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Visualizzazione post con etichetta machinestrane. Mostra tutti i post
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martedì 17 settembre 2013

Limozeen

Caro Andreo,

in un batter d'occhio eccoci precipitati nuovamente nella dimensione delle "machinestrane". Nel caso in esame oggi, si tratta di fare l'autopsia (è proprio il caso di dirlo visto che farnetico di macchine) di questo esemplare che la letteratura scientifica in materia denomina, in modo alquanto sibillino, come Limozeen.

Il nome è tutto un programma dato che si tratta di una misteriosa Limousine. Ho provato, nel poco tempo a mia disposizione, a capire di quale auto si tratti, ma più di tanto non ci riesco. Ci sono elementi vari pescati da macchine diverse: sembra un pochino una Cadillac Fleetwood Limousine del 1981, però c'è qualcosina che ricorda la Lincoln Town Car Limousine degli anni '80. Insomma, alla fine della fiera, possiamo dire che si tratta di un esemplare di fantasia che comunque possiede la linee di una vettura in versione limousine degli anni '80.

(Che cosa è una limousine? Cavolo: informati! Comunque, sono versioni speciali di ragguardevoli dimensioni di auto di lusso di solito dotate di più posti in modalità "divanone", con bar, TV, piscina idromassaggio, sauna, veranda panoramica, cesso, palestra, pista di pattinaggio, ecc... ecc... Insomma auto per poveri-poveretti...)

La HW ha fatto uscire la Limouzeen in parecchie versioni e varianti. Io però la posseggo nella versione "Happy Birthday". Faceva parte di uno special Gift Pack che la HW realizza appositamente come regali per i compleanni. Nello specifico faceva parte, insieme ad altri 5 esemplari, di un dono fatto a mio figlio alcuni anni or sono quando era piccolo e ancora giocava con le macchinette. Poi, prima che le distruggesse tutte e 5, sono passato io e le ho conservate per i posteri. Ma dimmi tu!

Passiamo ad esaminare quindi il modello in questione con l'avvertenza che le foto che ho fatto alla mia Limozeen sono in assoluto le peggiori che abbia mai effettuato. Non so il perchè.





Dalla nube di foschia che queste foto emamano possiamo "intuire" alcuni aspetti. Innanzitutto si tratta di un esemplare dalle dimensioni ragguardevoli: è tutto di metallo poi. Quindi potrebbe essere catalogato come "arma impropria" soprattutto se scagliato con forza contro persone o animali. Il colore rosso della carrozzeria evidenza la finalità regalatoria del modello, aspetto direi esacerbato dalle scritte e dai ridicoli festoni appicciati sulle fiancate. Diciamo che non si presenta come un carro funebre.

Un aspetto comunque interessante è la presenza di una bella fascia cromata nella parte bassa del modello che raccorda il muso con la coda. Il muso è di discreta fattura, la parte posteriore è un po' più spartana come realizzazione. Nel complesso il livello dei dettagli degli esterni non è molto elevato. Cerchioni a raggi: tutte le ruote sono del medesimo calibro. Interessante notare le ruoti posteriori semi-nascoste. Un aspetto che nelle auto mi è sempre tanto piaciuto.

Il modello presenta il tettino apribile completamente aperto: in tal guisa possiamo sbirciare agevolmente all'interno per notare la dovizia (si fa per dire) dei particolari: sellerie bianche (a prova di vomito). Dal tettino possiamo anche notare la presenza all'interno di un piccolo ripiano a forma cilindrica con sopra appoggiati degli oggetti non ben identificabili. che si tratti oltretutto di una "mistery car"?

Nel complesso un esemplare interessante per le sue peculiarità. E' da tantissimo che non lo vedo in giro. Quindi non ti agitare....

Il pensare di usare questo modello su una pista sfiora il ridicolo: struscia per terra e non si muove di un millimetro...

