lo rimetti un po' di volte rischi di rompere tutto...

Insomma non è un capolavoro. Il risultato finale è, purtroppo, un esemplare che con tutte le scarpe rientra a pieno titolo nel mesto novero delle "auto tristi". Accidenti che peccato.

Modello facilmente reperibile, merita di essere collezionato primo perchè, come detto prima, se sei un appassionato del film Cars quest'auto la devi avere e poi perchè comunque ricorda una delle poche auto americane decenti degli anni '80. Auto comunque piuttosto delicata non si presta al gioco errabondo delle tue smithsoniane piste. Lascia perciò perdere...


Et violà: Chick Hicks




Pubblicità della versione del 1985

venerdì 22 luglio 2011

Plymouth Hemi Cuda 1968

Caro Andreo,

premetto subito che molti collezionisti identificano questo modello con la versione del 1970. Io, dopo un piccolo controllo in rete, ritengo che in realtà stiamo parlando della versione del '68 che è molto diversa da quella del '70.

Fatto sta che stiamo delirando della riproduzione di un modello leggendario di muscle car: non solo è una Barracuda, ma nella versione Top denominata 'Cuda dotata oltretutto di motore Hemi (il massimo possibile). E' insomma la Plymouth Hemi Cuda del 1968.

In pratica era una bomba che venne realizzata oltretutto in pochi esemplari: per questo è una specie di totem nel mondo delle muscle car americane.

Se la versione originale è un mito, vediamo come la HW ha reso questo mito.




E che cavolo è successo? Invece di una monster muscle car sembra di avere davanti la pessima riproduzione di una scassatissima Ford Escort. Questa non è una muscle car: è un "auto triste" bella e buona! E' una scarcagna con i controcavoli. Il colore sarebbe buono (con l'alternanza con il nero), il livello dei dettagli così-così. Le proporzioni non ci sono proprio per niente. Il risultato è un mezzo disastro...

Nulla a che vedere quindi con l'originale: comunque è una Plymouth Hemi Cuda del 1968 e bisogna averla quantomeno per rispetto ad un marchio così prestigioso. E' una mezza sola, ma pazienza.

In questo buffo video pubblicitario del '69 si intravede come era realmente la Cuda dell'epoca...

mercoledì 13 luglio 2011

Buick GSX 1970

Caro Andreo,

eccoti qui un altro modello che potrebbe rasentare pericolosamente la soglia critica della dimensione spazio-temporale delle auto tristi: sto parlando della Buick GSX del 1970.

Auto americana da noi pressochè ignota, come del resto avviene per gran parte della produzione automobilstica americana degli anni 50-60-70-80, la Buick GSX fu un tentativo da parte di questa casa automobilistica di aumentare le vendite delle sue auto sportive sovraccaricando in modo aggressivo la GS455. Il risultato fu una bellissima muscle car americana classica.

Di questo modello ne furono prodotti pochi esemplari (poco più di 600) perchè non incontrò un grandissimo favore di pubblico, anche perchè in quegli anni c'erano delle concorrenti di tutto rispetto. Inizialmente disponibile in due colori (giallo saturno e bianco apollo) nel '72 vennero aggiunti altri colori (come il blu) e allestimenti sportivi per tentare di rendere più appetibile la macchina. Credo che nel 1974 la Buick decise di lasciere perdere definitivamente la povera e sventurata GSX.

Dopo questa allegra premessa, abbiamo ancora qualche dubbio ad includere la GSX fra le "auto tristi"?. La risposta scatta automatica.

Se è triste l'originale, quanto sarà triste la versione della HW? vediamo subito...



Ebbè, di tristezza c'è ne è parecchia. Comunque vediamo in dettaglio la situazione. Come puoi notare da queste orride immagini, dispongo di due esemplari: uno giallo (saturn) e uno blu. Tanto per fare un po' di filosofia spicciola, possiamo allora dire che la versione gialla rappresenta il modello fra il 1970 ed il 1972, mentre il blu è certamente una versione collocabile fra il 1972 ed il 1974. Utile informazione.

Il livello generale dei dettagli è piuttosto buono, le proporzioni sono indovinate, i colori occappa, i cerchioni appropriati. Il risultato è un modello simile all'originale, privo di pesanti orpelli (scritte, teschi, fiamme, lampi, svampe, ecc...). Evidentemente si sono resi conto della gaia tristezza del veicolo e nessuno se l'è sentita di infierire più di tanto.

