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Visualizzazione post con etichetta TV and Movie Cars. Mostra tutti i post
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martedì 23 ottobre 2012

Ford Mustang Mach I 1971

Caro Andreo,

rieccomi finalmente qui a scribacchiare blabla dopo un lungo periodo di blocco forzato. Sai com'è, non ho più 20 anni (anche se questo tipo di collezionismo potrebbe far pensare ad un'età anche inferiore ai 20) e quindi ogni tanto la mia salute zoppica vistosamente come Enrico Toti dopo il lancio della famosa stampella...

Veniamo al dunque. Oggi ho preparato per te questa riproduzione di un modello di auto molto classico e molto apprezzato dai collezionisti di auto "vere" (mica di giochini...). Si tratta della Ford Mustang Mach I del 1971. E' difficile aggiungere qualcosa a quanto già è stato detto di questa bellisima auto: l'unica cosa che posso dirti è che si tratta della versione "arrabbiata" e corsaiola della Mustang. In particolare la versione del 1971 che andiamo a presentare rappresenta la seconda serie della Mach 1: una gran macchina non c'è che dire...

Nota di folclore. La Mustang Mach I del 1971 è stata anche protagonista del film di James Bond "Agente 007- Una Cascata di Diamanti" (titolo originale "Diamonds are Forever"): che vuoi di più dalla vita?

Vediamo ora la versione realizzata dalla Hot Wheels.





Diciamo subito che le proporzioni sono abbastanza corrette anche se il grosso cerchione posteriore crea qualche alterazione all'assetto generale. Il livello dei dettagli non è da urlo, ma nel complesso è buono: ci sono le luci d'ingombro, ma il muso nero perde un bel po' di grinta. Stessa sorte per la parte posteriore: un po' moscietta con tutto quel nero indefinito.

Vabbè.

Il colore verde con cofano e fascioni neri secondo me non è la "morte sua": forse ci voleva qualcosa di più sportivo da muscle car. Comunque buttiamo giù pure questo.

Gli interni sono neri e appaiono azzeccati. I cerchioni sportiveggianti a 5 razze sono abbastanza indovinati. C'è lo spoiler posteriore: e vorrei vedere che non c'era...

Che dire? Nel complesso è un buon esemplare anche se, in considerazione della gajardaggine del modello originario, forse si poteva fare qualcosina di più e spendere qualche frazione di centesimo per dare una piccola ripassatina ai dettagli.

Comunque ti consiglio di collezionare questo modello anche perchè si trova molto facilmente in giro. Per cui molla tutto e corri a frugare qua e là.

Guarda un po' quanto è bella questa Mustang guidata da Sean Connery


sabato 18 febbraio 2012

Volvo P1800 1969

Caro Andreo,

eccoti qui un altro esemplare della Matchbox. In questo caso abbiamo a che fare con una splendida Volvo P1800 del 1969. Si tratta di un'auto sportiva dalla linea molto bella se si considera che è una Volvo. La P1800 è stata prodotta dal 1961 al 1973: quindi il nostro esemplare si avvicina alla fine serie. Si tratta di una gran bella macchina, non c'è che dire: oltretutto in tempi relativamente recenti ne ho visto un esemplare parcheggiato in una piazza della città dove entrambi viviamo. Che buffa coincidenza se pensi che non è una macchina molto comune...

Nota di folklore: la Volvo P1800 era l'auto di Simon Templar (Roger Moore) nella serie televisiva "Il Santo".

Ed ecco la riproduzione Matchbox.






Come al solito, la Matchbox non delude le aspettative. Buono il livello dei dettagli, adeguate le proporzioni. Il colore della carrozzeria è appropriato. I paraurti sono ben fatti. Ben evideziate le scritte, i fari (anche se li ho un po' rovinati ahimè), gli stemmi. Interni neri e vetri trasparenti. Cerchi standard. Nel complesso un lavoro ben fatto. Gran bella macchina come originale e gran bella riproduzione. E' proprio la macchina di Simon Templar (anche se la sua era bianca...).

Che dire? Se la trovi la devi acquistare ed includere immantinenti nella tua collezione. E' un pezzo interessante che merita l'esposizione in prima fila. Escludo tassativamente che tu ci possa giocare: forse quando avrai compiuto 35 anni potrai cominciare a maneggiarla. Ma prima, lascia perdere...






giovedì 27 ottobre 2011

Ford Gran Torino Sport 1972

Caro Andreo,

e qui scatta l'ovazione! Con un mega applauso per giunta. Eh sì perchè oggetto del presente sciocchissimo post è nientepòpòdimeno che la Ford Gran Torino Sport del 1972.