Guarda un po' se non gli assomiglia...

lunedì 12 novembre 2012

Fast Gassin

Caro Andreo,

lo avrò scritto qualche miliardo di volte che quando si collezionano modelli della HW, così come quando si colleziona qualsiasi altra cosa, ciascuno individua dei critieri anche perchè non si può accattare tutto quello che capita. Per quanto mi riguarda, ho posto come criterio base per collezionare questi "bolidi" il fatto di essere riproduzioni generalmente di auto americane nel trentennio 50-60-70. Effettivamente qualche volta sgarro un po' come nel caso di esemplari degli anni 80 o 90 o nel caso di riproduzioni di auto non americane: se lo faccio è perchè, visto che sono un terribile nostalgico, magari questi modelli sono legati a ricordi o aneddoti particolari.

Vi è poi la casistica complessa e variegata delle "machinestrane". In questo calderone ci finiscono di solito modelli dal nome e dalle fattezze bizzarre che, se uno ci perde un po' di tempo, in realtà nascondono modelli classici o esemplari del tipo "amarcord"...

Dopo tutta questa premessa ti chiederai: perchè ho preso il modello in questione denominato "Fast Gassin"? Bella domanda! Me la sono posta anche io. Francamente non lo so. Ancor oggi mi chiedo perchè ho preso questo esemplare: forse, quando l'ho visto, mi ha ricordato i camion americani degli anni '50. Ma qui si entra nella dimensione del "delirio", che nulla ha a che vedere con il collezionismo.

Chissà che mi è preso...

Comunque vediamo 'sto benedetto modello.








Si tratta della riproduzione "caricatissima" di un'autobotte a tre assi. Il design complessivo richiama molto un veicolo degli anni '50 o dei primi '60. I colori sono molto accesi (giallo, rosso, nero) con cromature sparse qua e là. Il livello dei particolari non è eccelso e le proporzioni diciamo che ci sono...

I cristalli sono totalmente gialli, quindi aggiungono un tocco di fittizio a qualcosa di già molto intinto nel fittizio...

Comunque il Fast Gassin rientra a pieno titolo e con tutte le scarpe nel macabro novero delle "machinestrane".

A guardarlo così sembrerebbe un blocco massiccio e pesante. E invece no!! E' tutto di plastica, ma proprio tutto di plastica. Quindi non solo è leggerissimo, ma è pure delicatissimo perchè, oltre a essere di plastica, è anche vuoto.

Caro Andreo; che ti dico? Ti piace un modello del genere? E' un tantino vintage anche se altrettanto kitsch: però più di tanto non disturba. Se ti piacesse prendilo in considerazione anche perchè è ancora in circolazione. Però occhio perchè, come ti ho già scritto, è proprio molto delicato....

Di certo non è il massimo, ma nella vita c'è di certo di molto peggio: una colica renale per esempio...


mercoledì 13 giugno 2012

Low Flow

Caro Andreo,

quella galassia multiforme che risponde al nome di universo delle "machinestrane" riserva sempre delle sorprese e delle curiosità. Si accattano esemplari alla cieca cercando di ritrovare dietro denominazioni di fantasia modelli di automobili "denavorta" o rarità di qualche genere. 

Questo Low Flow è decisamente una "machinastrana" già solo a guardarlo. Si tratta di un Bus molto, ma molto particolare.




A guardarlo così ce ne sono di stranezze! La prima cosa che si nota è sicuramente la forma bizzarra: sembra un pulmann che è stato schiacciato da una frana. Presenta un look molto anni '50 e probabilmente si ispira ad un veicolo dell'epoca. Parlare di proporzioni è superfluo. I colori in due tonalità sono azzeccati perchè danno un gusto retrò. I cerchi sono rossi: sotto il grande passaruota posteriore si nascondono due coppie di ruote più piccole. Si tratta qundi di un tre assi. Inrteressante Sul tetto notiamo un lucernario: intrigante... Accenno di pinne posteriori, vetri trasparenti, rifiniture decenti.

Un mezzo decisamente bislacco, ma interessante nel suo genere. Perchè ho preso un affare del genere? Me lo sono chiesto anche io. Beh, innanzitutto come ti ho già detto, ha un suo gusto retrò molto anni '50: e questo non mi dispiace. Allo stesso modo questo Low Flow mi ricorda i pulmann di una volta: certo lo stile è molto americano, ma ricorda anche i nostri vecchi pulmann...


