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Visualizzazione post con etichetta Plymouth. Mostra tutti i post
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mercoledì 6 marzo 2013

Plymouth Barracuda Formula S 1968

Caro Andreo,

sono un patito delle Plymouth. Inutile negarlo. Per me la Barracuda resta la muscle car per definizione. Ed ecco che infatti sto qui a proporti questa splendida Plymouth Barracuda Formula S del 1968. Anche se personalmente preferisco le Barracuda degli anni '70 devo dire che anche questa macchina non era niente male. La versione Formula S prevedeva un allestimento sportivo con un motorino di circa 6700 di cilindrata con 383 CV: mica male...

Erano automobili bellissime da vedere: oggi, con gli ovetti che ci sono in circolazione, macchine simili ce le sogniamo proprio.

Ciancio alle bande e vediamo la riproduzione "in piccoletto" realizzata dalla HW.




Le proporzioni di questo modello sono abbastanza corrette ed il livello dei dettagli, pur non essendo da urlo, è tuttavia accettabile. Il colore è appropriato ed essendo una versione Formula S si può dire che gli addobbi sportivi della carrozzeria sono adeguati. Ovviamente lo scrittone Mopar è d'obbligo. Cerchioni maggiorati, soprattutto quelli posteriori, vetreria trasparente (OK) ed "interiora" nere: diciamo che ci si può stare.

Nel complesso un esemplare accettabile realizzato dignitosamente. Poichè si trova facilmente in giro, devi aggiungerlo alla tua collezione poichè una Barracuda è sempre una Barracuda.


martedì 4 dicembre 2012

Plymouth Road Runner 1971

Caro Andreo,

rieccoci qui a dissertare su una Plymouth! E' inutile che ti ripeta forse per la miliardesima volta che le Plymouth sono, tra le auto americane, quelle che preferisco. Mi sono sempre piaciute, più delle Buick e delle Cadillac. 

Ed eccoci qui a parlare della Road Runner, una muscle car leggendaria. nella versione del 1971. Si tratta della seconda serie della Road Runner: la prima andava dal 1968 al 1970 è fu un grandissimo successo. La seconda serie, quella che stiamo esaminando ora, di fatto riprendeva le linee dela GTX, che sparì dal lisitno, ma con motori più fiacchetti cosa che non piacque al pubblico. La Road Runner, dopo i grandi successi di vendita iniziali nella fine degli anni '60, cominciò a perdere colpi: la terza serie (1976-1980) fu l'ultima e la Road Runner sparì per sempre.

Pur non essendo il massimo della libidine, la Road Runner del 1971 presenta comunque il suo fascino: ha una linea molto interessante e, non so perchè, mi ricorda vaghissimamente la Ford Capri. Mah! Forse l'Alzheimer che avanza mi sta creando dei problemi... Comunque per me la Road Runner rimane un'auto semplicemente fantastica.

Vediamo la riproduzione della HW.






Le proporzioni complessive del modello sono sostanzialmente corrette, nonostante i ruotoni maggiorati posteriori che avrebbero potuto squadernare il tutto. Invece no: sembra tutto occappa. I livello dei dettagli non è da urlo, ma è passabile nel complesso. Peccato la colata di vernice sul muso.

Il colore della carrozzeria è un violetto che avrebbe potuto far accapponare la pelle: invece no. Mi tocca riconoscere che tutto sommato non ci sta proprio malissimo. Anzi, non è niente male davvero. Il tutto è accoppiato a fascioni neri e decorazioni che sono accettabili, via!

Interni argento inimmaginabili con vetri trasparenti. Vabbè.Cerchioni d'ordinanza. Vabbè anche questo.

Nel complesso il modello in esame si becca una sufficienza bella e buona, forse anche qualcosina di più visto che si tratta di una Road Runner.

Per questo ti invito caldamente a darti da fare per acquistare l'esemplare in oggetto e di conservarlo con la massima cura che una Plymouth richiede.

E ora. pubblicità dell'epoca

mercoledì 1 agosto 2012

Plymouth GTX 1967

Caro Andreo,

non ti nascondo che è sempre con un certo piacere che dedico un po' di tempo e chiacchiere a commentare le auto prodotte a suo tempo dalla Plymouth. Si tratta di un marchio storico dell'industria automobilistica americana che ha prodotto robetta niente male come la Barracuda o la Road Runner (già commentate qui).

