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mercoledì 6 marzo 2013

Plymouth Barracuda Formula S 1968

Caro Andreo,

sono un patito delle Plymouth. Inutile negarlo. Per me la Barracuda resta la muscle car per definizione. Ed ecco che infatti sto qui a proporti questa splendida Plymouth Barracuda Formula S del 1968. Anche se personalmente preferisco le Barracuda degli anni '70 devo dire che anche questa macchina non era niente male. La versione Formula S prevedeva un allestimento sportivo con un motorino di circa 6700 di cilindrata con 383 CV: mica male...

Erano automobili bellissime da vedere: oggi, con gli ovetti che ci sono in circolazione, macchine simili ce le sogniamo proprio.

Ciancio alle bande e vediamo la riproduzione "in piccoletto" realizzata dalla HW.




Le proporzioni di questo modello sono abbastanza corrette ed il livello dei dettagli, pur non essendo da urlo, è tuttavia accettabile. Il colore è appropriato ed essendo una versione Formula S si può dire che gli addobbi sportivi della carrozzeria sono adeguati. Ovviamente lo scrittone Mopar è d'obbligo. Cerchioni maggiorati, soprattutto quelli posteriori, vetreria trasparente (OK) ed "interiora" nere: diciamo che ci si può stare.

Nel complesso un esemplare accettabile realizzato dignitosamente. Poichè si trova facilmente in giro, devi aggiungerlo alla tua collezione poichè una Barracuda è sempre una Barracuda.


mercoledì 18 aprile 2012

Dodge Charger 1967

Caro Andreo,

ecco qui l'ennesimo modello dedicato ad una Dodge Charger. In questo caso si tratta della Dodge Charger del 1967 ovvero una delle prime serie di questa leggendaria automobile.

Ho avuto modo di alambiccarmi a sufficienza relativamente alla Charger discutendo di altre versioni ed altre serie: pertanto, se proprio tu morissi dalla voglia di sapere qualcosa, ti posso re-indirizzare su questi specifici post. Quello che posso dirti qui è che la versione del '67, come la sua "predecettrice" del '66 (prima versione della Charger) era una fastback con il tipico muso grigliato ed i fari a scomparsa. Una gran bella gajardata per l'epoca.Il motore presentava un "modesto" 6.300 cc: i consumi te li puoi facilmente immaginare...

Ma veniamo a noi.





Il colore "melanzana" della carrozzeria, lì per lì appena inquadrai l'esemplare testè fotografato, non mi fece proprio sobbalzare dalla gioia: devo dire che, dopo aver assimilato e digerito la "melanzana", tutto sommato proprio male-male non è: dà un certo tocco vintage che può essere abbastanza gradevole. Il livello dei dettagli è così-così, ma abbiamo visto di peggio: quindi digeriamo anche questo. I cerchioni sono maggiorati a 5 razze. Decorazioni striscianti bianche passabili, maniglie evidenziate e scritte "Dodge" e "Charger" in bella mostra: una botta di vita, va... Interni neri con cristalli trasparenti: buonini.

A guardarla così si potrebbe notare un certo alone di tristezza complessivo, ma si tratta di una Charger e quindi non può essere annoverata de facto nelle "auto tristi". La Charger è la Charger: stop.

Modello di reperibilità relativamente semplice: non puoi non averlo nella tua collezione. Escluso giocarci con la pista...

Ecco lo spot TV della Charger del '66: il modello del '67 è pressochè identico...


martedì 28 febbraio 2012

Dodge Challenger 1971

Caro Andreo,

la Dodge Challenger l'abbiamo già incontrata nella versione del 1970 (vatti a vedere il post se proprio sei divorato dalla curiosità...). La Challenger è un classico esempio di Mopar: si tratta quindi di una muscle car per antonomasia insieme alla mitica Charger e alla Barracuda.

Insomma su questa auto non c'è in realtà molto da dire perchè oltretutto è estremamente famosa: un vero totem negli USA. Come molte altre muscle car, la Challenger è stata messa al tappeto dalla crisi petrolifera del '74 e, soprattutto, dalla deriva e agonia completa dell'industria automobilistica americana. In tempi relativamente recenti la Challenger è stata riproposta dalla Dodge: ha avuto un certo successo in America mentre in Italia è passata del tutto inosservata. 

Ma torniamo a noi. L'esemplare di oggi è la Dodge Challenger del 1971: in pratica è pressochè identica alla versione del 1970. Un bel risparmio per la HW, un esborso di 1.50€ per noi per avere alla fin fine un doppione che ha solo un 1971 di differenza con il modello del 1970. 

