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Visualizzazione post con etichetta Pontiac. Mostra tutti i post
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venerdì 24 febbraio 2012

Pontiac GTO Wagon 1966

Caro Andreo,

et voilà l'ennesima Pontiac GTO. Però almeno questa è un pochettino diversa. L'esemplare in questione è una Pontiac GTO del 1966 nella versione Station Wagon

La GTO del '66 è un'auto mitica di cui ho già abbondantemente sproloquiato nel post dedicato al corrispondente modello nella versione berlina. Inutile pertanto fare dei blabla aggiuntivi.

La versione wagon francamente non la conoscevo: quindi grazie alla, o per colpa della, HW ho dovuto sprecare del tempo per farmi un'idea su questa vettura. La linea è certamente bella ed imponente: comunque la versione HW di quest'auto presenta qualche particolarità.





Dunque si tratta di un modello abbastanza proporzionato con un livello di dettagli nello standard medio delle HW: ovvero niente di trascendentale. Cerchi a 5 razze standard anche questi. Interni bianchi (si sporcano subito: fortunatamente non ci può salire nessuno con le scarpe zozze). Il colore della carrozzeria lascia un po' perplessi: da lontano questo esemplare sembra un panetto di burro. Bisogna fare attenzione a non usarlo come ingrediente in cucina. Oltretutto sulle fiancate c'è scritto "fire department" ovvero "stazione dei pompieri": come mai non è rossa questa macchina? Esiste la versione rossa, ma questa ha una tinta color crema o giallo maionese.

Più che un'auto dei pompieri sembra quindi una macchina di un pasticciere o di un gestore di un laboratorio di pasta fresca all'uovo: ma non di certo dei pompieri. Io poi una station wagon con due sportelli non l'ho mai vista: anzi forse in Inghilterra (tanti anni fa) ricordo di aver visto qualche Ford Escort giardinetta con due sportelli, ma non erano macchine molto apprezzate nemmeno da loro. Comunque può darsi che non ci sia nulla di strano.

Sul retro dell'auto ben evidenziata la targa e, dal lunotto posteriore, chi ti sbuca? Il solito quadrupede che ho trovato anche nella Olds Vista Cruiser. Sembra un cane, ma potrebbe essere anche un agnello, o un capretto, un cucciolo di daino, o di lama: chissà che diavolo ci fa lì dietro. Non sarà mica un segnale subliminale? Farò le opportune indagini...

Modello bislacco, ma di un certo interesse. Molto facile da reperire. Una GTO del '66 wagon merita di essere collezionata: pertanto datti da fare. Inadatta all'uso sulle tue piste salmone e zucchine...

martedì 31 gennaio 2012

Pontiac GTO "The Judge" 1970

Caro Andreo,

la Pontiac GTO "the Judge" del 1970 è un'icona nel mondo fatato delle muscle car. Si tratta di una macchina che non ha bisogno di presentazioni di alcun tipo: basta dire "The Judge" ed il gioco è fatto. Certo per gli appassionati delle GTO degli anni '60, con i loro tipici fari anteriori sovrapposti, la versione del 1970 apparirà forse un po' banalotta, ma non si può stare lì ad andare tanto per il sottile.

Insomma eccoci a disquisire dell'ennesima Pontiac e dell'ennesima GTO: direi che forse è meglio risparmiare tempo,polpastrelli e danaro e passare immantinenti alla disamina del nostro pregiatissimo esemplare della HW.





Il colore giallo mi sembra appropriato per questo modello che ricalca abbastanza bene l'originale in quanto a proporzioni. I dettagli sono discreti, ma non daliri e strappamenti di capelli e cute. Comunque i cerchi sono passabili e non sproporzionati. Altrettanto passabili le decorazioni sulle fiancate nonchè la dicitura "the Judge" che differenzia codesto modello da quello non-"The Judge". Vetri trasparenti e selleria in finta pelle-plastichina nera: ci si può anche stare, via! Alettone posteriore utile in caso di sosta per uno spuntino: ci si può apparecchiare sopra e poggiare piatti, bicchieri, stoviglie, posate ed il fiasco di vino rosso della casa regolamentare (in questo caso si può bere perchè nessuno ti fermerà ubriaco al volante di una simile macchinina...)

