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Visualizzazione post con etichetta serie 1970. Mostra tutti i post
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lunedì 22 luglio 2013

Ford Mustang Mach I 1970

Caro Andreo,

la Ford Mustang è un'icona del mondo automobilistico. Oggi ti presento la versione Mach I del 1970. Si tratta della versione "arrabbiata" della Mustang dell'epoca. Essa venne introdotta nel 1969 e mantenuta fino al 1973: poi forse fu travolta come tante altre dalla crisi petrolifera.

Comunque la Mustang Mach I è una gran bella macchina. Direi da intenditori. A tale proposito vediamone l'elaborazione di HW.







L'esemplare in questione si presenta di fattura discreta.  Le proporzioni sono corrette e il livello dei dettagli è nel complesso buono. Il colore rosso della carrozzeria non è la fine del mondo, ma ci può stare anche perchè le rifiniture gialle aumentano la sportività del modello. Maniglie porte ben evidenziate, frontale tutto nero che non fa fare i salti mortali. I cerchi sono particolarmente maggiorati per quello che riguarda l'asse posteriore. Spoiler posteriore con graticola nera semovibile sul portellone posteriore. Bocchettone presa d'aria sul cofano, vetri trasparenti e selleria nera. Diciamolo: in generale non è malaccio.

Un modello gradevole nel complesso anche perchè è la riproduzione di una macchina veramente speciale. Da collezionare anche perchè è facile trovarsela sotto le mani. Massima cura ed attenzione, eh!

Guarda un po' 'sto video...



domenica 23 dicembre 2012

Dodge Li'l Red Express Pick Up 1978

Caro Andreo,

et voilà un gran bel pick up da commentare poco prima delle festività natalizie. Si tratta del Dodge Li'l Red Express sua prima versione ovvero quella del 1978. Secondo gli estimatori di questo genere di veicoli, che in Italia sono penalizzatissimi (chissà perchè), si tratta di uno dei pick up più ganzi e più veloci mai realizzati. Io francamente non ci capisco più di tanto (si tratta di un giro di parole per dire che non ci capisco in realtà nulla) però devo dire che esteticamente si presenta molto bene e, secondo me si presta facilmente ad essere modificato e allestito in perfetto stile da muscle car. Certo personalmente rimango più affezionato alla El Camino, ma, obiettivamente, sono due macchine che non si possono confrontare.

(ovviamente dopo tutti questi post che ho scritto, non mi devi chiedere cosa sia una El Camino......)

Ma veniamo alla versione della HW.





Proporzioni corrette e livello dei dettagli abbastanza buono. Il colore della carrozzeria è rosso: e vorrei vedere visto che si chama Red Express. Apprezzabile la scritta d'ordinanza sugli sportelli: dona molto, dona... Cerchioni standard senza infamia e senza lode. 

Buona l'idea dei marmittoni verticali così tanto attraenti, nel veicolo vero ovvio, per i bambini: già vedo le tenere manine carbonizzate al più timido sfioramento delle marmitte. Certo che nel modello in questione le potevano cromare: li vogliamo tirare fuori 'sti due centesimi per queste rifiniture?

Nel complesso un esemplare dignitoso: direi che un pick up Dodge è indispensabile allegarlo ad una collezione di Hot Wheels che si rispetti.

Evitare di giocarci perchè se si rovina è un peccato...


martedì 4 dicembre 2012

Plymouth Road Runner 1971

Caro Andreo,

rieccoci qui a dissertare su una Plymouth! E' inutile che ti ripeta forse per la miliardesima volta che le Plymouth sono, tra le auto americane, quelle che preferisco. Mi sono sempre piaciute, più delle Buick e delle Cadillac. 

Ed eccoci qui a parlare della Road Runner, una muscle car leggendaria. nella versione del 1971. Si tratta della seconda serie della Road Runner: la prima andava dal 1968 al 1970 è fu un grandissimo successo. La seconda serie, quella che stiamo esaminando ora, di fatto riprendeva le linee dela GTX, che sparì dal lisitno, ma con motori più fiacchetti cosa che non piacque al pubblico. La Road Runner, dopo i grandi successi di vendita iniziali nella fine degli anni '60, cominciò a perdere colpi: la terza serie (1976-1980) fu l'ultima e la Road Runner sparì per sempre.

Pur non essendo il massimo della libidine, la Road Runner del 1971 presenta comunque il suo fascino: ha una linea molto interessante e, non so perchè, mi ricorda vaghissimamente la Ford Capri. Mah! Forse l'Alzheimer che avanza mi sta creando dei problemi... Comunque per me la Road Runner rimane un'auto semplicemente fantastica.

Vediamo la riproduzione della HW.






Le proporzioni complessive del modello sono sostanzialmente corrette, nonostante i ruotoni maggiorati posteriori che avrebbero potuto squadernare il tutto. Invece no: sembra tutto occappa. I livello dei dettagli non è da urlo, ma è passabile nel complesso. Peccato la colata di vernice sul muso.

Il colore della carrozzeria è un violetto che avrebbe potuto far accapponare la pelle: invece no. Mi tocca riconoscere che tutto sommato non ci sta proprio malissimo. Anzi, non è niente male davvero. Il tutto è accoppiato a fascioni neri e decorazioni che sono accettabili, via!

Interni argento inimmaginabili con vetri trasparenti. Vabbè.Cerchioni d'ordinanza. Vabbè anche questo.

Nel complesso il modello in esame si becca una sufficienza bella e buona, forse anche qualcosina di più visto che si tratta di una Road Runner.

Per questo ti invito caldamente a darti da fare per acquistare l'esemplare in oggetto e di conservarlo con la massima cura che una Plymouth richiede.

