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Visualizzazione post con etichetta Matchbox. Mostra tutti i post
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sabato 18 febbraio 2012

Volvo P1800 1969

Caro Andreo,

eccoti qui un altro esemplare della Matchbox. In questo caso abbiamo a che fare con una splendida Volvo P1800 del 1969. Si tratta di un'auto sportiva dalla linea molto bella se si considera che è una Volvo. La P1800 è stata prodotta dal 1961 al 1973: quindi il nostro esemplare si avvicina alla fine serie. Si tratta di una gran bella macchina, non c'è che dire: oltretutto in tempi relativamente recenti ne ho visto un esemplare parcheggiato in una piazza della città dove entrambi viviamo. Che buffa coincidenza se pensi che non è una macchina molto comune...

Nota di folklore: la Volvo P1800 era l'auto di Simon Templar (Roger Moore) nella serie televisiva "Il Santo".

Ed ecco la riproduzione Matchbox.






Come al solito, la Matchbox non delude le aspettative. Buono il livello dei dettagli, adeguate le proporzioni. Il colore della carrozzeria è appropriato. I paraurti sono ben fatti. Ben evideziate le scritte, i fari (anche se li ho un po' rovinati ahimè), gli stemmi. Interni neri e vetri trasparenti. Cerchi standard. Nel complesso un lavoro ben fatto. Gran bella macchina come originale e gran bella riproduzione. E' proprio la macchina di Simon Templar (anche se la sua era bianca...).

Che dire? Se la trovi la devi acquistare ed includere immantinenti nella tua collezione. E' un pezzo interessante che merita l'esposizione in prima fila. Escludo tassativamente che tu ci possa giocare: forse quando avrai compiuto 35 anni potrai cominciare a maneggiarla. Ma prima, lascia perdere...






lunedì 7 novembre 2011

Karmann Type 14 Ghia Covertible 1969

Caro Andreo,

tempo fa chiacchieravo con un amico, grande appassionato di auto d'epoca ed esperto in materia (oltre che possessore di alcuni esemplari di un certo interesse). Durante la conversazione mi parlò di un suo amico grande fan, appassionato e collezionista di un preciso marchio automobilsitico: la Karmann

La Karmann è uno storico marchio tedesco nel settore della carrozzeria e del car-styling: famossissimi i suoi modelli negli anni '60 e '70 ed ancora oggi è autrice di alcuni noti modelli di Audi e la VW New Beetle Cabriolet.

Insomma un nome che è una garanzia. Per farla breve, salta fuori, durante una conversazione il nome "Karmann" ed io guarda caso, nella mia risibile collezione di scemenze, posso esternare un celestiale, solenne e sonoro "Cellò". 

Infatti, protagonista di questo post è questo bel modello di Karmann Type 14 Ghia Covertible del 1969. Il modello originale era una bellissima decappottabile disegnata in Italia e costruita in Germania. Un'auto molto famosa e ricercata in quegli anni: ancor oggi è un  esemplare molto apprezzato da collezionisti. 


Fortunatamente, noi poveri-poveretti, ci accontentiamo di queste riproduzioni da pochi spiccioli: così ci togliamo qualche soddisfazioncina senza finire spellati vivi dai prezzi stratosferici di questi modelli di auto d'epoca.

Ma veniamo a noi: il modello in questione è realizzato dalla Matchbox quinid le aspettative sono altissime.







Proporzioni corrette, livello dei dettaglio buono. Colore della carrozzeria: melanzana. Non è male e poi a me le melanzane piacciono. Attribuisce comunque un tocco retrò. Bel fatto il frontale con paraurti con respingenti. Ben evidenziati i fari anteriori e soprattutto quelli posteriori. L'esemplare è dotato di targa regolamentare: quindi in teoria ci si può anche circolare. Cerchioni d'ordinanza della Matchbox: gradevoli. Interni in simil pelle-plastichina nera che non guasta. Parabrezza trasparente: bene...

Insomma un modello mica male. Soprattutto rende onore ad una vettura così bella e prestigiosa. Detto questo mi sembra a dir poco superfluo sottolineare che un esemplare del genere attribuisce prestigio alla tua collezione: pertanto ti sollecito vivamente a recuperlarlo ove e come puoi. Non è un modello raro: quindi non hai scusanti di sorta. 