Insomma, nel complesso un esemplare dignitoso, privo di burinate e volgarità che talora sfregiano modelli anche di maggiore blasone.

Fino a qualche minuto fa, questo modello si trovava abbastanza facilmente in giro, ma via via sta scomparendo come la poiana della Val Trombona. Pertanto ti sollecito a darti da fare perchè una simile GTO "The Judge" del 1970 fa la sua porca figura in una collezione di HW degna di questo nomignolo.

Non ci giocare, non la tirare giù dalla tua pista wurstel e carciofini, non la rovinare, non la rigare, non la sverniciare, non la scagliare contro i muri, non...



martedì 17 gennaio 2012

Pontiac Firebird 400 1967

Caro Andreo,

la Pontiac Firebird del 1967 nella versione 400 è uno degli esempi più classici di muscle car americana. E' una macchina talmente nota negli USA fra gli appassionati del generre che veramente si fa fatica a trovare qualche cosa di originale da dire. Qui ci troviamo di fronte ad un esempio di Firebird della prima generazione con un motore di cilindrata 6600 (però!) con soli 325 cavalli. Bella macchinina: però mi sa che consumava un casino di benzina...

Comunque, oggi nei raduni degli appasionati di muscle car, di queste auto ne se vedono parecchie perchè hanno una linea accattivante, fanno un sacco di casino e ti fanno fare la figura del super burinone alla "uotsanamericanbboi nel kansansiti" stile Alberto Sordi.

Vabbè. Vabbè. Portiamo rispetto a questa Pontiac e vediamo il gioiellino di casa HW.





Insomma: muscle car era e muscle car è rimasta. Un esemplare del genere non avrebbe meritato sfregi di nessun genere e infatti non sono stati fatti. Anche se il livello dei dettagli non è la fine del mondo il risultato complessivo non è malaccio. Le proporzioni sono corrette anche se i cerchioni maggiorati a 5 razze (soprattutto queslli posteriori) hanno rimpicciolito il tutto. Buono il colore della carrozzeria con fasce bianche digeribili. Maniglie ben evidenziate, interni bianchi che possono fare una certa figura. La scritta 400 ci piace e ci fa da promemoria per differenziarla dalle altre Firebird. Unico neo: il muso poteva essere più rifinito: accidenti e che ci vuole?

Nel complesso una buona riproduzione di una bella scheggia americana: appioppiamole un voto dignitoso di una certa più che sufficienza.

Modello facile da trovare e quindi da collezionare. Ti prego di non danneggiarla fiondandola sulla tua pista alici e capperi. La robba deve durààà!!!!



mercoledì 14 dicembre 2011

Pontiac GTO 1969 "The Judge"

Caro Andreo,

scrivendo e riscrivendo idiotissimi post su questo meschino blog, ho fatto una scoperta a dir poco allarmante: sono pieno di Pontiac! In effetti non ci avevo fatto caso. Spesso e volentieri avevo inveito contro la HW perchè ci ammorbava con le Mustang o con un mare di Chevy: e invece devo dire che la Pontiac GTO è un tormentone di proporzioni non inferiori a quelli di cui sopra. Niente male, niente male.

Comunque, visto che sono pieno di GTO, vediamo di esaminare pure questa. Ci troviamo a che fare oggi con la Pontiac GTO del 1969 nella versione, nientepòpòdimenoche, "The Judge".