Non ci credi? Guarda un po' tu...





Appunto. Il colore è bislacco, ma verosimile perchè esiste effettivamente una versione verde "paura" come questa. Le proporzioni complessive sono passabili così come accettabile è il livello dei dettagli. Il modello appare un po' schiacciato per terra: chissà perchè. Fascioni neri, spoiler posteriore e bocchettone sul cofano neri: vabbè. Interni in simil finta plastichina nera: vabbuò pure questo. Luci di ingombro evidenziate: che lusso!

Comunque è quasi del tutto identica alla versione del '70, come anticipato. Essendo la Challenger del 1970 un'auto affetta da tristezza cronica, anche questa bellissima muscle car, mi dispiace per la Mopar, la inserisco nella variopinta galassia delle "auto tristi". 



lunedì 17 ottobre 2011

Plymouth AAR 'Cuda 1970

Caro Andreo,

essendo uno sfegatato e fanatico appassionato della Plymouth, eccomi qui a presentarti con immmmmenssso piacere questa Plymouth AAR 'Cuda del 1970

Si tratta della versione da competizione della Plymouth Barracuda del '70: la AAR 'Cuda (All American Racers) venne infatti realizzata per correre nelle Trans-Am series Races dove a parte tre pole position non vinse mai nulla. Della AAR 'Cuda nel 1970 venne realizzata anche una versione da strada: un mostro di discreta cilindrata (5.600 c.c.) che ebbe un discreto apprezzamento di pubblico. Insomma un'auto sportiva nella migliore tradizione delle muscle car americane: come del resto si pretende da una Plymouth Barracuda che si rispetti. 

Non dimentichiamoci però che la Barracuda (come molte super car americane) cessò di vivere nel 1974 vittima della crisi petrolifera del '73.

Vediamo ora il gioiellino della HW.





Dunque. Proporzioni nel complesso adeguate. Livello generale dei dettagli piuttosto scarsino. Il colore della carrozzeria con questo bel viola è a dir poco raccapricciante se pensiamo che è stato inflitto ad una Barracuda del 1970 (occhio però! Ce ne sono molte originali con questo macabro colore...). L'alternanza con il cofano nero ed i fascioni laterali neri non aiutano a salvare la devastazione apportata dal colore viola. Scrittone sul posteriore Cuda e Logo della AAR: si apprezza lo sforzo, ma non si va oltre tale apprezzamento. Il muso è completamente nero: i fari sono stati coperti da una colata di asfalto. Peccato. Cerchi appropriati con quelli posteriori leggermente maggiorati. Vetri trasparenti ed interni neri: meno male: fiiiiuuutt....

Una gran bella macchina è stata alla fine riprodotta in modo forse un po' troppo dozzinale ed approssimativo. C'era da aspettarsi di più: ma ormai è fatta. Peccato. Si poteva fare qualcosa di meglio. Certo che se ci spendi 30.000 € magari ti arrabbi, ma per 1,50 € ci si può anche stare. Via!

Comunque una Plymouth AAR 'Cuda del '70 la devi possedere: quindi al lavoro. Cerca, fruga, individua, corri alla cassa, estrai le monetine, paga e fila a casa ad archiviare l'esemplare. Di giocarci non se ne parla proprio...





lunedì 25 luglio 2011

Dodge Charger 1969

Caro Andreo,

come puoi notare da questo post, una delle caratteristiche tipiche dell'industria automobilistica americana negli anni '50, '60 e '70 era quella di sfornare nuovi modelli in continuazione. Diciamo che ogni anno le auto venivano modificate, variate e sottoposte a cambiamenti più o meno radicali: il risultato è un numero abbastanza consistente di variazioni e versioni sullo stesso modello di auto.

Questo accadeva per tutte le grandi auto dell'epoca: la Mustang, la GTO, la Bel Air e, come nel nostro caso oggi, la Dodge Charger.

Se confronti infatti i vari modelli di anno in anno, venivano introdotte variazioni continue: quindi, di conseguenza, noi poveri-poveretti collezionisti di queste risibili automobiline, siamo costretti letteralmente ad inseguire ogni singola versione per non avere "buchi" nella nostra ridicola collezione.


Insomma veniamo al dunque: oggi farnetichiamo della Dodge Charger versione 1969. Auto famosissima e scontatissima che non necessata certo di presentazioni. Basta pensare al "Generale Lee" (si pronuncia "Lii" e non "Leeeee" alla viterbese). Auto quindi leggendaria, mitica: una super car con i controcavoli.

Tutti noi fischiabotti dell'epoca ammiravamo la Charger solo grazie a questo telefilm.