Sei caldamente invitato inoltre ad astenerti dall'usare questa Karmann Type 14 Ghia Covertible del 1969 sulla tua pista prosciutto e formaggio. Si potrebbe rovinare.... E che diamine!!!!





lunedì 31 ottobre 2011

Cadillac Sedan DeVille 1969

Caro Andreo, 

è sempre un immenso piacere delirare un pochino sulle Cadillac dei bei tempi andati: eh sì perchè queste erano macchine in cui tutto era al massimo. Le dimensioni gigantesche, le rifiniture esagerate, le linee pesantissime, i difetti macroscopici, la pericolosità attiva e passiva senza eguali, le cilindrate senza ritegno ed i relativi consumi di benzina oceanici. Insomma le Cadillac erano il massimo in tutto: nel bene come nel male. Sono una vera e propria pietra angolare del non plus ultra, dello spreco, dell'eccesso...

Il modello in questione è un monumento a tutto questo: la Cadillac Sedan DeVille del 1969 era una bellissima auto di lusso del crepuscolo degli anni '60 ancora immune dal crack petrolifero dei primi anni '70. In breve un'auto ancora nel filone tradizionale delle Cadillac degli anni '50 (che spettacolari automobili!) prima di avviarsi ad un declino tristissimo lungo una progressiva agonia fino alle banalissime Cadillac dei nostri giorni.

La DeVille del '69 era un'auto semplicemente splendida, in perfetto stile Cadillac. Vediamo di cosa stiamo parlando da un punto di vista pseudo-modellistico.













Premettiamo subito che l'esemplare in questione è un modello Matchbox: quindi ci dobbiamo aspettare una qualità costruttiva mediamente migliore rispetto alle Hot Wheels, maggiore attenzione ai dettagli, maggiore rispetto delle proporzioni e niente cafonate.

In effetti la DeVille della Matchbox risponde ai canoni di cui sopra: livello dei dettagli buono, con proporzioni appropriate. Il colore della carrozzeria è una specie di rosa floscio che non deturpa più di tanto il modello. Interni bianchi (evabbè...), cerchioni standard della Matchbox, frontale ben rifinito, posteriore con fari in evidenza e simbolo con scritta "Cadillac" ben visibili, maniglie ben in vista. L'esemplare in questione detiene anche gli specchietti retrovisori che non sono mai presenti su alcun modello della HW (probabilmente per motivi di sicurezza - qualcuno potrebbe sgozzare il vicino di casa con queste sporgenze magari ben affilate...). E a spigoli, punte, puntarelle e spuntature le Cadillac dell'epoca non scherzavano proprio...

Insomma, modello nel complesso ben realizzato, gradevole da guardare, elegante da collezionare. Modello quindi da raccattare immediatamente anche perchè si trova in circolazione abbastanza facilmente. Inoltre portarsi a casa una Cadillac DeVille del 1969 con meno di 2 Euro è sempre una bella soddisfazione...

E che fai? Schianti un modello simile giù per la tua pista salsiccia e funghi? Ma non scherziamo!!!


Ecco qui, in questo video dell'epoca, una carrellata delle auto di lusso americane nel 1969, tra le quali c'è anche la nostra DeVille.





venerdì 16 settembre 2011

Austin Mini Cooper 1964

Caro Andreo,

e che c'è bisogno di presentare una macchina simile? E chi diavolo non conosce la Mini Minor? Qui stiamo chiacchierando di una delle macchine più famose del mondo mica di broccoletti di Bruxelles! 

Se ti fai un giro in Internet ti fai una bella cultura sulla storia e caratteristiche di questa vettura che negli anni '60 e '70 tutti sognavano di avere. La versione Cooper era pure una scheggia che stravinceva in tutti i rallye. Inutile dire che quella specie di saponetta che gira oggi con lo stesso nome non ha nulla a che vedere con l'originale. Sarà magari più rifinita e più elegante, ma è un'altra cosa. Lasciamo perdere và, che è maglio!

L'esemplare che vado a descrivere in questo cretinissimo post è un'Austin Mini Cooper del 1964 realizzata dalla Matchbox: quindi è una riproduzione più verosimile e curata rispetto alle mansdruppate che di solito fanno alla HW.