E poi non so perchè mi ricorda la vecchia Fiat 600 Multipla: che macchina ganza che era quella. Buffissima, ma geniale. Un tempo ce ne erano tante in giro; molte erano usate come taxi... Erano spesso bicolore e piene di cromature. Auto di altri  tempi...

Direi che questo Low Flow è un pezzo collezionabile anche solo per la carica nostalgica che detiene: anche se tu hai pochi anni dovresti tenerlo in considerazione già solo per questo. 
Ah! Dimenticavo. Impossibile usarlo sulla tua pista wurstel e carciofini....


lunedì 7 maggio 2012

Blvd Bruiser

Caro Andreo,

quando ci si avvicina ad una "machinastrana" di solito bisogna riflettere un po'. Spesso infatti dietro denominazioni fantasmagoriche tipo Fire Caldarrost, Electric Scaric, Power Salsicc o TrippXGatts si può nascondere una Stude, una Chevy o una Olds. Di solito è così. Bisogna seguire l'intuito, riconoscere la linea del modello, fare una bella ricerca in rete et voilà il gioco è fatto: scappa fuori un bell'esemplare di un certo itneresse magari degli anni '50. 

Però non è sempre così. Può capitare che la "machinastrana" che hai accattato sia proprio una "machinastrana" bella e buona. E' questo il caso della qui presente Blvd Bruiser. L'ho acquistata per la sua linea da muscle car americana molto anni '70: quindi ho pensato che fosse una riproduzione di un modello realmente esistito. Invece, cerca che ti ricerca, la Blvd Bruiser non esiste e non è mai esistita nella realtà: è un modello di pura fantasia. Una "machinastrana"!

Comunque vediamo di cosa sto sbiascicando da ore...






Come ti dicevo, sembra proprio la riproduzione di una muscle car autentica. Invece niente... Vabbè. Andiamo avanti. Proporzioni adeguate, livello dei dettagli accettabile. Il colore melanzata micalizzato è passabile ed esaltato dai fascioni bianchi. Cerchioni d'ordinanza standard HW. Cristalleria bianca ed interni neri: ok.

Insomma c'è poco da dire. Comunque per essendo un modello di fantasia, una pura "machinastrana", devo dire che non è malaccio. Visto che poi si trova piuttosto facilmente ti suggerisco di inserirla nella tua collezione. Il fatto che non sia un modello d'epoca non vuol dire che possa essere scaricato giù per la tua pista cipolle e peperoni. Vacci piano, vacci piano!

Una piccola carrellata di muscle cars...




sabato 10 marzo 2012

Pass'n Gasser - Ford Coupè 1937

Caro Andreo,

eccoci qui nuovamente precipitati nel mare magnum delle "machinestrane". Come nel caso di esemplari a questo affini, ogni volta bisogna perdere quella mezz'oretta per cercare di capire quale auto realmente si celi dietro un nome di fantasia che la HW affibbia a questi modelli. Non si tratta quasi mai di macchine del tutto inventate: in realtà le "machinestrane" sono elaborazioni, diciamo pure un po' estreme, di auto classiche, muscle car e soprattutto auto decisamente vecchiotte.

Nel caso in esame quest'oggi, abbiamo a che fare con la Pass'n Gasser che altro non è che una bislacca e pittoresca elaborazione di un bel coupè Ford del 1937. Questa auto è piuttosto famosa perchè rappresenta un modello di grande successo sia in quegli anni sia ancor oggi fra gli appassionati di auto d'epoca e gli smanettatori di Hot Rod. Attualmente è piuttosto frequente trovare queste auto nei raduni di Hot Rod nelle versioni più disparate. Gli stessi ZZ Top (arcinota orchestrina rocche texana) sono appassionati di questo genere di auto: il loro simbolo infatti è una Ford Eliminator del 1933. Ma torniamo a noi, cavolo...