Stiamo parlando infatti di una delle auto più significative dell'industria automobilsitica americana "denavorta". Secondo me si tratta della macchina più bella che sia stata mai prodotta in quell'epoca. Se pensi poi alla bruttezza e alla banalità del design delle auto di oggi, mi potrei sbilanciare a dire che forse è l'auto più bella di tutti i tempi (ovvia che esagerazione!).


La Ford Gran Torino è stata e resta quindi un'auto bellissima, dalle linee inconfondibili, un monumento dell'auto degli anni '70. Otretutto è stata la protagonista assoluta del telefilm "Starsky & Hutch"! Anche un indigeno dell'Amazzonia che non ha mai incontrato nessun altro all'infuori dei membri della sua tribù e che non ha mai visto la TV, magari non saprà nulla di fisica quantistica o di crisi in Afganistan, ma, stanne certo, conosce sicuramente il bellissimo bolide rosso con fascione bianco di Starsky & Hutch! Ci puoi scommettere. 

Qualsiasi cretino, interedetto dal giudice per demenza assoluta ed incapace di intendere e di volere, saprebbe riconoscere senza il minimo dubbio la splendida Ford Gran Torino di Starsky & Hutch. Anche mia nonna, che poverina è defunta 20 anni fa, conosceva perfettamente questa macchina: magari non avrebbe riconosciuto la mia Hyundai, ma non avrebbe esitato a descriverti nei minimi particolari la Ford Gran Torino di Starsky & Hutch. 




E' quasi superfluo ricordare poi il bellissimo film di Clint Eastwood che appunto si intitola "Gran Torino": questa magnifica macchina (con una bellissima livrea verde metallizzato) fa continuamente mostra di sè nel film. E chi credo che la volevano fregare al protagonista!!!!

Sei pertanto tenuto nel minor tempo possibile a farti una cultura su questa macchina: è talmente famosa che Internet è zeppa di notizie e di informazioni. Lascia perdere tutto il resto e comincia a studiare. 








Mamma mia! Scriverei chilometri di elogi per questa splendida macchina: ma il tempo e la memoria dei server hanno dei limiti. Quindi procedo alla presentazione dell'esemplare in mio possesso.












Come puoi intuire, non posseggo un esemplare con la verniciatura rossa e fascione bianco ovvero la Gran Torino stile "Starsky & Hutch" (altra annata del resto). Questo modello è però molto simile alla Gran Torino del film di Eastwood ovvero verde metallizzato. Quindi rimane comunque un modello interessante. Proporzioni corrette, buono il livello dei dettagli. Nessun teschio, fiamma, svampata, numeri, scritte o burinate varie. Vetri trasparenti ed interni argentati (ma come è possibile???). Luci di ingombro ben in evidenza sulle fiancate. Frontale cromato e posteriore altrettanto cromato. Cerchi in simil-finta-lega con ruote posteriori maggiorate (come sempre...).

La macchina è talmente ganza di suo che era pressochè impossibile incasinarla: il risultato finale è decisamente apprezzabile nel suo complesso. Gran bella macchina, santo cielo!

E' a dir poco superfluo sottolineare con vigore che  DEVI   immediatamente procurarti un esemplare di Ford Gran Torino. Se vuoi avere una collezione decente di HW, un modello del genere non può assolutamente mancare. Che dici? Ci vuoi giocare con la tua pista prosciutto e funghi? Faccio finta di non aver sentito...


Questa macchina è una vera leggenda! Altro che Porsche, Ferrari, BMW o Mercedes! Accidenti. Ma dove sono finite queste macchine!?!? Perchè in giro oggi ci sono questi orrori di macchinine??? Aridatece la Gran Torino!









martedì 25 ottobre 2011

Meyers Manx 1966

Caro Andreo,

e chi diavolo non conosce la Meyers Manx del 1966??? 

Stiamo parlando della "Dune Buggy", una delle macchine più famose del mondo. La sua forma particolarissima, derivata da una VW Beetle, è un simbolo incancellabile degli anni '60. Basta dire "Dune Buggy" e ti viene subito alla memoria questa incredibile auto. 