Anche se si tratta di una macchina abbastanza banalotta, come esemplare non è male nel complesso. Sufficienza piena ed abbondante. Una discreta riproduzione di una classica muscle car degli anni '70

Che dire allora? Da acquistare se capita a tiro, e al limite prova a giocarci: pianissimo e per pochi secondi però perchè si svernicia facilmente. Sarà un'auto triste, ma rimane pur sempre una Buick.


venerdì 10 giugno 2011

Ford Maverick Grabber 1971

Caro Andreo,

eccoti qui l'ennesimo esemplare di Hot Wheels da includere, secondo me, nel novero mestissimo delle "auto tristi". Andiamo pertanto a presentare la Ford Maverick Grabber del 1971. Si tratta di una vettura che non è che abbia proprio spopolato negli USA e che da noi è praticamente sconosciuta. Tuttavia rappresenta, bene o male, un esempio della vitalità dell'industria automobilistica americana di quegli anni che sfornava in continuazione modelli e macchine: di tutto questo oggi non c'è più traccia.

Se uno guarda l'auto originale c'è da dire che non ci troviamo di fronte ad un monumento di originalità: vettura piuttosto banale e priva di personalità. Siamo lontani anni luce dalla Mustang o dalla Gran Torino, se pensiamo alla Ford. Figuriamoci le Plymouth o le Dodge dell'epoca.

Se l'originale fa un po' sbadigliare, vediamo la riproduzione della HW.



Beh, insomma fa sbadigliare anche il modello della Hot wheels.

Niente di che. I dettagli sono così così, proporzioni occappa, il colore della carrozzeria (con il gioco bicolore con il nero) spezza un pochino la monotonia generale. Tuttavia si tratta di un esemplare onesto nella sua sprezzante noisità complessiva. Difficile fare degli appunti: del resto che colpa ha la HW se il modello in partenza è fatto così, voglio dire, così noioso? Forse potevano, una volta tanto, farne una versione "all'arrabbiata", ma secondo me sarebbe stata inverosimile.

Non è facile trovare un modellino che riproduca una Ford Maverick: credo che solo HW lo abbia fatto. Evidentemente ci vuole un coraggio non indifferente.

Un tempo si trovava facilmente questo esemplare: ora non più. Non credo che sia un pezzo da 90: pertanto datti da fare a trovarlo perchè, anche se non brilla di certo nella tua collezione, comunque è bene aggiungerlo.

Qui c'è lo spot della Maverick del 1970 parimenti noioso...



lunedì 23 maggio 2011

Dodge Challenger 1970

Caro Andreo,

della serie "largo alle auto tristi", oggi ti vado a scodellare questa Dodge Challenger del 1970. In questa macabra serie, abbiamo avuto già l'onore di incontrare la mestissima Ford Falcon, regina incontrastata ed irraggiungibile di questa selezionatissima ed esclusiva categoria.

Perchè includere anche questa Dodge? Beh, devo dire che si tratta di un'auto dall'impostazione molto sportiva: lo stile è quello tipico delle muscle car americane "denavorta". Diciamo che tutto sommato non ci sarebbe niente da dire: forse è allora proprio questo il problema di questa Challenger. Non c'è proprio niente da dire. Forse è una muscle car fin troppo classica: le manca il benchè minimo tocco di originalità. Tutto troppo scontato, tutto troppo ovvio. Siamo lontani dallo stile della Charger, della Mustang, della Camaro o della Barracuda.

Se l'originale, secondo il mio modestissimo parere, è una vettura "pallosa" vediamo che hanno combinato i creativi della HW.



Come si può rilevare da queste pietose foto, l'esemplare in questione è abbastanza ben fatto. Il colore della carrozzeria non è il solito colore affibbiato alla media dei modelli HW, il livello dei dettagli è abbastanza buono (il tappo benzina in evidenza, la scritta Dodge sul cofano...), le proporzioni sono occappa, indovinato anche il grande bocchettone sul cofano. Forse i cerchioni non c'entrano un cavolo e oltrettutto il modello è ribassato forse più del necessario.

Detto questo potremmo concludere che si tratta di un esemplare di descreta fattura. Eppure, secondo me è "palloso" tanto quanto l'originale. Le sembianze un po' da "fettina panata"non ti fanno strappare i capelli dalla gioia e gridare "Wow! Che màghina...". La guardi e dici: "Sì, vabbè, non è malaccio, ma c'è demejo...". Insomma un modello così così.

Recentemente la HW ha rilasciato un esemplare della Dodge Challenger del 1970 molto più aggressivo e sportivo, con numeroni, pecette e lampi, dal colore rosso metaliizzato. Bel tentativo non c'è che dire: l'auto però è sempre pallosa. Sembra un albero di natale palloso.

Comunque se ti capita, ti suggerisco di collezionarla: così, non si sa mai. Questo esemplare l'ho trovato anni fa e non l'ho più rivisto. Quello nuovo è attualmente un po' ovunque. Vedi tu.