Se la Pontiac GTO è un'auto mitica, la versione "The Judge" (Il Giudice) è a dir poco leggendaria. Questa versione avrebbe dovuto fare concorrennza alla Plymouth Road Runner (vai a vedere questo modello nello specifico post sempre presente in questo blog) e comunque avrebbe dovuto segnare un punto a favore della Pontiac nell'intricatissimo mondo delle Muscle Cars dell'epoca. Al di là dei numeri e dei risultati di vendita, la GTO "The Judge" rimane una vettura classica della fine degli anni '60 a tal punto che quando circola ancor oggi si dice: "Tutti in piedi. E' arrivato 'Il Giudice - The Judge'".

Ciancio alle bande e vediamo il pezzo in esame.






Come puoi agilmente notare, in questi scialbi degherrotipi sono ritratte due GTO: in realtà ne posseggo una terza di colore giallo che è rimasta chiusa all'interno del suo imballaggio originale.

Pur essendo pressochè uguali, una (quella arancione) riporta la dicitura "The Judge", l'altra (la grigia) ne è invece sprovvista. In realtà i due modelli sono identici. Il modello grigio (non "The Judge") sembra leggermente più rifinito avendo le bande nere sul cofano ed una decorazione rossa lungo le fiancate nonchè interni neri in simil pelle-plasticheggiante. La "The Judge" appare nel complesso più scrausa con interni argentati: come se avesse in pratica i sedili di peltro...

Comunque nel complesso le proporzioni sono corrette, ma il livello dei dettagli è veramente risicato. Pure la scritta "The Judge" appare realizzata in economia... Insomma per una versione così famosa non si sono molto sprecati: basta anche guardare il muso di questi due esemplari per vedere quanto grossolanamente sono stati realizzati.... Mannaggia...
Cerchioni a 5 razze standard senza infamia e senza lode: nel complesso due modelli un po' moscetti.

In conclusione, si può dire che forse si poteva fare di meglio. Tuttavia, in considerazione della fama del modello originale, direi che devi collezionare questa versione della GTO. Anche se non è di certo una realizzazione mozza-(sic)-fiato, eviterei di gettarla giù dalla tua pista mozzarella e fiori di zucca: ci mancherebbero pure le sverniciature...




mercoledì 7 dicembre 2011

Pontiac GTO 1964

Caro Andreo,

il modello che andiamo ad esaminare in questo scalcinato post interessa una delle prime versioni di una delle auto più leggendarie della produzione automobilistica americana: la Pontiac GTO, in questo caso, del 1964.

Devo premettere però che, anche se la HW denomina questo modello come GTO del '64, a me francamente sembra più una Pontiac Grand Prix. Forse è un modello di transizione questo del '64, comunque, visto che io non ci capisco più di tanto, mi attengo a quanto dichiarato dalla HW.

Questo modello devo dire che non si ispirava al principio della massima originalità anche se di lì a poco la GTO avrebbe assunto la sua caratteristica più evidente ovvero i due fari anteriori sovrapposti. In questo caso, la GTO presenta i fari anteriori orizzontali come li avevano alla fin fine un po' tutte le auto. In quei primi anni '60 le macchine erano degli scatoloni squadrati che si assomigliavano un po' tutti. Del resto non è quello che succede anche oggi? Quando non c'è molta fantasia in circolazione ecco che abbondano i clichè. Che ci vuoi fare?

Non perdiamo ulteriore tempo e vediamo il motivo per cui sto sprecando mucchi di minuti con questo post...





Dunque: visto che il modello originale non era proprio un esempio di trasgressione stilistica, anche questa replica soffre dello stesso problema. Comunque le proporzioni complessive diciamo che ci sono ed il livello dei dettagli è passabile (considera che questo esemplare fa parte della serie Treasure Hunts). Il colore della carrozzeria è orribile: una specie di azzurro smosciato verdastro, acquamarina ma di un mare inquinato. Le fiamme arancioni "sbattono" con questo colore un po' putrescente della carrozzeria e comunque sono un tantino patetiche: è vero che è una GTO, ma l'impressione che rimane è quella del "cassone". Inutile arrabbiarlo con le fiamme: non ci casca nessuno. Le fiamme che sbucano dal cofano anteriore poi fanno pensare che il motore stia fondendo: insomma non è un bel biglietto da visita. A proposito, il cofano motore si apre e questo è uno dei rari casi in cui non si vede la triste fessurazione quando il cofano non si chiude del tutto. Qui, mi tocca ammetterlo, la cosa è fatta abbastanza bene.