Un tempo erano le Manx erano piuttosto diffuse negli USA (qui da noi un pochino meno) e apparivano soprattutto d'estate perchè erano scoperte e l'ideale per andare a fare i cretini sulle spiagge. Spesso le si vedevano correre sui deserti. Raramente oggi se ne vede qualcuna in circolazione, ma quando passa una Manx tutti si girano: e come fai a non girarti quando passa una macchina del genere?

Inoltre la Meyers Manx è stata protagonista di tantissimi film semplicemente perchè era e resta un'auto ganzissima.

Visto che in questi giorni piove sempre e fa un freddo cane, ho deciso quindi di esaminare questo modello realizzato dalla HW: così, per farsi venire un po' di nostalgia dell'estate.




Dunque. A guardarla così questa Manx sembra più una macchinina da golf che il fichissimo bolide da deserto. Le proporzioni secondo me non ci sono: l'originale è più largo e più tozzo. La scelta dei cerchi (maggiorati dietro) ha di fatto sollevato il modello: l'originale presentava grosse gomme bassotte che tendevano a schiacciare la macchina per terra. Il colore della carrozzeria (oro, oro, oro) con fascione bianco non ci azzecca: le Manx avevano colori più sgargianti (rosso, giallo, blu arancione...). Livello dei dettagli così-così.

Secondo me alla HW hanno combinato un bel casino: la Meyers Manx meritava qualcosa di più. Più precisione, più pignoleria, maggiore rispetto delle proporzioni. Un esemplare alla fin fine insufficiente. Che peccato, cribbio!

Comunque si tratta della riproduzione di una vera icona (gli informatici pronunciano: ìcona...) dell'industria automobilsitica di tutti i tempi. E' stata pure protagonista nel film "altrimenti ci arrabbiamo" con Bud Spencer e Terence Hill: non so se mi spiego...

E tu che fai? Nuncellhai??? Anche se non è proprio una bellezza, ti tocca spendere il tuo bell'euro e mezzo e passare all'acquisto senza indugi (anche se con un pizzico di perplessità e rancore...). 

Come tutte le convertibles, è un modello fragilissimo: basta guardarlo che il parabrezza prima si piega e poi si rompe. Conclusione: acquista e stipa...








lunedì 12 settembre 2011

Buick Regal Grand National 1982

Caro Andreo,

eccoci qui con un modello che, durante i tristissimi e bui anni per l'industria automobilistica americana, si fece comunque notare. Stiamo parlando della Buick Regal Grand National nella prima versione del 1982

Auto sicuramente non stratosferica, presenta le classiche linee delle auto americane degli anni '80: non brilla tuttavia per originalità e gajardaggine. Resta tuttavia un classico di quegli anni ed in USA ha un suo certo giro di estimatori.

Visto poi che sei un appassionato del film "Cars", devo dire che Chick Hicks, il cattivissimo avversario di Saetta McQueen, ha le fattezze che ricordano tanto, ma tanto, la Buick Grand National. Mi sbaglierò, ma ci assomiglia veramente tanto...

L'auto in questione non si segnala quindi per essere una stella nel firmamento automobilistico: vediamo se la HW è riuscita in qualche modo a farla brillare.




Ahi, ahi, ahi. Modello dai dettagli poco evidenziati, proporzioni non corrette (l'originale è più filante e lunga, questa è corta e tozza), colore carrozzeria tristissimo, colata di vernice che copre interamente il muso (fari e griglia radiatore compresi) e retro (spariti i fari), cerchioni banalissimi da quattro soldi, interni argentati...

L'intero cofano poi si rimuove: non se ne capisce il motivo. Il risultato però è che il muso è un po' sballato rispetto al resto della macchina. Se poi lo togli e lo rimetti un po' di volte rischi di rompere tutto...

Insomma non è un capolavoro. Il risultato finale è, purtroppo, un esemplare che con tutte le scarpe rientra a pieno titolo nel mesto novero delle "auto tristi". Accidenti che peccato.

Modello facilmente reperibile, merita di essere collezionato primo perchè, come detto prima, se sei un appassionato del film Cars quest'auto la devi avere e poi perchè comunque ricorda una delle poche auto americane decenti degli anni '80. Auto comunque piuttosto delicata non si presta al gioco errabondo delle tue smithsoniane piste. Lascia perciò perdere...