Contemporaneamente, quando penso alla Plymouth e alla fine che ha fatto mi viene un nodo alla gola (forse con un tir di caramelle passerebbe pure, ma...): mi sale una nostalgia terrificante... Per me la Plymouth è l'immagine dei favolosi anni '60 su quattro ruote. Non ci posso fare niente. Per me è così. Forse con una decina di anni di analisi potrei superare questo problema, ma per ora rimango così come sono. Pazienza.

Santo Cielo, quanto ho divagato! Parliamo di questa bellissima Plymouth GTX del 1967. Si tratta della primissima serie della GTX (che abbiamo già incontrato): una gran bella muscle car, non c'è che dire. La GTX nasce come sportivizzazione della Plymouth Belvedere: con una griglia aggressiva sul muso, un motore più potente e un po' di freschette qua e là venne fuori prima la Belvedere GTX e, subito dopo, la semplice GTX. Ma, mi chiedo: quanto ti importa di tutto ciò?

Passiamo allora senza indugi all'esemplare partorito dalla HW.





Innanzitutto devo dire che le foto mi sono venute particolarmente male. Evidentemente è l'Alzehimer che avanza inesorabile a passi da gigante. Quindi vedi di fare un piccolo sforzo interpretativo per decrittare qualcosa dalla nebbia generale.

Le proporzioni del modello sono azzeccate ed il livello dei dettagli è discreto. La scelta dei cerchioni (semi-standard a 5 razze e di eguali dimensioni) favoriscono la stabilità complessiva dell'impatto visivo del veicolo in questione (sembra una citazione della Divina Commedia...)

Anche se il color melanzana non rientra nel novero dei miei colori preferiti, devo dire che nel complesso ci si può anche stare. Cristalli azzurrini ed interni di uno strano colore bianco latte-guasto che però hanno un lieve sentore di retrò. Sembra che forse all'interno ci abbia vomitato una squadra di rugby... Comunque, passabile anche questo. Accettabili i fascioni e le decorazioni sul cofano. OK anche le diciture sulle fiancate.

Insomma, nel complesso direi che si tratta di un esemplare di discreta fattura. Visto che si trova molto facilmente e che è la riproduzione di un'auto leggendaria, ti consiglio di spegnere il computer ed andare ad acquistare il modello. Che fai? Sei ancora lì?

lunedì 17 ottobre 2011

Plymouth AAR 'Cuda 1970

Caro Andreo,

essendo uno sfegatato e fanatico appassionato della Plymouth, eccomi qui a presentarti con immmmmenssso piacere questa Plymouth AAR 'Cuda del 1970

Si tratta della versione da competizione della Plymouth Barracuda del '70: la AAR 'Cuda (All American Racers) venne infatti realizzata per correre nelle Trans-Am series Races dove a parte tre pole position non vinse mai nulla. Della AAR 'Cuda nel 1970 venne realizzata anche una versione da strada: un mostro di discreta cilindrata (5.600 c.c.) che ebbe un discreto apprezzamento di pubblico. Insomma un'auto sportiva nella migliore tradizione delle muscle car americane: come del resto si pretende da una Plymouth Barracuda che si rispetti. 

Non dimentichiamoci però che la Barracuda (come molte super car americane) cessò di vivere nel 1974 vittima della crisi petrolifera del '73.

Vediamo ora il gioiellino della HW.





Dunque. Proporzioni nel complesso adeguate. Livello generale dei dettagli piuttosto scarsino. Il colore della carrozzeria con questo bel viola è a dir poco raccapricciante se pensiamo che è stato inflitto ad una Barracuda del 1970 (occhio però! Ce ne sono molte originali con questo macabro colore...). L'alternanza con il cofano nero ed i fascioni laterali neri non aiutano a salvare la devastazione apportata dal colore viola. Scrittone sul posteriore Cuda e Logo della AAR: si apprezza lo sforzo, ma non si va oltre tale apprezzamento. Il muso è completamente nero: i fari sono stati coperti da una colata di asfalto. Peccato. Cerchi appropriati con quelli posteriori leggermente maggiorati. Vetri trasparenti ed interni neri: meno male: fiiiiuuutt....

Una gran bella macchina è stata alla fine riprodotta in modo forse un po' troppo dozzinale ed approssimativo. C'era da aspettarsi di più: ma ormai è fatta. Peccato. Si poteva fare qualcosa di meglio. Certo che se ci spendi 30.000 € magari ti arrabbi, ma per 1,50 € ci si può anche stare. Via!