Muso ben realizzato, cerchioni a 5 razze con quelli posteriori maggiorati: gli interni azzurri mi ricordano quelli del mio Ford Taunus del 1976. La lacrimuccia è d'obbligo...

Esemplare nel complesso non malaccio: direi che una GTO del '64 non sfigura di certo nella tua collezione. Se ti dai da fare, con un po' di pazienza, questo modello si trova abbastanza facilmente in giro. 

Di solito questo tipo di modelli, in passato, strusciavano goffamente per terra. Ora la HW con questi cerchi li ha decisamente sollevati e non smusano più per terra: questo non significa ovviamente che questa GTO la devi fiondare giù per la tua pista con i fiori di zucca...


Questo è lo spot della Grand Prix del 1962: più o meno siamo lì. Ahò per me questa è una Grand Prix...

mercoledì 5 ottobre 2011

Pontiac GTO 1967

Caro Andreo,

ci sono auto che non hanno bisogno di presentazioni. Una di queste è certamente la Pontiac GTO del 1967, "The Great One". 

Auto dalla linea inconfondibile, la GTO, in tutte le sue declinazioni, ha rappresentato un'icona fondamentale nel mondo automobilistico americano durante tutti gli anni della sua esistenza ovvero dal 1964 al 1974. Oggi affrontiamo la versione del 1967 ovvero l'ultima versione della prima generazione.

Vediamo un po' che è saltato fuori dalla elaborazione della HW...





Dunque vediamo: il colore della carrozzeria (che potrebbe essere pacchianissimo) tutto sommato non ci sta proprio del tutto male. 'Sto color melanzana diciamo che attribuisce un tocco di vintage a questo esemplare. Le fiamme e le decorazioni varie sono leggermente ridondanti: diciamo che hanno esagerato un tantinello. Le ruote molto grosse sollevano parecchio il modello anche se la tipologia di cerchione non è male. Vetri trasparenti ed interni bianchi: occappa. Livello dei dettagli discreto: buona la realizzazione del frontale e del posteriore che sono molto caratteristici nella GTO (attenzione: c'è la solita piccola "smusata"...).

Le proporzioni del modello secondo me non sono del tutto corrette. Il modello in questione è più lungo e più stretto dell'originale: alla fine 'sta macchina sembra una sardina. 

Comunque, in linea di massima, un esemplare di discreta qualità estetica: del resto stiamo parlando di una GTO ed è difficile tirarne fuori una porcheria.

Un tempo questo modello te lo tiravano dietro: adesso invece è sparito. Se lo trovi accattalo immediatamente perchè la HW ha prodotto la GTO in tutte le annate e tutte le salse. E' bene cercare di completare quindi la serie.

A guardarla così, questo modello sembra fatto apposta per essere precipitato giù dalla tua Newtoniana pista casareccia: vediamo però di non sfasciare e sverniciare niente però. Eh!

Ecco "The Great One"




martedì 20 settembre 2011

Pontiac Firebird 1969

Caro Andreo,

comincio a pensare, in modo sconsolato e triste, che la Pontiac Firebird debba essere considerata a pieno titolo un vero e proprio tormentone nell'universo collassante delle Hot Wheels al pari, niente po' po'  di meno che, della Chevelle o della Charger.

Ciò rende molto faticosa la stesura di qeusti già di per sè inutili e eticamente fatiscenti post. Comunque, poichè mi sono auto-inflitto l'ingrato e gravoso compito di portare avanti questa parodia di un blog, passo alla discussione filosofica ed estetica dell'ennesima macchinina...