Et violà: Chick Hicks




Pubblicità della versione del 1985

lunedì 25 luglio 2011

Dodge Charger 1969

Caro Andreo,

come puoi notare da questo post, una delle caratteristiche tipiche dell'industria automobilistica americana negli anni '50, '60 e '70 era quella di sfornare nuovi modelli in continuazione. Diciamo che ogni anno le auto venivano modificate, variate e sottoposte a cambiamenti più o meno radicali: il risultato è un numero abbastanza consistente di variazioni e versioni sullo stesso modello di auto.

Questo accadeva per tutte le grandi auto dell'epoca: la Mustang, la GTO, la Bel Air e, come nel nostro caso oggi, la Dodge Charger.

Se confronti infatti i vari modelli di anno in anno, venivano introdotte variazioni continue: quindi, di conseguenza, noi poveri-poveretti collezionisti di queste risibili automobiline, siamo costretti letteralmente ad inseguire ogni singola versione per non avere "buchi" nella nostra ridicola collezione.


Insomma veniamo al dunque: oggi farnetichiamo della Dodge Charger versione 1969. Auto famosissima e scontatissima che non necessata certo di presentazioni. Basta pensare al "Generale Lee" (si pronuncia "Lii" e non "Leeeee" alla viterbese). Auto quindi leggendaria, mitica: una super car con i controcavoli.

Tutti noi fischiabotti dell'epoca ammiravamo la Charger solo grazie a questo telefilm.



Veniamo allora all'esemplare HW.


Dunque, l'esemplare in disamina si presenta con la tipica livrea delle auto sportive americane ovvero bianco con fascioni blu: buono il livello generale dei dettagli sul muso, sul posteriore e sui fianchi. Ci sono ben evidenziate le luci di ingombro sui fianchi, una scrittona "Charger" (così non la confondi con una FIAT 850) e la scritta Dodge sul cofano: si apre il cofano cosa che crea il classico difettino dello "spiragliono" dato che non si chiude bene. Dentro c'è una parodia del motore. I cerchi adeguati anche per dimensioni. L'unica cosa che secondo me non va è la proporzione: voglio dire che questo esemplare mi pare più stretto dell'originale. Insomma se lo guardi bene sembra che ci sia qualcosa che non va. Comunque un modello sufficiente nel complesso e, visto che si tratta di una Charger, fa sempre la sua porca figura.

Come puoi intuire dalle foto, in lontananza appare anche un altro esemplare di Charger del '69 in mio possesso: si tratta di un modello di colore nero, che non sarebbe male nel complesso, ma dai dettagli meno evidenti di quello che ti ho descritto finora. Comunque in questa foto vedi le due Chargerine insieme.



Cosa superflua solo da pensare. La Charger del '69 la devi avere e non ci devi giocare nella pista per non rovinarla. Se mi rocrdo beni tu possiedi però una Charger del '69 (non HW) arancione niente male: molto Generale LEE. Conserva, conserva, conserva.










Ecco il GENERALE LEE



mercoledì 18 maggio 2011

Plymouth Superbird 1970

Caro Andreo,

visto che sei un grande appassionato del film "Cars" non ho potuto fare a meno di recensire questo modello sicuramente a te molto familiare (non inteso come station wagon ovvio). Sto disquisendo della Plymouth Superbird del 1970.

Si tratta di un'auto che venne progettata all'epoca principalmente per le corse della NASCAR e che, forse anche per la linea un po' estrema per quegli anni - dovuta a scelte aerodinamiche e progettazione nella galleria del vento - non riscosse il successo che forse avrebbe meritato.

Comunque si tratta di un'auto molto interessante sotto molti punti di vista: forse si sarà anche capito che sono un fan della Plymouth. Vabbè: questi sono affari miei che nulla hanno a che vedere con la conduzione di questo blog...

La riproduzione della Superbird realizzata dalla HW è abbastanza buona, come puoi evincere dalle mie catarattiche foto, anche se a mio parere si è forse un po' perso quel tocco fortemente sportivo d'avanguardia che caratterizzano il modello orginale.

Della Superbird posseggo due esemplari: uno giallo (quello in foto) ed uno verde. Secondo me la scelta di questi colori è stata poco felice perchè smosciano in generale il modello.


Il livello dei dettagli è nel complesso accettabile (scritta "Plymouth" sul fianco e relativo indicatore arancione), tettino in nero (simil-finto vinile che andava tanto in quegli anni), cerchi un po' spartani, ma passabili, proporzioni discrete. Il grosso alettone posteriore non è un capriccio della HW: è proprio così anche nell'originale.