Visto che dettagli e che particolari? Notato il battistrada sulle gomme? Buone le proporzioni ed i livello dei dettagli è abbastanza alto. Il colore è proprio il suo (British Green) con tettino bianco anche se rossa non sarebbe stata male. Peccato che mi si sono leggermente sverniciati i fari anteriori: vabbè, pazienza.

Un bel modello. Non c'è che dire.

Esemplare da raccattare immediatamente quando ti capita a tiro. Reperibilità buona. Immancabile in una collezione di "ricordini" degli anni '60....



mercoledì 4 maggio 2011

Citroen DS 1968

Caro Andreo,

oggi introduciamo un esemplare che non c'entra proprio niente. Non è un modello della HW (è infatti della Matchbox) e non è una muscle car americana: è un'auto francese famosissima e ganzissima. Sto parlando della Citroen DS del 1968.

Auto che più famosa di così non si può, la DS, soprannominata anche "ferro da stiro" o "squalo", è stata una della protagoniste indiscusse del paessaggio stradale dell'infanzia della mia generazione.

Era una macchina diffussissima, apprezzatissima, comodissima e all'avanguardissima. Con le sue sospensioni idro-pneumatiche, era una delle macchine più comode e ganze da guidare che ci fossero. Comunque niente era "normale" in una DS: non aveva nulla a che spartire con alcuna altra macchina dell'epoca. E secondo me su tanti aspetti rimane un modello insuperato ed insuperabile. E' infatti la testimonianza di quel tipo di macchine piene di "personalità" che oggi ci possiamo nemmeno immaginare...

Basta con le chiacchiere e passiamo all'autopsia (è il caso di dirlo) dell'esemplare in oggetto.




Come sempre avviene per i modelli della Matchbox, il livello dei particolari e dei dettagli è elevato. Niente pecette, teschi, fiamme o scritte deliranti: è semplicemente la riproduzione del modello originale.

Azzeccato il colore della verniciatura, ben evidenziati i fari e i dettagli dei paraurti. Buoni i particolari degli interni. C'è pure la targa posteriore. Forse i cerchi non sono proprio il massimo, ma pazienza. Le proprozioni complessive del modello sono comunque OK.

Non c'è altro da dire. Se la vedi la DEVI avere: anche se non è una HW, una DS è sempre un pezzo che merita l'attenzione del collezionista paranoico e schizifrenico degni di questo nome. Oltretutto se la cerchi con attenzione, la trovi con una certa facilità.

Detto questo è ovvio che con la Citroen DS non ci si gioca per nessun motivo...

Ed ora un piccolo spot dell'epoca in questo video

lunedì 14 febbraio 2011

Oldsmobile Vista Cruiser 1971

Caro Andreo,

ecco qui un altro esemplare della Matchbox (se non sai cosa sono le Matchbox ti rimando al mio post sul GMC Stepside).

Nel caso in questione ci troviamo davanti un modello piuttosto calmo e tranquillo: una bella station wagon degli anni '70 senza pretese e senza fronzoli particolari. Stiamo elucubrando penosamente della Oldsmobile Vista Cruiser del 1971. Con questo post insomma rendiamo un piccolo omaggio al marchio Oldsmobile che finora è rimasto fuori dai nostri conciliaboli.



Come ho già scritto precedentemente, le Matchbox si fanno notare per la sobrietà ed il discreto livello dei dettagli. Come puoi notare si tratta di un modello nel complesso ben realizzato: buona la scelta del colore, è presente anche un fascione simil-legno che fornisce un tocco bicolore quasi "woodie" delle familiari americane di una volta, buona la scelta dei cerchioni, ci sono un bel po' di cromature, c'è anche un bel "lucernario" sul tetto.

Una favola felice con lieto fine? Mica tanto! Un modello tutto sommato ben fatto e onesto nella sua semplice sobrietà presenta però una nota stonata. Notato niente? Beh, se fai attenzione dal portellone posteriore sbucano due quadrupedi. Perchè? Perchè ce li hanno messi? Che razza di animali sono? Sono forse due cani? Non potrebbero essere due pecore o due capre? E se fossero due lama? Quale può essere il senso della presenza di queste bestie che sfigurano un modello così altrimenti flemmatico? E' forse un messaggio criptico o subliminale che io non riesco a capire?