Di cosa stavamo parlando? Ah sì, l'ennesima ed imputrescibile Pontiac Firebird questa volta del 1969

Cosa possiamo aggiungere a quanto già detto altrove? Classica muscle car americana della fine degli anni '60, dotata di cilindrata pazzesca (arrivava fino a 4000 di cilindrata), consumi allucinanti e sicurezza pressochè nulla. Era però caratterizzata dalla classica forma a "bottiglia di Coca-Cola" e questo la rendeva sicuramente interesante da un punto di vista estetico. Inutile dire che faceva a cazzotti con la Camaro, la Corvette, la Mustang, la 442, la Barracuda: tutte lì a contendersi la clientela dei giovanotti danarosi americani di quegli anni.

Basta con le scemenze e veniamo a noi. Eccoti qui il modello che ho nella mia penosa collezione.




Come puoi notare, anche in questo caso ne posseggo due esemplari: qualcuno potrebbe chiedersi perchè ogni tanto di questi modelli ne possiedo almeno due? Bella domanda: la risposta è piuttosto semplice. Semplicemente mi sbaglio perchè nemmeno io mi ricordo dei modelli che fanno parte della mia collezione. Fortunatamente è raro che ne prenda proprio due identici (è successo però...): almeno così vario...

Comunque sono due semplari molto simili. La Firebird bianca presenta i vetri azzurrati, i fascioni blu stile sport-americano, scrittone sul cofano. La viola ha i vetri bianchi e gomme con cerchiatura rossa. Per il resto sono identiche. Le proporzioni sono corrette, il livello dei dettagli poteva essere migliore, soprattutto per il muso. Un modello direi nella media, che di più non si può.

Che dire? Quando cominci a raccogliere le Firebird (come le molliche lasciate cadere nel bosco...) ti tocca andare avanti perchè la HW ne ha fatte in tutte le salse e tutte le versioni. Vedrai quante altre ne salteranno fuori! Ci manca solo una versione con crema di asparagi e quella servita con baccalà e prugne: poi siamo a posto!

martedì 6 settembre 2011

Pontiac GTO 1970 convertible

Caro Andreo,

visto  che fa ancora decisamente molto caldo ho pensato di dedicare questo metafisico post ad una macchina decappottabile (o "scapocchiata" come si direbbe dalle parti nostre): la Pontiac GTO convertible del 1970.

Si tratta della versione decappottabile di una famossissima e favolosissima auto: un vero classico fra le auto dell'epoca. E chi non conosce la GTO? Questa versione poi non ne presenta il marchio, ma ci stiamo avvicinando alla mitica GTO "The Judge": non aggiungo altro!

Io personalmente non sono un grande amante di questo genere di macchine ma devo dire che in questo caso ci troviamo davanti ad un vero cult degli anni '70.

Vediamo allora la versione piccinina della HW.




Beh! Però, un modello niente male. Buone le proporzioni complessive e il livello generale dei dettagli. Da apprezzare l'evidenziazione dei fari anteriori che non sono stati verniciati come il resto della carrozzeria. Cerchi abbastanza adeguati, colore accettabile, interni buoni. Niente pecionate e burinate varie. Un lavoro discreto: non c'è che dire.

Modello di media reperibilità: se ti dai da fare lo puoi trovare. Come già detto per altre convertibles, è da escludere tassativamente l'opzione pista: il lunotto anteriore è a dir poco delicatissimo. Da conservare con grande attenzione e cura quindi.

Ed ora lo spot pubblicitario dell'epoca: non si tratta della versione decappottabile ma rende comunque l'idea.

giovedì 21 luglio 2011

Pontiac Firebird 1970

Caro Andreo,

alzi la mano chi ha sempre pensato che la Pontiac abbia costruito solo la GTO! E invece no, perchè la Pontiac ha costruito pure la Firebird, l'ennesima Muscle Car che ha inflazionato negli anni a cavallo fra i '60 e i '70, il panorama automobilistico americano.