Comunque una Plymouth AAR 'Cuda del '70 la devi possedere: quindi al lavoro. Cerca, fruga, individua, corri alla cassa, estrai le monetine, paga e fila a casa ad archiviare l'esemplare. Di giocarci non se ne parla proprio...





venerdì 22 luglio 2011

Plymouth Hemi Cuda 1968

Caro Andreo,

premetto subito che molti collezionisti identificano questo modello con la versione del 1970. Io, dopo un piccolo controllo in rete, ritengo che in realtà stiamo parlando della versione del '68 che è molto diversa da quella del '70.

Fatto sta che stiamo delirando della riproduzione di un modello leggendario di muscle car: non solo è una Barracuda, ma nella versione Top denominata 'Cuda dotata oltretutto di motore Hemi (il massimo possibile). E' insomma la Plymouth Hemi Cuda del 1968.

In pratica era una bomba che venne realizzata oltretutto in pochi esemplari: per questo è una specie di totem nel mondo delle muscle car americane.

Se la versione originale è un mito, vediamo come la HW ha reso questo mito.




E che cavolo è successo? Invece di una monster muscle car sembra di avere davanti la pessima riproduzione di una scassatissima Ford Escort. Questa non è una muscle car: è un "auto triste" bella e buona! E' una scarcagna con i controcavoli. Il colore sarebbe buono (con l'alternanza con il nero), il livello dei dettagli così-così. Le proporzioni non ci sono proprio per niente. Il risultato è un mezzo disastro...

Nulla a che vedere quindi con l'originale: comunque è una Plymouth Hemi Cuda del 1968 e bisogna averla quantomeno per rispetto ad un marchio così prestigioso. E' una mezza sola, ma pazienza.

In questo buffo video pubblicitario del '69 si intravede come era realmente la Cuda dell'epoca...

lunedì 30 maggio 2011

Plymouth Barracuda 1974 (race version)

Caro Andreo,

della Plymouth Barracuda del 1974 abbiamo già abbondantemente parlato in altra sede. Pertanto ti mando in quel post (in senso buono intendo) se vuoi avere un po' di blabla condito e farcito adeguatamente.

La versione che ti sottopongo in questa sede è piuttosto particolare. Io la denomino "race version", ma non si chiama così...

Invece di disquisire in modo delirante, cominciamo ad esaminare l'oggetto del presente delirio...




Dunque vista così non sembrerebbe niente di particolare. Anzi, a proposito di particolari, siamo molto distanti dalla versione che abbiamo esaminato precedentemente. E' vero che la versione stradale faceva parte della serie Teasure Hunts, ovvero la mejo serie delle HW. Questa ha un livello di dettagli più basso e generico: si tratta però di una versione grintosissima e sportiva.

Ruotoni giganteschi, fiamme a non finire (tutto sommato si possono anche tollerare su una versione così "all'arrabbiata"), una bella scrittona sulle fiancate, un "qualcosa" che sporge dal retro (che sia un motore fuoribordo? una turbina?, un razzo? Mah!). Il colore della carrozzeria è indovinato: il classico blu notte da HW di razza. Insomma sembrerebbe il tipico esemplare da scaraventare giù nelle tue Dickensiane piste mozzafiato.

Però. Però. Però. Questo modello riserva una piccola sorpresina.



Et voilà, il modello si apre come una vongola verace e, grazie ad un robustissimo telaio in plastichina 100%, viene fuori il motore (ma guarda, proprio sotto il sedere del virtuale pilota! Chissà che caldo! Un bel problemone per chi soffre di emorroidi - sia pur virtuali).

La cosa è abbastanza simpatica e rende il modello in questione un tanto originale. Certo, come in tutti i casi in cui ci sono sportelli o cofani che si aprono, ciò aumenta in modo esponenziale la delicatezza del modello. Quindi, anche se sembra un modellino da pista, io francamente ci andrei pianino: è piuttosto delicato e si può scassare con molta facilità.

Direi che si tratta di un modello da collezionare volentieri. Primo perchè un pur sempre una Barracuda, poi perchè ha un certo qual tocco di originalità. E' da parecchio però che non lo vedo in circolazione...

mercoledì 18 maggio 2011

Plymouth Superbird 1970

Caro Andreo,

visto che sei un grande appassionato del film "Cars" non ho potuto fare a meno di recensire questo modello sicuramente a te molto familiare (non inteso come station wagon ovvio). Sto disquisendo della Plymouth Superbird del 1970.

Si tratta di un'auto che venne progettata all'epoca principalmente per le corse della NASCAR e che, forse anche per la linea un po' estrema per quegli anni - dovuta a scelte aerodinamiche e progettazione nella galleria del vento - non riscosse il successo che forse avrebbe meritato.