Veniamo allora all'esemplare HW.


Dunque, l'esemplare in disamina si presenta con la tipica livrea delle auto sportive americane ovvero bianco con fascioni blu: buono il livello generale dei dettagli sul muso, sul posteriore e sui fianchi. Ci sono ben evidenziate le luci di ingombro sui fianchi, una scrittona "Charger" (così non la confondi con una FIAT 850) e la scritta Dodge sul cofano: si apre il cofano cosa che crea il classico difettino dello "spiragliono" dato che non si chiude bene. Dentro c'è una parodia del motore. I cerchi adeguati anche per dimensioni. L'unica cosa che secondo me non va è la proporzione: voglio dire che questo esemplare mi pare più stretto dell'originale. Insomma se lo guardi bene sembra che ci sia qualcosa che non va. Comunque un modello sufficiente nel complesso e, visto che si tratta di una Charger, fa sempre la sua porca figura.

Come puoi intuire dalle foto, in lontananza appare anche un altro esemplare di Charger del '69 in mio possesso: si tratta di un modello di colore nero, che non sarebbe male nel complesso, ma dai dettagli meno evidenti di quello che ti ho descritto finora. Comunque in questa foto vedi le due Chargerine insieme.



Cosa superflua solo da pensare. La Charger del '69 la devi avere e non ci devi giocare nella pista per non rovinarla. Se mi rocrdo beni tu possiedi però una Charger del '69 (non HW) arancione niente male: molto Generale LEE. Conserva, conserva, conserva.










Ecco il GENERALE LEE



venerdì 22 luglio 2011

Plymouth Hemi Cuda 1968

Caro Andreo,

premetto subito che molti collezionisti identificano questo modello con la versione del 1970. Io, dopo un piccolo controllo in rete, ritengo che in realtà stiamo parlando della versione del '68 che è molto diversa da quella del '70.

Fatto sta che stiamo delirando della riproduzione di un modello leggendario di muscle car: non solo è una Barracuda, ma nella versione Top denominata 'Cuda dotata oltretutto di motore Hemi (il massimo possibile). E' insomma la Plymouth Hemi Cuda del 1968.

In pratica era una bomba che venne realizzata oltretutto in pochi esemplari: per questo è una specie di totem nel mondo delle muscle car americane.

Se la versione originale è un mito, vediamo come la HW ha reso questo mito.




E che cavolo è successo? Invece di una monster muscle car sembra di avere davanti la pessima riproduzione di una scassatissima Ford Escort. Questa non è una muscle car: è un "auto triste" bella e buona! E' una scarcagna con i controcavoli. Il colore sarebbe buono (con l'alternanza con il nero), il livello dei dettagli così-così. Le proporzioni non ci sono proprio per niente. Il risultato è un mezzo disastro...

Nulla a che vedere quindi con l'originale: comunque è una Plymouth Hemi Cuda del 1968 e bisogna averla quantomeno per rispetto ad un marchio così prestigioso. E' una mezza sola, ma pazienza.

In questo buffo video pubblicitario del '69 si intravede come era realmente la Cuda dell'epoca...

lunedì 30 maggio 2011

Plymouth Barracuda 1974 (race version)

Caro Andreo,

della Plymouth Barracuda del 1974 abbiamo già abbondantemente parlato in altra sede. Pertanto ti mando in quel post (in senso buono intendo) se vuoi avere un po' di blabla condito e farcito adeguatamente.

La versione che ti sottopongo in questa sede è piuttosto particolare. Io la denomino "race version", ma non si chiama così...

Invece di disquisire in modo delirante, cominciamo ad esaminare l'oggetto del presente delirio...




Dunque vista così non sembrerebbe niente di particolare. Anzi, a proposito di particolari, siamo molto distanti dalla versione che abbiamo esaminato precedentemente. E' vero che la versione stradale faceva parte della serie Teasure Hunts, ovvero la mejo serie delle HW. Questa ha un livello di dettagli più basso e generico: si tratta però di una versione grintosissima e sportiva.

Ruotoni giganteschi, fiamme a non finire (tutto sommato si possono anche tollerare su una versione così "all'arrabbiata"), una bella scrittona sulle fiancate, un "qualcosa" che sporge dal retro (che sia un motore fuoribordo? una turbina?, un razzo? Mah!). Il colore della carrozzeria è indovinato: il classico blu notte da HW di razza. Insomma sembrerebbe il tipico esemplare da scaraventare giù nelle tue Dickensiane piste mozzafiato.

Però. Però. Però. Questo modello riserva una piccola sorpresina.