Eh sì perchè di muscle car ce ne erano veramente tante e tutte lì a pestarsi i piedi l'una con l'altra a colpi di cilindrate mostruose, motori allucinanti, allestimenti paranoici, il tutto condito da difetti di fabbricazione macroscopici, sicurezza attiva e passiva risibile, consumi da portaerei. Nel frattempo i samurai giapponesi si preparavano a smantellare il tutto...

Basta con le polemiche. Parliamo della Pontiac Firebird del 1970. Auto prodotta in quattro generazioni fin dal 1967, rapresentava il classico e canonico modello sportivo americano dell'epoca. Del resto qui abbiamo già parlato della versione Trans Am: un esemplare straclassico anche quello.

Vediamo quindi la riproduzione realizzata dalla HW.



Come puoi notare, posseggo due esemplari diversi di detto veicolo. Diciamo che entrambi si equivalgono anche se la versione con la livrea bianca è quella decisamente più canonica. Buono il livello dei dettagli soprattutto nel posteriore che è di gran lunga più curato del muso: chissà perchè. Ci sono dei rilievi cromati del motore sul cofano che sono di difficile interpretazione: forse hanno solo una valenza astrattamente estetica. Ruote molto, ma molto grosse che appesantiscono alla fine il modello. Le proporzioni secondo me non sono del tutto indivinate: questa riproduzione si presenta più tozza e massiccia dell'originale.

Comunque proprio un'aberrazione non è. Diciamo che non è un capolavoro, ma non è nemmeno una schifezza cosmica. Diamole una sufficienza minima-minima.

Modello comunque da collezionare dato che è una Pontiac del '70: si può trovare abbastanza facilmente in giro, basta cercare.

Tutto sommato, caro Andreo, direi pure che ci puoi giocare con la dovuta prudenza e moderazione, ma ci puoi giocare con la tua Ciceroniana pista.


mercoledì 11 maggio 2011

Pontiac GTO 1965

Caro Andreo,

quando si parla di superclassiche muscle car non puoi evitare un modello come questo: la Pontiac GTO del 1965. Si tratta di una vera e propria icona (gli informatici dicono ìcona) di un'epoca, di un modo di fare automobili, di rappresentare la cultura e lo stile di vita americano degli anni '60. C'è anche da dire che quando dici Pontiac ti viene subito in mente la GTO.

Tutto questo per dire che abbiamo a che fare con un modello "cult" che DEVE essere rappresentato nella tua collezione di Hot Wheels. Di questa auto, la HW ne ha declinato parecchie versioni di varie annate (ne esistono anche modelli convertible e station wagon che saranno oggetto di futuri deliranti sproloqui in questa sede).

Iniziamo quindi la nostra disamina. Come puoi notare di questo modello ne possiedo due esemplari quasi uguali che, in omaggio alla classicità della GTO, ho deciso di immortalare nei miei scalcinatissimi dagherrotipi.



Dunque, già a prima vista possiamo dire che ci troviamo di fronte due esemplari di livello discreto senza troppe burinate: anzi si potrebbe pure dire che talora essi sfiorano anche la linea di galleggiamento del modello "noioso". Qualcuno potrebbe sostenere che non mi va mai bene niente, ma, io dico, se devo spendere 1€ o 1.50€ per una macchina permettetemi almeno di avere qualche pretesa. Eh!

Comunque, non divaghiamo. I colori sono discreti in entrambe le modalità, buono il livello dei dettagli anche sul frontale e sul retro, accettabili i cerchi standard di tutte le HW di medio livello. L'unica cosa che forse andrebbe rivista è la proporzione del modello: mi sembra infatti che questi esemplari di GTO, rispetto all'originale, siano un po' troppo stretti. Insomma la versione orginale della GTO 1965 mi sembra più larga e più bassa: si sviluppa più in orizzontale che in verticale. Ciò non mi sembra rispettato nella versione realizzata dalla HW. però è una mia impressione...