In effetti questo modello può dare l'impressione di assomigliare più ad un pesce che ad un'auto: del resto però la Superbird era proprio così. Un pesce...

Non è bello però offendere una Plymouth: quindi posso concludere che si tratta comunque di un esemplare discreto (quello verde meno però). Vista la tua passione per il film "Cars", sei chiamato a possedere con avidità la Superbird: non puoi non averla. E se proprio non puoi farne a meno, ti concedo pure di giocarci con la pista: giusto per rievocare le gesta dei tuoi eroi del film "Cars"...

Eccoti una Superbird dal vero... Grande Plymouth!



Ed ecco la Superbird in azione nelle corse...



Ed un piccolo tributo a "The King"...

giovedì 12 maggio 2011

Ford Anglia 105E 1959

Caro Andreo,

permettimi di iniziare questo post con un sonoro "AAAARRRGHHHHH!!!".


Perchè scrivo un urlo simile? Beh, ho tantissime ragioni per farlo quando si parla della Ford Anglia. In questo caso poi parliamo della Ford Anglia Mod. 105E prodotta dal 1959 al 1967.

Ho talmente tante ragioni per mettermi a gridare quando sento il nome "Ford Anglia" che non so nemmeno da dove iniziare.

Innanzitutto consentimi di dire che l'Aglia, secondo la mia modestissima opinione, è stata una delle auto più orrende che io personalmente abbia mai visto e, come leggerai più oltre, subìto in vita mia. Il fatto di essere la bruttissima copia in formato ridotto di qualche modello americano dell'epoca non l'ha aiutata di certo. Il muso simil-Chevrolet (fatto male ovvio), le pinne posteriori (non c'entravano un piffero!!), la sagoma a freccia con il tetto ridicolmente spiovente (c'era anche una versione della Citroen AMI8 che aveva lo stesso problema), il fatto che fosse piccola, alta e stretta la rendevano più simile ad una cabina telefonica investita da un tram che ad un'auto. Sembrava una di quelle macchinine a pedali di ferro che regalavano a noi marmocchi (pericolosissime e taglientissime - si arrugginivano pure) o le macchinine delle giostre: insomma era il classico "macinino".


Direi anche che forse l'Anglia ha ispirato i designers della Germania Est per il design della Trabant, famigerata auto di cartone (non animato)...


Tanto per concludere in complimenti, visti gli spigoli presenti ovunque (interni ed esterni) e visto che probabilmente milioni di pedoni erano stati trafitti dalle Anglia, alcuni anni dopo uscì una versione amcora più orribile (sembrava impossibile fare di peggio: invece...) tutta arrotondata: l'Anglia Torino. Orribile, semplicemente orribile.

E poi quanti atroci ricordi dell'Anglia! Sarà stata la metà degli anni '60: io ero un piccolo monello, ma certi ricordi non me li cancella più nessuno. Nemmeno Freud e Jung messi insieme! Mentre mio padre possedeva una bislacchissima Opel Kadett azzurrina (anch'essa con micro-pinne e via dicendo), un suo amico possedeva un'Anglia grigio sorcio "andatoammaleinavanzatostatodiputrefazione" con interni in finta pelle rossi che producevano (soprattutto in estate dopo un periodo prolungato di esposizione al sole) un odore inconfondibile. Gomma infuocata con esalazione di precedente sudore e puzza di piedi + colla fusa e metallo arroventato con una lieve fragranza forse di ammoniaca e cane morto per affogamento (quindi bagnato). Ripeto: è impossibile per me dimenticare una cosa del genere.

In estate capitava che si facessero delle vere e proprie "macchinate" di ragazzini che venivano portati al mare. Io, i miei fratelli e i figli di questo amico di mio padre (con cui eravamo anche noi amici) venivamo (forse i nostri genitori facevano a turno) letteralmente caricati e stipati dentro questa Anglia dalle caratteristiche che ti ho appena descritto. Ti puoi immaginare la situazione imbarazzante. Appena saliti a bordo, l'odorino dell'Anglia, la sua pregiatissima finta-pelle nei sedili, il calore da centrale nucleare a fusione, la ridottissima circolazione dell'aria (era a due porte con dei finestrini ridicoli - aria condizionata inimmaginabile all'epoca), il sovraffollamento di bambini armati di palloni, secchielli, borse e borsoni, "tamburelli", (e chi più nei ha più ne metta) il tutto sommato alle caratteristiche delle strade dell'epoca (tutte curve) e alla distanza da fare (circa 40 km fino al mare), rendevano l'Anglia potenzialmente un'arma di distruzione di massa.