Et voilà, il modello si apre come una vongola verace e, grazie ad un robustissimo telaio in plastichina 100%, viene fuori il motore (ma guarda, proprio sotto il sedere del virtuale pilota! Chissà che caldo! Un bel problemone per chi soffre di emorroidi - sia pur virtuali).

La cosa è abbastanza simpatica e rende il modello in questione un tanto originale. Certo, come in tutti i casi in cui ci sono sportelli o cofani che si aprono, ciò aumenta in modo esponenziale la delicatezza del modello. Quindi, anche se sembra un modellino da pista, io francamente ci andrei pianino: è piuttosto delicato e si può scassare con molta facilità.

Direi che si tratta di un modello da collezionare volentieri. Primo perchè un pur sempre una Barracuda, poi perchè ha un certo qual tocco di originalità. E' da parecchio però che non lo vedo in circolazione...

lunedì 23 maggio 2011

Dodge Challenger 1970

Caro Andreo,

della serie "largo alle auto tristi", oggi ti vado a scodellare questa Dodge Challenger del 1970. In questa macabra serie, abbiamo avuto già l'onore di incontrare la mestissima Ford Falcon, regina incontrastata ed irraggiungibile di questa selezionatissima ed esclusiva categoria.

Perchè includere anche questa Dodge? Beh, devo dire che si tratta di un'auto dall'impostazione molto sportiva: lo stile è quello tipico delle muscle car americane "denavorta". Diciamo che tutto sommato non ci sarebbe niente da dire: forse è allora proprio questo il problema di questa Challenger. Non c'è proprio niente da dire. Forse è una muscle car fin troppo classica: le manca il benchè minimo tocco di originalità. Tutto troppo scontato, tutto troppo ovvio. Siamo lontani dallo stile della Charger, della Mustang, della Camaro o della Barracuda.

Se l'originale, secondo il mio modestissimo parere, è una vettura "pallosa" vediamo che hanno combinato i creativi della HW.



Come si può rilevare da queste pietose foto, l'esemplare in questione è abbastanza ben fatto. Il colore della carrozzeria non è il solito colore affibbiato alla media dei modelli HW, il livello dei dettagli è abbastanza buono (il tappo benzina in evidenza, la scritta Dodge sul cofano...), le proporzioni sono occappa, indovinato anche il grande bocchettone sul cofano. Forse i cerchioni non c'entrano un cavolo e oltrettutto il modello è ribassato forse più del necessario.

Detto questo potremmo concludere che si tratta di un esemplare di descreta fattura. Eppure, secondo me è "palloso" tanto quanto l'originale. Le sembianze un po' da "fettina panata"non ti fanno strappare i capelli dalla gioia e gridare "Wow! Che màghina...". La guardi e dici: "Sì, vabbè, non è malaccio, ma c'è demejo...". Insomma un modello così così.

Recentemente la HW ha rilasciato un esemplare della Dodge Challenger del 1970 molto più aggressivo e sportivo, con numeroni, pecette e lampi, dal colore rosso metaliizzato. Bel tentativo non c'è che dire: l'auto però è sempre pallosa. Sembra un albero di natale palloso.

Comunque se ti capita, ti suggerisco di collezionarla: così, non si sa mai. Questo esemplare l'ho trovato anni fa e non l'ho più rivisto. Quello nuovo è attualmente un po' ovunque. Vedi tu.


Anche questa clip pubblicitaria dell'epoca mi sembra un po' noiosa...

venerdì 6 maggio 2011

Dodge Charger 1974

Caro Andreo,

il modello in esame oggetto di questo scalcinato post è la Dodge Charger nella versione del 1974. Si tratta di un classico fra le muscle car americane che la HW ha declinato in tutte la salse possibili immaginabili. Ne esistono infatti varie annate, con vari colori e veri livelli qualitativi: insomma la Charger è una specie di tormentone presente pressochè sempre in tutti i mucchi di HW in vendita.

Questo rende forse la disquisizione sulla Charger (in questo caso del 1974) un po' noisetta e banale: c'è poco da dire in fondo. Certo non dobbiamo dimenticarci che la Charger (quella però era del 1969) era la protagonista della celeberrima serie televisiva "the Duke of Hazzard": chi non ricorda l'arancionissimo Generale Lee sfrecciare nelle strade di campagna insieme ai fratelli Duke?

Vediamo allora il modello in questione.


In linea generale le proporzioni del modello sono abbastanza buone, ma il livello dei dettagli non è la fine del mondo. Il frontale è stato oggetto di una colata di vernice rossa che lo rende poco evidente e non si distingue dalla carrozzaeria. Il colore comunque è azzeccato ed esaltato dal cofano nero e i fascioni neri laterali. Il livello dei dettagli si recupera un tantinello con l'evidenza data alle frecce laterali e alla scritta "Dodge" e "charger" sul fianco. I cerchioni sono occappa visto che è una muscle car.