Modello che tempo fa era piuttosto comune da trovare, oggi non si vede più in circolazione. Certamente non è un modello raro e prezioso, ma bisogna darsi da fare per trovarlo. Per questa ragione, ti invito a sfrucugnare nei mucchi di HW nella speranza di trovare qualcosa: parimenti eviterei di catapultarlo giù dalla tua pista per evitare che si rovini.


La Pontiac GTO nel '65 è stata pure auto dell'anno...



martedì 12 aprile 2011

Pontiac Grand Prix LE Coupe 1984

Caro Andreo,

qualche volta capitano, fra le varie Hot Wheels, dei veri e propri modelli con allestimenti "tuning" e sportiveggianti che, anche se proprio non mi fanno morire di gioia, appaiono abbastanza adeguati.

E' il caso di questa Pontiac Grand Prix LE Coupe del 1984. Certo se uno pensa alla versione originale, questo allestimento è forse un tantino pesantuccio: comunque il risultato è un esemplare di un certo interesse. La vettura originale in questione è e rimane un'auto elegante con un design tipico degli anni '8o, ma la versione predisposta dalla HW mantiene un certo grado di accettabilità.

Bando al blabla e vediamo le foto.



Come già detto, è un esemplare, diciamo così, sportivo. Veramente sembra una di quelle macchine che si usano nei car shows americani dove alla fine queste medesime macchine fanno una finaccia: schiacciate, sbattute da tutte le parti, tirate giù da una gru... Del resto, se ci fai caso, su una fiancata c'è scritto chiaramente "stunt car" e questo la dice lunga sul tipo di allestimento di questa HW.

Veniamo a noi. I dettagli non sono particolarmente elevati soprattutto nel frontale e nel retro. E che diamine! Vogliamo spendere qualche millesimo di centesimo per dare un'evidenziatina, che ne so, ai fari, ai paraurti o al radiatore? Perchè accontentarsi di questa colata di vernice davanti e dietro?

Il colore della carrozzeria non è tuttavia malvagio. Visto l'allestimento "stunt car" diciamo pure che i vetri gialli possono fare effetto: mi chiedo però un virtuale pilota cosa cavolo veda attraverso un parabrezza di un simile colore... Accettabili i cerchioni. Le "pecette" sono adeguate allo stile di questa versione: quindi possiamo considerarle passabili. Le proporzioni di questo esemplare non sono male soprattutto se si considerano quante altri esemplari sono stati rovinati da questa asimmetria: o troppo strette o troppo corte o troppo lunghe. Questa invece è Occappa. Strano...

Comunque un esemplare accettabile nel suo insieme.

Questo modello non è del tutto introvabile. Se ci perdi un po' di tempo capace che lo trovi. Facciamo a capirci: il fatto che ci sia scritto "stunt car" non ti autorizza a gettarla giù dai muretti o sbatterla in mezzo alla terra: insomma teniamola comunque con un certo riguardo...

In questa clip trovi la storia di tutte le versioni della Pontiac Grand Prix.

venerdì 11 marzo 2011

Pontiac Firebird 1977 (convertible) Trans Am "Bandit"

Caro Andreo,

il modello di cui andiamo ad elucubrare, in modo delirante e sciocco (come sempre), è oggi la Pontiac Firebird del 1977 Trans Am "Bandit". E' semplicemente un'auto leggendaria: non dico altro.

Protagonista del celebre film con Burt Reynolds "Smokey and the Bandit" alla fine quest'auto è stata appunto soprannominata "Bandit". Una Bomba...

Siccome poi tu sei un appassionato di modelli sportivi, magari da fiondare giù per le tue iperboliche ed iperboree piste, ho pensato di dedicare questo post a questo esemplare che è veramente molto sportivo.

La versione originale è veramente una bella macchina. La Bandit dovrebbe essere nera con finiture oro. Vediamo quello che sono riusciti a combinare i "creativi" della HW.