Dopo pochi metri infatti, all'euforia generale per la gita in corso, si sostituiva rapidamente uno scenario tipo "Dante's Inferno" (il videogame): di fatto era impossibile trattenere una successione ininterrotta di conati di vomito. Bastava che iniziasse uno e appresso tutti i ragazzini che si univano in un corale e cosmico fiume di vomito che tracimava ovunque.

Il povero guidatore non faceva nemmeno in tempo a fermarsi e mentre gridava "Resistete che devo trovare un rettilineo per fermarmi!!!" (povero illuso: non c'erano rettilinei allora - non li avevano ancora inventati forse), noi tutti poveri dannati e sventurati eravamo con il vomito fino alle ginocchia e quasi privi di sensi...

Queste scene da film dell'orrore di quarta categoria si sono ripetute più volte purtroppo e ahimè la povera Anglia era ormai compromessa: l'odore e le chiazze indelebili di vomito ormai l'avevano marchiata a fuoco come un vitello maremmano. Già da lontano quando la vedevi, ti cominciava a girare la testa, ti si appannava la vista, ti tornava su la parmigiana mangiata anni prima... Cominciavi a cercare disperatamente una busta...

Non so francamente come abbia fatto, ma il felice possessore di questo collettore di vomito ambulante riuscì a vendere questo peculiare esemplare di Anglia: venne rimpiazzata da una Peugeot 404 Berlina verde scuro (sempre con le pinne) su cui ci venne tassativamente proibito di mettere piede. Chissà perchè...

Sta di fatto che, ancor oggi, se mi capita di vedere una Ford Anglia (anche in foto) mi vengono dei malori allo stomaco ed una nausea irrefrenabile...

Dopo una storia del genere, mi chiedo se uno può avere ancora voglia di parlare di Anglia: voglio solo ricordare che l'Aglia 105E è stata riesumata, con un esemplare azzurrino, nei film di Harry Potter. Lì l'hanno fatta pure volare: pensa tu che vomitate "magiche" ci si possono ancora fare...

Vediamo ora il modello messo in piedi dalla HW.



Anche in questo caso c'è da dire "AAARRRGGHHH!". L'esemplare è semplicemente orribile e nemmeno lontanamente equiparabile all'originale (per certi aspetti forse anche fortunatamente).

A parte le pecette varie ed i dettagli ridotti al minimo, il grosso problema restano le proporzioni: insomma anche questo modello, nel suo piccolo, fa vomitare... Il maldestro tentativo di attribuire una qualche qualità a questo modello si è trasformato in una trasfigurazione generale. L'anglia originale è infatti stretta e corta: qui è decisamente più larga e più bassa.

I vetri gialli sono allucinanti e stonano completamente: forse sono gialli per gli schizzi di vomito degli occupanti virtuali. Il grigio sorcio comunque è "la morte sua" come si dice dalle nostre parti. Insomma alla fine il risultato conclusivo è una specia di rana grigia dall'espressione sconsolata.

In conclusione: un modello drammaticamente orribile, fuori proporzione, di basso livello.

Eppure, caro mio, ti consiglio di acquistare questo esemplare: serve praticamente come monito. Una specie di avvertimento sulla finitezza dell'esistenza umana, diciamo così.

Ed ora, una bella indigestione di Anglia in questo video...

Comunque ridiamoci sopra con questo video.


venerdì 1 aprile 2011

Batmobile - Lincoln Futura 1955

Caro Andreo,

questo non è un pesce d'aprile. Oggi parliamo proprio della Batmobile ovvero l'automobile di Batman! Sembra una cosa da perfetti scemi, ma proprio da scemi-scemi non è (almeno non completamente).

Dunque. Cominciamo il nostro quotidiano delirio dall'inizio.