Anche questa clip pubblicitaria dell'epoca mi sembra un po' noiosa...

martedì 5 aprile 2011

Ford Falcon XB 1973

Caro Andreo,

chiedo subito venia ai puristi e agli amanti accaniti sostenitori della muscle cars. Personalmente credo che l'auto più triste in assoluto sia la Ford Falcon, di qualsiasi tipo e qualsiasi annata. Francamente non so darmi una spiegazione per questa mia reazione (non a catena...), ma ogni volta che vedo od anche penso alla Ford Falcon m cala addosso una sorta di pesante cortina (non Ford Cortina) di tristezza e depressione pari solo a quella che mi può scuscitare la visione di una pessima rappresentazione dei "Pagliacci" di Leoncavallo.

Penso quindi che anche le riproduzioni (non in senso fisico-biologico ovvio...) di questa auto condividano, nella mia mente tarlata, la stessa, medesima, inesorabile sorte. Per tale ragione ritengo che la Ford Falcon XB del 1973 in questione sia uno dei modelli più tristi in mio possesso (assieme forse alla Chevy Nova del '66).

Osserviamo pertanto le foto...


Che ne pensi? Non provi anche tu una certa foscoliana tristezza nell'osservare questo modello? Il colore azzurrino, le insignificanti righe sul cofano: che tristezza!!

Guarda caso non ci sono teschi, fiamme, scritte roboanti: anche la HW non ha voluto infierire più di tanto. Forse potevano scriverci sopra: "Ricordati che devi morire" di savonaroliana memoria (frase che su un'auto non è proprio il massimo...).

Comunque il livello generale dei particolari non è malaccio. Bisogna riconoscere che non è proprio del tutto un cesso di esemplare. E' fatta benino con qualche dettagliuccio che non guasta. Modello trovato per caso totalmente isolato in un mucchio di banalità: mai più rivisto in circolazione. Vuoi vedere che magari è pure una rarità? Non credo proprio. Se ti capita di incrociarlo acquistalo e possibilmente mettilo via. Da tirare fuori ed esaminare solo in giornate di eccessiva euforia: così, tanto per ricordarci la finitezza e l'impermanenza dell'esistenza umana...

Credo che la Falcon XB sia stata una vettura destinata principalmente al mercato australiano: anche il tristissimo video che segue è infatti australiano.




Questo è meno triste...

martedì 4 gennaio 2011

Chevrolet Nova 1966

Caro Andreo,
ogni tanto capita, fra le varie Hot Wheels che la sorte o il destino cinico e baro ci mettono davanti al naso, che si materializzino dei modelli decisamente particolari per il tipo di vettura orginale, per gli allestimenti, per la verniciatura, per qualche burinata di troppo, ecc... ecc... Capita anche, tuttavia, che si presentino innanzi a te modelli che (francamente dispiace anche dirlo) si fanno notare per la loro banalità. Tra questi spicca senza dubbio il caso esemplare della Chevrolet Nova del 1966.

Tempo fa ti avevo illustrato con una certa dovizia di particolari le caratteristiche della Nova del '68. Il modello era abbastanza interessante (anche se non mi ha mai fatto fare il triplo salto carpiato dal trampolino della piscina delle terme) e realizzato con una certa cura. Ebbene, nel caso della versione del 1966 ci si trova davanti un esemplare che, già a guardarlo, viene la voglia irresistibile di emettere un sonoro sbadiglio.

Tanto per dare un'idea, guardati queste mie foto e vedi tu cosa ti viene da pensare.



Evidentemente la noia consistente che si taglia a fette grosse come dei copertoni di un Tir deve aver contagiato anche la Hot Wheels: il colore della carozzeria è abbastanza moscio, non ci sono decorazioni di alcun genere, i dettagli ridotti ai minimi.

Io stesso di solito condanno senza pietà la HW per infliggere pesanti ferite a questi modelli ammorbandoli con teschi o fiamme: forse in questo caso qualche cosetta ce la potevano appiccicare. Che ne so! Un teschietto con un fulmine in bocca? Una svampa di fuoco viola? Almeno la carrozzeria di colore rosso? Dimmi tu cosa sto scrivendo... In breve, questo modello è talmente noioso che ti fa rimpiangere i teschi e le fiamme.

Comunque, si tratta di un modello facilmente reperibile. Anzi c'è stato un periodo che me lo ritrovavo sempre in mezzo alle scatole. Giusto per completezza di collezione, ti posso consigliare di acquistarlo: magari, per tirarti su, beviti un caffè triplo prima di guardare questa Nova del 1966!!!

Ed ora il solito video per vedere com'è fatta l'auto originale...