Ho pensato intensamente di "limare" i due quadrupedi, ma non ho tempo da perdere con queste cose. Quindi le bestie sono rimaste lì che sbucano dal portellone posteriore. Ma dimmi tu che roba...

Questo esemplare non è un modello rarissimo: pertanto se lo trovi acquistalo perchè una Olds ci vuole nella tua collezione. Pazienza per le bestie...

Ed ora il solito filmino con la pubblicità della Vista Cruiser del 1970...



lunedì 17 gennaio 2011

GMC Stepside 1957

Caro Andreo,

oggi ci spostiamo in una dimensione elucubrativo-demenziale del tutto particolare e per vari motivi. In primo luogo introduciamo oggi un veicolo che non è la riproduzione della solita autovettura, ma un furgone. Eh sì! caro mio. Ci sono pure i furgoni che, per comodità di archiviazione, saranno qui classificati come "Trucks and Vans" (in inglese per "Camion e Furgoni").

Altro elemento di peculiarità speculativa è che il modello in questione non è una Hot Wheels ma un esemplare prodotto dalla Matchbox. E tu che sei un purista mi chiederai: che ci fa un modello della Matchbox nel mio garage di HW di razza? Un momento di pazienza e te lo spiego.

Devi sapere (anche se so con una discreta dose di certezza che di tutto questo non te ne importa francamente un bel nulla) che quando era un bimbo più o meno della tua età cominciai a collezionare automobiline appunto della Matchbox. All'epoca (e parliamo degli anni '60) questi modellini piccoli piccoli venivano venduti (se la mia memoria - solitamente fallace - non mi tradisce) dentro delle scatoline simili a delle scatole di fiammiferi (in inglese "matchbox" vuol dire appunto "scatola di fiammiferi"). Insomma ne avevo un bel po' di queste macchinine ovviamente riproduzioni delle auto che gironzolavano allora. Questo spiega anche perchè qui trovi quasi sempre auto degli anni '60 o '70.

Che io sappia all'epoca non c'erano le Hot Wheels e tutti i fessacchiotti come me giocavano con queste automobiline o di marche simili (ad esempio Corgi). Del resto non esistevano ancora i videogames: quindi i maschietti o giocavano con le macchinette, con le costruzioni, con i trenini, con i soldatini, o con il Meccano oppure rimanevano le sassate, le bastonate e le botte di quelli più grandi.

Insomma avevo messo in piedi una bella raccolta di auto, ma indovina un po' che cosa mi va a capitare? Il destino cinico e baro, sotto le spoglie di mio fratello più piccolo, me le ha tutte spiaccicate e distrutte a martellate. Un trauma infantile da cui, come puoi intuire da questo blog, non mi sono più ripreso... Scherzi a parte, credo che le Matchbox siano uscite di scena negli anni '70 per essere assorbite dalla Hot Wheels (Mattel). Pensa te il mio stupore quando le ho riviste in giro! Mi è sembrato di tornare indietro di 40 anni!

Bando alle ciance (che tratterò personalmente in una specifica seduta psicoanalitica) e veniamo al dunque.Come puoi notare ci troviamo di fronte ad un interessantissimo modello: il GMC Stepside del 1957. Ottimo il livello dei dettagli, buone le proporzioni, azzeccati i cerchi, la carrozzeria ha quel colore azzurrino pastello che andava tanto di moda all'epoca, non c'è traccia di teschi o fulmini o scritte deliranti. In breve un bellissimo esemplare. Peccato solo che non so fare bene le foto: da queste mediocri immagini non si rende bene l'idea...




Visto quanto sopra, si potrebbe concludere che a conti fatti mediamente le Macthbox siano qualitativamente migliori delle Hot Wheels: in considerazione della denominazione di questo blog, un'affermazione simile non la possiamo scrivere, ma la possiamo solo pensare intensamente...

Il modello in questione è molto facilmente reperibile: si trova pressochè ovunque. Pensa che una volta in un grande supermercato ne ho trovato un esemplare appoggiato nel banco frigo insieme agli yogurt e le mozzarelle. Forse qualcuno l'aveva preso e poi ci aveva ripensato e mollato lì: chissà! Mistero!