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Che dire?. Colori sgargianti, fiamme svampissime sulle fiancate, cerchioni belli grossi, particolari non molto evidenziati. Nonostante tutto rimane un bell'esemplare, secondo me. Anche se non è la riproduzione della Bandit perchè, come detto prima, la Bandit è nera non viola. Diciamo che, almeno da un punto di vista estetico, è la classica HW delle piste. Però come al solito io ti sconsiglio di farla precipitare giù dai tuoi precipizi: sarà pure una versione un po' burinella, ma questo non vuol dire che la si debba sverniciare o rovinare. Tienila con cura perchè è pur sempre una Pontiac Firebird, che diamine!

Non penso che si tratti di un modello rarissimo, ma questo esemplare, così malamente immortalato nelle mie tristissime foto, era un pezzo unico in mezzo al solito mare di Mustang, Chevelle, machinestrane, veicoli improbabili. Accattato questo, non mi è più capitato a tiro. Se lo vedi quindi compralo e, al limite, giocaci pure: poco e con molta prudenza.

Ed ora, il solito video (o' mare quant'è bello...)



Ecco la "Bandit" di Burt Reynolds

mercoledì 22 dicembre 2010

Pontiac Bonneville 1965

Caro Andreo,
della serie "largo alle utilitarie" oggi ti illustro questo modellino sfizioso. Si tratta della Pontiac (Ford) Benneville del 1965.

Auto dalle forme arrotondate come vanno oggi (si fa per dire...) si tratta della classica riproduzione di un veicolo che nella sua forma originale doveva essere un esempio di sobrietà dei consumi e di agilità nel traffico. Comunque, bando alle facili ironie, e passiamo alla descrizione del modello in oggetto.


Come puoi vedere dalle mie approssimativissime foto, si tratta di un modello piuttosto elegante: talmente elegante che nemmeno alla Hot Wheels (arcinota per le burinate estreme) se la sono sentita di manometterla più di tanto: a parte i cerchioni e le ondine sulle fiancate, non c'è traccia di un teschio e di una svampa di fiamma. Nemmeno una piccola piccola. Nemmeno una scritta del tipo "Superchargedturboflexfire990" e via discorrendo. Insomma una macchina decisamente poco arrabbiata: del resto ti immagini una Bonneville con un teschio rosso fuoco stampato sul cofano? Mai dài! Non facciamoci ridere dietro...

Comunque si tratta di un esemplare piuttosto bellino: non è rarissimo. Se lo cerchi, lo trovi. Se lo trovi, compralo.

Arieccoci con la solita lagna delle piste: vista la bassissima distanza da terra, 'sta macchina non scivola per niente. Nemmeno se la mandi giù in verticale-perpendicolare. Lascia perdere. Ha pure le minigonne! (le hanno messe apposta per farti un dispetto...)

Acquista e stipa. Anzi visto che manca poco al Natale, fatti portare da Natale Babbo qualche modello decente di Hot Wheels. Specificalo bene nella letterina. Se vuoi ti fornisco un piccolo modello di letterina del tipo:

"Caro Natale Babbo,
mi chiamo tal-dei-tali e abito-dove-abito. sono stato buono anzi buonissimo blablablabla (segue sfilza di buoni propositi puntalmente smentiti dai fatti sin dal 26 dicembre - ma chi vuoi che ci faccia caso? Chi ha avuto, ha avuto...).
Fra le tante cose che ti chiedo di indubbia utilità, ti sarei infinitamente grato se, e sottolineo se, ti degnassi di portarmi dei modellini di Hot Wheels degni di questo nome. Se possibile desidererei dei modelli di Muscle Cars degli anni 40-50-60-70: poche eccezioni per gli anni '80. Ti prego di evitare concept cars o modelli assurdi e astrusi che infestano l'altrimenti paradisiaco regno delle Hot Wheels.
Ringraziandoti anticipatamente, colgo l'occasione per porgerti i miei migliori saluti".

Ecco, così potrebbe andare. Se Natale Babbo non recepisse il messaggio, ti consiglio, la prossima volta di rivolgerti altrove.

Ah! Dimenticavo. Il solito video...