Ammappela quanto è stata smandruppata quest'auto! Dunque iniziamo dall'inizio. Cerchioni in oro zecchino (scherzo ovvio, non farti illusioni...) di cui quelli posteriori sono maggoriati a 5 razze a stella, mentre quelli anteriori sono semi-quasi pieni e a sezione strettina-strettina. Colore carrozzeria di un bel giallo nonsipassainosservatimancomorti. Motore pressochè a vista. esce dal cofano sopra e ai lati. E' praticamente una monoposto: quindi un'amichetta con te non ce la puoi portare. Interni in argento. Grossa barra posteriore in plastichina grigia e contrappeso frontale per evitare che 'sta roba si ribalti da sola. Grazie al cielo il radiatore è cromato: fa la sua porca figura. Sulle fiancate qualche scrittarella: è una Test Car. Chissà cosa ci si deve provare...

Nel complesso un modello di un certo qual interesse. Non è certo da urlo, ma si tratta pur sempre di un coupè Ford del '37. Di agevole accattamento, lo trovi pressochè ovunque. Vale la pena acquistarlo.

Mi rcaaomando: non ci giocare con la tua pista con il nero di seppia, perchè si svernicia con una facilità estrema.



venerdì 13 gennaio 2012

Jaded - Kaiser-Frazer "Henry J" 1951

Caro Andreo,

talvolta capita che, sgrufugnando in mezzo ai mucchi di HW magari presenti in un supermercato (cosa che può far fare una figura da mezzo scemo soprattutto se hai più di 10 anni di età - ma questa è la triste sorte del collezionista di Hot Wheels) può capitare che, dopo aver scartato decine di Pontiac, machinestranissime, stramberie varie, salti fuori un esemplare un po' eccentrico. Magari lì per lì non ti dice nulla: potrebbe essere una versione di pura fantasia di qualche fanta-macchina. Oppure potrebbe essere qualcosa di particolare. Questo alla fin fine te lo dice l'istinto perchè sulla confezione non c'è alcun indizio che ti possa aiutare a capire che razza di modello hai per le mani.

E' successo qualcosa di simile con la "At-a-Tude" che sembrava una mezza frescaccia invece era un'elaborazione di una Studebacker degli anni '50 oppure la "Metrorail". La stessa cosa è accaduta con questa Jaded. Sul momento ho pensato di aver acquistato una porchieriola: invece faccio una piccola indagine e cosa ti scopro? La Jaded è una Kaiser-Frazer "Henry J" del 1951

La Henry J era una macchinina americana costruita dalla Kaiser-Frazer per portare sul mercato un'auto molto economica, parca e quindi alla portata di tutte le tasche. Figuriamoci se in quegli anni di spreco assoluto gli americani potevano essere interessati ad una macchina piccola e che consumava poco. Nel 1953 venne ritirata dal mercato dopo che la Kaiser-Frazer era stata rilevata dalla Willys.

Anche se ha avuto una vita commerciale piuttosto breve, la Henry J ha oggi un mucchio di appassionati che recuperano questi rottami e li trasformano in mostri su 4 ruote, hot rods e dragster.

E ora, vediamo il modello della HW.




A guardarlo così si potrebbe già dire che si tratta di un esemplare abbastanza bruttino: però, in suo discolpa, bisogna dire che la versione originale non era un capolavoro di bellezza stilistica. Comunque vediamo un po'.

Le proporzioni sono corrette, il livello dei dettagli è scarsino. Il colore verde militare appannato non è il massimo, ma tutto sommato, dato che trattasi di un'elaborazione, non è poi 'sto terribile disastro. Vetri gialli, decorazioni un po' tristi e patetiche sulle fiancate, alettone in plastichina posteriore e rifinitura del muso con altrettanta plastichina grigia: cromature del tutto assenti. Peccato. 

Cerchioni maggiorati standard e scappamenti laterali in plastichina grigia. Sob...

Insomma si è visto di meglio: il risultato è modesto visto che alla fine questo modello sembra un insettone verde. Pazienza.

Modello di non immediata reperibilità. Anche se non è da urlo direi che, essendo la elaborazione di un'auto molto particolare prodotta da una casa automobilistica indipendente per pochi anni, merita di essere comunque raccattata.