Quando tempo fa mi ritrovai fra le mani questo modello pensavo che fosse una vera e propria "fregnaccia" (tanto per usare un termine automobilistico): ero incerto se prederlo o ributtarlo in mezzo al mucchio infestato come sempre da esemplari assurdi e centinaia di migliaia di Charger e Mustang tutte uguali. Invece no: ho acquistato la Batmobile. Perchè. Beh, prima di tutto perchè quando ero piccino, come tanti altri ragazzini scemi della mia età, mi piacevano molto i supereroi della Marvel come l'Uomo Ragno (dalle nostre parti denominato "Ragnomo"), i Fantastici 4, Hulk, ed anche Batman con il suo ridicolisissimo amico (forse amante) Robin. Entrambi gironzolavano per Gotham City con la Batmobile che, nonostante le sue palesi assurde caratteristiche, appariva come un'auto di un certo qual interesse.

Insomma, ho preso questo modello per ragioni infantil-sentimentali e l'ho messo da parte. Alcuni mesi fa, mentre guardavo in TV un programma satellitare sulle automobili, salta fuori una puntata dedicata alle "rocket-car" degli anni '50. Santo cielo! che cosa allucinante: vengo a sapere, tanto per confermare la mia galattica ignoranza, che in quegli anni si diffuse negli USA una passeggera moda di auto il cui stile si rifaceva totalmente ai missili: in quegli anni infatti nascevano i programmi spaziali della NASA e insieme all'URSS partiva la corsa alla conquista illusoria dello spazio.

Tutto quindi assumeva lo stile "spaziale": elettrodomestici, arredamento, abbigliamento ed anche le auto (osserva il video più sotto...). Se alcuni modelli si contaminavano leggermente di questo stile (pensa alle pinne e a tutte le punte che avevano ad esempio le Cadillac negli anni '50) alcuni andarono desicamente oltre ogni limite.

Tra questi c'era la Lincoln Futura un prototipo mai entrato in produzione che, come altri prototipi del genere, sarebbe finito del dimenticatoio o nell'archivio dei freaks automobilistici. Ed invece la sorte della Lincoln Futura fu diverso proprio perchè diventò, dopo un piccolo restyling, la Batmobile.


Insomma, con la Batmobile rendiamo omaggio ad un'epoca ed ad uno stile che fugacemente ha contagiato anche le automobili: contemporaneamente ricordiamo la bizzarra Lincoln Futura con un certo tocco di nostalgia per l'arditezza del design ed per il grande ottimismo che si aveva in quegli anni per il futuro.

Se pensi al presente e a come sono anonime le auto di oggi...

E ora i video....


Questo sulla Batmobile è semplicemente fantastico....










venerdì 11 marzo 2011

Pontiac Firebird 1977 (convertible) Trans Am "Bandit"

Caro Andreo,

il modello di cui andiamo ad elucubrare, in modo delirante e sciocco (come sempre), è oggi la Pontiac Firebird del 1977 Trans Am "Bandit". E' semplicemente un'auto leggendaria: non dico altro.

Protagonista del celebre film con Burt Reynolds "Smokey and the Bandit" alla fine quest'auto è stata appunto soprannominata "Bandit". Una Bomba...

Siccome poi tu sei un appassionato di modelli sportivi, magari da fiondare giù per le tue iperboliche ed iperboree piste, ho pensato di dedicare questo post a questo esemplare che è veramente molto sportivo.

La versione originale è veramente una bella macchina. La Bandit dovrebbe essere nera con finiture oro. Vediamo quello che sono riusciti a combinare i "creativi" della HW.

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Che dire?. Colori sgargianti, fiamme svampissime sulle fiancate, cerchioni belli grossi, particolari non molto evidenziati. Nonostante tutto rimane un bell'esemplare, secondo me. Anche se non è la riproduzione della Bandit perchè, come detto prima, la Bandit è nera non viola. Diciamo che, almeno da un punto di vista estetico, è la classica HW delle piste. Però come al solito io ti sconsiglio di farla precipitare giù dai tuoi precipizi: sarà pure una versione un po' burinella, ma questo non vuol dire che la si debba sverniciare o rovinare. Tienila con cura perchè è pur sempre una Pontiac Firebird, che diamine!

Non penso che si tratti di un modello rarissimo, ma questo esemplare, così malamente immortalato nelle mie tristissime foto, era un pezzo unico in mezzo al solito mare di Mustang, Chevelle, machinestrane, veicoli improbabili. Accattato questo, non mi è più capitato a tiro. Se lo vedi quindi compralo e, al limite, giocaci pure: poco e con molta prudenza.

Ed ora, il solito video (o' mare quant'è bello...)



Ecco la "Bandit" di Burt Reynolds