Comunque si tratta di un'auto molto interessante sotto molti punti di vista: forse si sarà anche capito che sono un fan della Plymouth. Vabbè: questi sono affari miei che nulla hanno a che vedere con la conduzione di questo blog...

La riproduzione della Superbird realizzata dalla HW è abbastanza buona, come puoi evincere dalle mie catarattiche foto, anche se a mio parere si è forse un po' perso quel tocco fortemente sportivo d'avanguardia che caratterizzano il modello orginale.

Della Superbird posseggo due esemplari: uno giallo (quello in foto) ed uno verde. Secondo me la scelta di questi colori è stata poco felice perchè smosciano in generale il modello.


Il livello dei dettagli è nel complesso accettabile (scritta "Plymouth" sul fianco e relativo indicatore arancione), tettino in nero (simil-finto vinile che andava tanto in quegli anni), cerchi un po' spartani, ma passabili, proporzioni discrete. Il grosso alettone posteriore non è un capriccio della HW: è proprio così anche nell'originale.

In effetti questo modello può dare l'impressione di assomigliare più ad un pesce che ad un'auto: del resto però la Superbird era proprio così. Un pesce...

Non è bello però offendere una Plymouth: quindi posso concludere che si tratta comunque di un esemplare discreto (quello verde meno però). Vista la tua passione per il film "Cars", sei chiamato a possedere con avidità la Superbird: non puoi non averla. E se proprio non puoi farne a meno, ti concedo pure di giocarci con la pista: giusto per rievocare le gesta dei tuoi eroi del film "Cars"...

Eccoti una Superbird dal vero... Grande Plymouth!



Ed ecco la Superbird in azione nelle corse...



Ed un piccolo tributo a "The King"...

venerdì 29 aprile 2011

Plymouth Road Runner 1970

Caro Andreo,

devo dire che la Plymouth ha costruito in passato delle automobili a dir poco fantastiche! Tutti a sperticarsi magari per le Cadillac e non ci si accorge di quello che ha fatto la Plymouth!

Magari qui in Italia le conosciamo poco o per nulla quando invece bisognerebbe riconoscere il merito a questo grande marchio automobilistico americano di aver realizzato delle vere e proprie leggende su quattro ruote.

Nel nostro piccolo approfittiamo allora di questa risibile collezione di automobiline per fare due chiacchiere su questi modelli del passato che, nonostante gli anni trascorsi, mantengono inalterato tutto il loro fascino. (quando scrivo queste cose al limite del ruffiano, mi faccio paura da solo...)

Oggi ci troviamo a dissertare su una macchina leggendaria: la Plymouth Road Runner del 1970.

Si tratta di una classica muscle car americana nel senso più vero del termine: insomma è una macchina di quelle che non ne esistono più, un vero parto della benzina a quattro soldi della fine degli anni'60. Oggi una macchina del genere è del tutto inimmaginabile sia per i consumi, sia per la linea, per la sicurezza, sia per la sobrietà e la comodità.

Insomma stiamo parlando di una macchina con una cilindrata spropositata, dai consumi allucinanti, dalle emissioni elevatissime, pericolissima per gli scarsi livelli di sicurezza attiva e passiva, scomoda, enorme... Eppure è bellissima e piena di personalità. Nessuna auto di oggi, con tutti i suoi standard qualitativi, può vantare una cosa del genere.

Dopo questo lungo blabla, vediamo il modello della HW.


Questa versione non è malaccio: il sovraccarico di decorazioni stile "confederati" sulla carrozzeria (che magari burinisce altri modelli) in questo caso non è disprezzabile del tutto vista l'inclinazione naturale alla muscle car di questa auto. Il giallo della carrozzeria è abbastanza azzeccato. Buono il livello generale dei dettagli: il frontale è abbastanza curato.
I grossi cerchi sollevano notevolmente l'auto da terra, dando maggiore aspetto filante a questo modello.

Possiedo poi un'altra versione che ti sottopongo immediatamente.



Come puoi notare, pur essendo lo stesso modello, si tratta di una versione completamente diversa. Fa parte di quella serie che io chiamo "i musi neri": sono di solito versioni molto meno rifinite e cromate e che spesso presentano livelli di dettaglio più bassi rispetto alle altre versioni. Ci sono molti modelli che possono essere trovati in entrambe queste due diverse categorie e di solito i "musi neri" sono quelli più scrausi.