In considerazione di quanto sopra, vediamo comunque di non maltrattarla troppo.







lunedì 24 ottobre 2011

Purple Passion - Mercury Custom 1949

Caro Andreo,

la "Purple Passion" è senza ombra di dubbio una delle "machinestrane" più comuni che la HW abbia messo in circolazione: questo perchè è stata realizzata in tantissime versioni con notevoli varianti di colori. Quindi è piuttosto facile imbattersi in una "Purple Passion" della caratteristiche le più variegate. La "Purple Passion", pur essendo una "machinastrana" è di fatto uno smanettamento, più o meno violento, di una abbastanza pacioccona Mercury Custom del 1949 (forse una Lead Sled, ma non ne sono proprio del tutto sicuro...).

Le Mercury degli anni '40 e '50 erano delle gran belle macchine (cugine delle Ford) che si sono prestate molto facilmente agli smandruppamenti in stile Hot Rod o Muscle Car. Non dimentichiano un modello leggendario della Mercury ovvero la Cougar (che ho descritto già in questo risibile blog) che negli anni '60 ha fatto il suo cavolo di furore. Purtroppo la Mercury, come altri leggendari brand del mondo automobilistico americano, oggi è morta e defunta: recitiamo in silenzio una prece in memoria...

"Purple Passion" significa "Passione Viola": quindi, in linea puramente teorica, l'esemplare che sto per presentare dovrebbe essere pertanto viola. E invece no. Perchè come ti ho scritto poco sopra, di questo modello esiste un'infinità di varianti di colori: tanto è vero che l'esemplare in mio possesso non  presenta alcuna traccia di colore viola...







Diciamo subito che questo modello non fa della sobrietà e dell'eleganza i suoi cavalli di battaglia: per alcuni aspetti direi anche che scende pericolosamente sotto la linea di galleggiamento del burinozzo e del grezzo. 

Detto questo si può dire che le proporzioni paradossalmente sono piuttosto corrette, il livello dei dettagli è scarsino anche perchè di dettagli ce ne sono pochi. La grossa griglia frontale è rimasta cromata, sopravvissuta quindi alla biblica colata di vernice che spesso annichilisce i frontali anche di auto di un certo pregio. Vetri fantasmagorici rossi, cerchioni rossi paranoici, ma che si abbinano con i vetri. Grandi fregi svolazzanti sulle fiancate che per lo meno sono in tinta con il resto. La carrozzeria è di un bel grigio sorcio che non ha nulla di "Purple": il modello in questione dovrebbe essere pertanto denominato "Gray Passion". Gran culone posteriore spigoloso (che non esiste nella versione originale) che in teoria dovrebbe aumentare il coefficiente di penetrazione:  il che, per una macchinina di pochi centimetri, devo dire  può fare la differenza...

Comunque si tratta per sempre di una Mercury del 1949: quindi, visto che te la trovi davanti in continuazione oltretutto in tutte le salse, direi che ci si può spendere l'euro e mezzo che costa. Oltretutto non occupa poi tutto 'sto spazio. Quindi acquista. Ci vuoi giocare con la tua pista alla carbonara? E sia, ma con grande attenzione e solo nei giorni che iniziano con la "z"....



Un omaggio alle mitiche Mercury....




martedì 18 ottobre 2011

Fish'd and Chip'd - Jaguar Mark X 1963

Caro Andreo,

se c'è una "machinastrana" veramente strana, ma strana-strana-strana, ebbene direi che è proprio questa. Sì perchè mentre altre "machinestrane" magari sono delle rivisitazioni talvolta bizzarre o grottesche di qualche auto sportiva o di serie realmente prodotta (prendi il caso della At-a-Tude) o magari sono delle repliche bruttine-bruttissime di auto già particolarmente brutte, beh in questo caso ci troviamo di fronte una vera e propria "mistery car".

Dunque la Fish'd and Chip'd dovrebbe essere la riproduzione della Jaguar Mark X del 1963 mai entrata relamente in produzione nella versione 2 porte. Oltretutto pare che la Mattel non ottenne all'epoca in cui stavano progettando la replica della Jaguar Mark X, la necessaria licenza: alla fine il risultato è stato questa particolare "machinastrana"

Il nome ricorda il più tipico piatto della cucina inglese di questi decenni ovvero "Fish and Chips" (pesce fritto e patatine), una vera porcheria, un tripudio al colesterolo ed ai trigliceridi. Questo per sottolineare la vena marcatamente "British Style" del modello in questione.