Insomma un modello nella media che più nella media non si può. Senza infamia e senza lode. Comunque, visto quello che rappresenta, deve essere collezionato perchè le Charger non possono mancare in una collezione di HW che si rispetti.

Questo modello si trova con una facilità estrema: lo trovi ovunque e ci manca pure poco che te lo tirino dietro. Quindi datti da fare. Date queste premesse ti posso anche consentire di giochicchiarci sempre però con molta prudenza: il fatto che non sia un modello raro e prezioso non vuol dire che lo possiamo sbudellare...

Ed ora i video....

In questo triste trailer si vede una Charger del 1974... Perchè la Charger la sbattevano sempre da tutte le parti???





Visto che l'abbiamo citato, anche se non c'entra dirattamente, non ho resistito alla voglia di accludere questo bel video sul Generale Lee: che macchina 'sta Charger...


martedì 29 marzo 2011

Dodge Charger 1971

Caro Andreo,

ooopss! Mi ero scordato della Dodge! Dopo un mare di post dedicato a questo e quello è ora il momento di parlare di uno dei modelli più classici fra le muscle car: la Dodge Charger (in questo caso) del 1971. Si tratta di un "must" che quindi non può mancare nella tua collezione.

La HW della Charger ha realizzato tantissime versioni di svariate annate: per cui bisogna fare attenzione e cercare di tenersi aggiornati cercando di evitare "doppioni" (visto che le variazioni di anno in anno possono essere anche minime...)

Comunque per noi non più proprio "ragazzini" la Dodge Charger è anche legata a ricordi televisivi: chi di noi non si ricorda del Generale Lee del telefilm Hazzard? Ovviamente era una Dodge Charger...

Ma veniamo a noi e cerchiamo di analizzare il modello in questione.


Complessivamente non è male come modello: il livello dei dettagli è buono, non ci sono sfregi burini sulla carrozzeria, relativamente appropriato il tipo di cerchi, colore buono, i vetri non sono viola... Insomma un risultato più che sufficiente: considerato quello che possono fare alla HW è un buon risultato. Niente male, niente male.

Direi che è un modello che devi avere assolutamente. Bisogna fare attenzione a cercarlo perchè come ti dicevo di Charger ce ne sono in giro tante: alcune più rare altre banalissime. Questo esemplare in particolare non è proprio rarissimo, ma bisogna cercarlo...

Andreo! Non ci vorrai mica giocare sulla pista con questa Charger! Se si rovinasse sarebbe un peccato! E che diamine...

E ora uno spot pubblicitario d'epoca...

martedì 22 febbraio 2011

Plymouth Barracuda 1974

Caro Andreo,

il modello in questione oggi non è particolarmente famoso dalle nostre parti, anche se negli USA ha goduto in passato di una certa notorietà. Si tratta di una vettura sportiva dalle prestazioni eccellenti anche se non hai mai fatto faville. Si tratta della Plymouth Barracuda del 1974.

Anche se si tratta di un modello non particolarmente affascinante, vale la pena comunque di descriverlo e, sperabilmente, di collezionarlo. Il motivo è semplice.

Come avrai avuto modo di notare, la maggior parte dei modelli delle HW, soprattutto se paragonati ad esempio a quelli della Matchbox (vedi post relativi), sembrano sguazzare allegramente, come delfini felici, nel mare magnum dell'approssimazione e del pressapochismo.
Questo per dire che frequentemente i particolari ed i dettagli lasciano un po' a desiderare. Talvolta però, inspiegabilmente, capitano dei modelli fatti con una certa precisione di dettaglio e buona fattura. E questo è uno di quei casi.

Guarda queste penosissime foto e fatti un'idea.



Glissando con la necessaria "nonscialanz" sul colore da Ferrero MonCheri (che puntualmente di tanto in tanto viene crudelmente affibbiato a qualche modello), l'esemplare in questione è decisamente ben realizzato: tettino bianco, fari posteriori ben delineati, le gomme cerchiate di bianco, i cerchioni ben rifiniti... E poi non si vede, ma le gomme hanno pure il battistrada! Pensa tu...

Insomma un bel modello. L'ho trovato per caso anni fa e non l'ho più visto in giro. Se lo trovi prendilo, ovviamente. Dato quello che ho scritto, mi sembra ovvio che non vale la pena giocarci come fa tu con la pista: che peccato sarebbe...