In questo caso però bisogna fare dei distinguo. E' vero che i particolari sono molto meno curati, ma questa versione possiede un suo fascino ed una sua originalità. Il nero sulla carrozzeria dona molto, i cerchioni sono ancora più grandi e con quelle cerchiature rosse ottengono un plus di aggressività che sulla Road Runner sta benissimo. E' molto filante ed elegante nella sua semplicità. Manca solo un po' di sabbia del deserto ed il gioco è fatto. Promossa a pieni voti...

Insomma sono due versioni molto interessanti di un modello da collezionare assolutamente. Non si tratta di pezzi rari, quindi comincia a sfrucolare negli espositori di HW per vedere se riesci a trovarli.

Dopo la grande sperticata sull'indole da muscle car della Road Runner, come faccio a dirti di non giocarci con la pista? Giocaci con prudenza, ti prego... Fallo per me...

In questo breve video ti puoi fare solo una pallida idea di cosa sia dal vero una Road Runer del 1970. Che macchina...

martedì 22 febbraio 2011

Plymouth Barracuda 1974

Caro Andreo,

il modello in questione oggi non è particolarmente famoso dalle nostre parti, anche se negli USA ha goduto in passato di una certa notorietà. Si tratta di una vettura sportiva dalle prestazioni eccellenti anche se non hai mai fatto faville. Si tratta della Plymouth Barracuda del 1974.

Anche se si tratta di un modello non particolarmente affascinante, vale la pena comunque di descriverlo e, sperabilmente, di collezionarlo. Il motivo è semplice.

Come avrai avuto modo di notare, la maggior parte dei modelli delle HW, soprattutto se paragonati ad esempio a quelli della Matchbox (vedi post relativi), sembrano sguazzare allegramente, come delfini felici, nel mare magnum dell'approssimazione e del pressapochismo.
Questo per dire che frequentemente i particolari ed i dettagli lasciano un po' a desiderare. Talvolta però, inspiegabilmente, capitano dei modelli fatti con una certa precisione di dettaglio e buona fattura. E questo è uno di quei casi.

Guarda queste penosissime foto e fatti un'idea.



Glissando con la necessaria "nonscialanz" sul colore da Ferrero MonCheri (che puntualmente di tanto in tanto viene crudelmente affibbiato a qualche modello), l'esemplare in questione è decisamente ben realizzato: tettino bianco, fari posteriori ben delineati, le gomme cerchiate di bianco, i cerchioni ben rifiniti... E poi non si vede, ma le gomme hanno pure il battistrada! Pensa tu...

Insomma un bel modello. L'ho trovato per caso anni fa e non l'ho più visto in giro. Se lo trovi prendilo, ovviamente. Dato quello che ho scritto, mi sembra ovvio che non vale la pena giocarci come fa tu con la pista: che peccato sarebbe...

martedì 19 ottobre 2010

Plymouth GTX 1971

Caro Andreo,
quando si parla di auto sportive è difficile evitare un modello come questo: sto parlando della Plymouth GTX del 1971.

Devo dire che la Hot Wheels ha fatto un discreto lavoro perchè rendere in miniatura un'auto come questa non era facile. Il modello che ho trovato devo dire che non è niente male anche se forse, secondo il mio modestissimo parere, questa verniciatura rende quest'auto un tantino lugubre.


Buoni i cerchi e buono il livello dei dettagli: forse il muso si poteva fare un po' meglio. Comunque accontentiamoci. Come avrai notato dalle mie foto approssimative, questa versione ha i cerchi posteriori più grossi di quelli anteriori. Quindi, visto che sei un appassionato di utilizzo di piste e pistarelle, una volta tanto ti posso concedere l'uso di questo modello per gli sbattimenti e gli scivolamenti nelle tue spericolatissime piste. L'auto è abbastanza alta e devo dire, anche se a me importa poco perchè inscatolo tutto, corricchia pure! Hai visto che alla fine non sono poi un maniaco della corservazione sotto vetro? Eddai, questa volta ci puoi giocare. Comunque è sempre bene fare attenzione a non rovinare la macchina, sennò è un peccato.

Questo esemplare si trova piuttosto facilmente. L'ho visto in giro anche di recente. Se lo trovi, accattalo perchè comunque, anche se non è un pezzo raro, fa sempre la sua porca figura in una collezione di HW.

Di seguito ti aggiungo un paio di video (anche se mi è parso di capire dall'ultima volta che ci siamo visti che di questi video te ne frega poco). Comunque perservero e li aggiungo lo stesso. Il primo video illustra una Plymouth GTX del 1971 mentre il secondo riguarda la versione del 1972 che è abbastanza simile. Rendono comunque l'idea di come sia dal vero questa bellissima auto.