Ti ho accennato che questo modello è una "Mistery Car": beh, le "Mistery Car" delle Hot Wheels esistono davvero. Le "Mistery Car" sono esemplari prodotti dal 2004 in poi e presentano alcune caratteristiche distintive che le rendono in alcuni casi anche migliori delle Treasure Hunts. 

Basta con le chiacchiere e vediamo di cosa cavolo sto parlando....







Il modello presenta proporzioni adeguate ed un buon lvello dei dettagli (che sono pochi, ma di tutto rispetto). Modello massiccio ma dalle linee filanti con verniciatura che già sotto le mani denota una qualità più elevata rispetto ai modelli normali. Vernice bicolore blu micalizzato e grigio metallizzato piuttosto indovinata. Vetri trasparenti ed interni in finta plastichina-pelle chiara. Scrittone Hot Wheels inciso sul lunotto posteriore. Guida a destra. Cerchioni a razze vintage: bellocci ed adeguati. Sul sedile del passeggero c'è in rilievo un una porzione di Fish and Chips. Che modello particolare!

Che ti dico?!?. E' da molto tempo che non si trova questo modello. Viste le peculiarità di cui sopra dovresti possedere un esemplare di questo genere anche per avere nella tua collezione un interessante esempio di "Mistery Car". 

Come dici? Ci vuoi giocare con la pista? Ma sei impazzito???




mercoledì 12 ottobre 2011

At-a-Tude: Studebacker Regal Commander 1953

Caro Andreo,

se cerchi una vera "machinastrana" nelle Hot Wheels, è proprio questo ciò che cerchi. Si tratta della At-a-Tude, un modellino che a guardarlo così è pure un po' bruttino: come sempre, invece di essere il parto di qualche mente malata della HW, ci troviamo di fronte ad una elaborazione di una macchina realmente esistita, in questo caso la Studebacker Regal Commander del 1953.

Bisogna dire che in effetti con le loro "machinestrane" i creativi della HW mi costringono ogni volta a fare delle indagini per capire cosa in realtà si nasconda dietro queste elaborazioni talora un po' bislacche e dietro delle denominazioni di, apparente, fantasia. Pensare che nel 1953 la Studebacker avesse realizzzato un'auto del genere, devo dire, che non mi passava nemmeno per l'anticamera del cervello.

Ed invece,  eccola qua! La Studebacker Regal Commander del 1953 era una macchina decisamente all'avanguardia per l'epoca soprattutto per la linea (molto europea per la verità): è vero che assomiglia ad uno scorfano, ma anticipa di molto linee e stile del futuro. Era sicuramente una scelta molto azzardata, ma se la guardi bene ricorda un po' la Citroen DS...

Nella sua stravaganza, la Studebacker Regal Commander del 1953 resta un'auto decisamente affascinante.

Vediamo ora la versione At-a-Tude della Hot Wheels.







Per quanto riguarda le proporzioni, a me sembra che questo modello sia più corto e più tozzo dell'originale: la versione originale era piuttosto filante (come la mozzarella...), mentre in questo caso questa filantitudine è andata decisamente perduta. I dettagli sono ahimè scarsini, fatto conclamato dalla ineluttabile colata di vernice sui fari e sulle cromature del frontale. Il colore della carrozzeria è poco vintage (è un'auto del 53 cacchio!) ma avendo realizzato una monster car, 'sto blu alla fine non è la disgrazia peggiore che ci possa capitare nella vita. Di conseguenza dobbiamo accettare senza commenti le fiamme sulle fiancate. A questo punto non potevano mancare i cerchi enormi a 5 razze che alla fin fine sono come la ciliegina sulla torta o la senape sui wurstel. Alettone d'ordinanza sul cofano posteriore.

In conclusione, pur essendo un esemplare dalla linea bislacca, il risultato non sarà da urlo, ma non è proprio una schifezza completa. Buonino, insomma. 

La At-a-Tude merita di essere collezionata perchè è l'elaborazione di una particolarissima Studebacker e le Studebacker erano delle gran belle macchine (a chi piacciono, ovvio...). Si trova in giro con facilità: fruga e acquista senza indugi.

Modello utilizzabile sulle tue piste cacio e pepe solo durante i solstizi.







lunedì 10 ottobre 2011

Tail Dragger - Ford Super Coupè Deluxe 1941

Caro Andreo, 

ecco l'ennesimo caso di "machinastrana" che in realtà è tutt'altro che strana. Infatti il modello in esame viene etichettato dalla HW semplicemente come Tail Dragger: in realtà è una Ford Super Coupè Deluxe 1941.

Si tratta insomma della riproduzione di una classica auto Ford degli inizi degli anni '40 in particolare nella versione più ricercata visto che è un coupè oltrettutto Super e niente popodimeno che Deluxe. Insomma anche se espressione dell'industria automobilistica americana degli anni di guerra rimane pur sempre una vettura elegante e piuttosto all'avanguardia per quegli anni bui e tristi.

 Ma ciancio alle bande e vediamo il pezzo oggetto del presente post.





Ovviamente, dato che si tratta di un'auto degli anni '40, le linee non sono proprio filantissime anche se si deve notare la sinuosità generale che connota la carrozzeria.  Buono il colore, un po' ridondanti le scritte: comunque le decorazioni e lo scrittone "California" danno un leggerino tocco nostalgico-vintage. I particolari non sono al massimo, ma sono belli i cerchi a raggi (non X). Il sederone bombato è come quello originale (forse un pochino più marcato in questa riproduzione). Vetri azzurrati così- così, interni bianchi accettabili. 

La caratteristica peculiare di questo esemplare è però il peso: è un modellino decisamente pesante il cui peso sembra ben abbinarsi alle linee decise dell'auto. Insomma sembra un blocchetto di ghisa: ottimo oggetto da lancio quando si litiga con qualcuno. Diciamo che è quasi un'arma impropria.

Comunque, dovendo trarre delle conclusioni, si può dire che è un affaretto interessante e certamente da collezionare: si trova pure facilmente. Come potrai agilmente intuire è un esemplare inadatto all'uso sulla tua Dickensiana pista: è talmente pesante che ruzzola giù come un masso. Quinti, evita (non Peròn...)



martedì 4 ottobre 2011

So Fine - Buick Roadmaster Riviera 1951

Caro Andreo,

ecco qui un altro esempio di "machinastrana", ma che poi così strana non è. La HW etichetta questo modello semplicemente come "So Fine": in realtà si tratta di un classico modello Buick del 1951, secondo ma una Riviera Roadmaster.

Auto di grandissima eleganza ai suoi tempi e di lusso, faceva concorrenza alle Cadillac Coupè De Ville: se si pensa a come è finita oggi la Buick c'è da strapparsi i capelli...

Comunque vediamo subito l'esemplare realizzato dalla HW.






Realizzazione decisamente variopinta, pittoresca e allegrotta di un modello piuttosto serio ed elegante: tuttavia è accettabile nel suo insieme l'accostamento dei vari colori della carrozzeria. Indovinato il grigio per il tetto e passabile l'accostamento rosso-nero-bianco. La verniciatura sui fianchi comunque segue le linee sinuose soprattutto dei parafanghi posteriori. Sempre molto romantica la copertura integrale dei parafanghi posteriori delle ruote: chissà che casino cambiare le ruote posteriori...

Nel complesso le proporzioni sono buone, il livello dei dettagli è piuttosto minimale: vista l'auto originale si poteva spendere qualche milionesimo di centesimo e fare qualcosa in più. E che diamine! 

 Tipo e dimensioni dei cerchi appropriati.
Resta comunque una classica realizzazione in stile Hot Wheels: non sono mai semplici repliche, ma "americanizzazioni" e come tali dobbiamo prenderle in considerazione. Modello quindi nella media e tutto sommato gradevole. Abbiamo certamente visto di peggio nella vita...

E' da tempo che questo modello non lo vedo in circolazione: direi che dovresti collezionarlo perchè si tratta di una bella Buick dei primi anni '50 che in una collezione di HW dignitosa non dovrebbe mancare.

Triste capitolo piste: è inutile che tenti di fiondarla già dal tavolo della cucina sulla tua Mozartiana pista. L'esemplare è molto basso e struscia per terra. Non cammina nemmeno a calci. Desisti quindi (non parlo del calciatore di qualche anno fa ovvio...)

lunedì 26 settembre 2011

Montezooma - Chevrolet Monte Carlo 1979

Caro Andreo,

ecco qui un altro esempio di apparente "machinastrana". La HW etichetta questo esemplare semplicemente come Montezooma. Prima vediamolo, poi deliriamo con calma.





Innazitutto, proprio strana-strana non sarebbe: possiamo intuire che la denominazione Montezooma dipenda dai graffiti (prova ad andare in giro con della roba scarabbocchiata sulla macchina e poi vedi quello che ti succede!!!). Infatti sembrano delle pitture precolombiane. 

In realtà ci troviamo di fronte ad una Chevrolet Monte Carlo del 1979 senza tetto. Si capisce anche il giochino di parole: Monte Carlo - Monte Zooma. Ma dimmi tu a che livelli siamo finiti...

Una macchina belloccia e molto famosa negli USA. In questo caso hanno voluto fare qualche piccola bizzarria: nient'altro.

Il modello comunque è abbastanza ben fatto. Accidenti ai soliti vetri rossi. I cerchi sono passabili. Colore discreto. Proporzioni tutto sommato corrette. Gli possiamo dare un 6!

E' da tanto che non si vede in giro questo modello: quindi trai da te le debite conclusioni. Come tutte le convertibles, è delicatissima: il parabrezza si può rompere facilmente. Quindi tassativamente proibito scatafiondarla già per la pista! Capiscammeee???

venerdì 23 settembre 2011

Metrorail: AMC-Nash Metropolitan serie IV 1959-1961

Caro Andreo,

in teoria, con questo post, ci spostiamo nella'veo delle cosiddette "machinestrane". L'esemplare che ti presento è infatti denominato "Metrorail" dalla Hot Wheels senza fornire alcuna spiegazione aggiuntiva. 

Vediamo innanzitutto di cosa cavolo sto parlando.





Come puoi notare si tratta di una specie di Dragster arrabbiatissimo con un cofano spropositatamente allungato, un bel motorone che scappa fuori dal medesimo cofano, scappamenti di ogni genere...

'Sta roba potrebbe sembrare un affare inventato dalla Hot Wheels su due piedi: invece no. Quella che vedi è l'elaborazione in versione appunto Dragster di un'auto reale. Si tratta della Nash Metropolitan costruita negli USA dal 1954 al 1962. In particolare questo modello è la riproduzione della quarta generazione di Matropolitan della Nash.


  Si trattava di una micro auto americana che venne anche prodotta e commercializzata in Gran Bretagna dall'Austin. Era una macchina piuttosto buffa e piccolina e mi ha sempre ricordato le automobiline delle giostre e le pericolossime/taglientissime metalliche automobiline a pedali della nostra infanzia. Alla fine del 1961 uscì di produzione perchè strozzata dalla concorrenza: penso però che all'epoca in USA con la benzina a quattro soldi non importava a nessuno di produrre e acquistare ipccole auto magari dai consumi parchi. Erano proprio altri tempi.


Ma veniamo a noialtri. L'esemplare è abbastanza ben realizzato. Indovinati i colori, buoni i dettagli e le cromature, le proporzioni sembrano corrette, ha pure lo scrittone sui fianchi. I cerchioni ci possono stare, mentre i vetri rossi a me non piacciono. Che ci vuoi fare? 

Come avrai intuito dalle foto le ruote anteriori mi sono "collassate": il modello quindi ha il muso verso il basso e struscia per terra. E' un esemplare piuttosto delicatino: strano per un Dragster!!!

Non credo che questo modello si possa trovare oggi tanto facilmente perchè è un'emissione un po' vecchiotta. Comunque è un esemplare di un certo interesse per la tua collezione dato che, sia pure "all'arrabbiata", riproduce un'auto molto particolare degli anni '50.

Giocarci con la pista? Scordatelo!