E ora. pubblicità dell'epoca

martedì 20 novembre 2012

Ford Torino 1970

Caro Andreo,

la Ford Torino è un classico in particolare la versione del 1970 che andiamo a descrivere adesso. La Ford Torino aveva rimpiazzato la mitica Fairlane nel 1968: quindi all'epoca questa auto era considerata una "media". Pensa tu!

La versione del 1970 di fatto rappresenta il trampolino di preparazione al lancio della Gran Torino che avvenne nel 1972.

Veniamo ora all'esemplare della HW.






Innanzitutto mi permetto di precisare che questo modello dovrebbe essere una Ford Torino GT fastback: questo per essere precisi.

Premetto subito che non sono un amante degli addobbi eccessivi su questi modelli: tuttavia devo riconoscere che la Torino del '70 si presta piuttosto bene a queste elaborazioni della HW. In effetti il risultato finale non è male dato che sembra un'auto pronta per una gara Nascar.

Quindi il look generale non è malvagio: il colore blu con scritte, numeri e fascioni è passabile. I dettagli non sono di altissimo livello e le proporzioni sarebbero in teoria corrette. I grossi cerchioni infatti rendono un po' goffo questo esemplare, goffaggine causata anche dallo schiacciamento generale del modello. I cerchi però sarebbero piuttosto ganzi perchè sono neri con cerchiatura rossa.

Vetri trasparenti ed interni bianchi: ci si può stare via!

Nel complesso un modello gradevole e apprezzabile per la sua presentazione Nascar. Inadatto per la tua pista con gamberetti perchè è un modello bassissimo, strascica il fondo e nun se move.... (questo dovrebbe preservarlo da tuoi più o meno volontari atti vandalici).

Se ti dai da fare e spegni il gameboy capace che in giro riesci a trovare questo modello...


martedì 23 ottobre 2012

Ford Mustang Mach I 1971

Caro Andreo,

rieccomi finalmente qui a scribacchiare blabla dopo un lungo periodo di blocco forzato. Sai com'è, non ho più 20 anni (anche se questo tipo di collezionismo potrebbe far pensare ad un'età anche inferiore ai 20) e quindi ogni tanto la mia salute zoppica vistosamente come Enrico Toti dopo il lancio della famosa stampella...

Veniamo al dunque. Oggi ho preparato per te questa riproduzione di un modello di auto molto classico e molto apprezzato dai collezionisti di auto "vere" (mica di giochini...). Si tratta della Ford Mustang Mach I del 1971. E' difficile aggiungere qualcosa a quanto già è stato detto di questa bellisima auto: l'unica cosa che posso dirti è che si tratta della versione "arrabbiata" e corsaiola della Mustang. In particolare la versione del 1971 che andiamo a presentare rappresenta la seconda serie della Mach 1: una gran macchina non c'è che dire...

Nota di folclore. La Mustang Mach I del 1971 è stata anche protagonista del film di James Bond "Agente 007- Una Cascata di Diamanti" (titolo originale "Diamonds are Forever"): che vuoi di più dalla vita?

Vediamo ora la versione realizzata dalla Hot Wheels.





Diciamo subito che le proporzioni sono abbastanza corrette anche se il grosso cerchione posteriore crea qualche alterazione all'assetto generale. Il livello dei dettagli non è da urlo, ma nel complesso è buono: ci sono le luci d'ingombro, ma il muso nero perde un bel po' di grinta. Stessa sorte per la parte posteriore: un po' moscietta con tutto quel nero indefinito.

Vabbè.

Il colore verde con cofano e fascioni neri secondo me non è la "morte sua": forse ci voleva qualcosa di più sportivo da muscle car. Comunque buttiamo giù pure questo.

Gli interni sono neri e appaiono azzeccati. I cerchioni sportiveggianti a 5 razze sono abbastanza indovinati. C'è lo spoiler posteriore: e vorrei vedere che non c'era...

Che dire? Nel complesso è un buon esemplare anche se, in considerazione della gajardaggine del modello originario, forse si poteva fare qualcosina di più e spendere qualche frazione di centesimo per dare una piccola ripassatina ai dettagli.

Comunque ti consiglio di collezionare questo modello anche perchè si trova molto facilmente in giro. Per cui molla tutto e corri a frugare qua e là.

Guarda un po' quanto è bella questa Mustang guidata da Sean Connery


venerdì 20 aprile 2012

Chevrolet Camaro 1970

Caro Andreo,

di tutte le serie di Camaro, quella del 1970 secondo me rimane la più bella e la più interessante di tutte. La Camaro innanzitutto è un'auto che non necessita di presentazioni: è una delle muscle car più famose di sempre. Ancor oggi la Camaro rimane un'auto bellissima anche se ha perso lo smalto leggendario di un tempo a causa del declino generale dell'industria automobilistica americana. 

La Camaro del 1970 fa parte della seconda serie e rimase in produzione per circa 12 anni. La cilindrata andava da un modesto 5000cc fino ad un incavolatissimo 7400cc: roba da morire dissanguati per i consumi...

Comunque, la HW non poteva di certo lisciare un modello simile: vediamo che hanno combinato.






Le proporzioni appaiono corrette ed il livello dei dettagli buonino. Da segnalare i cerchi decisamente appropriati e ben rifiniti con le gomme aventi i battistrada evidenziati: un lavoro di buona fattura nel complesso. Il colore rosso cupo metallizzato della carrozzeria appare consono ad una muscle car degli anni'70: visto che è un modello sportivo, digeriamo anche le scritte, i numeri e i fascioni sulla carrozzeria. Cristalli trasparenti ed interni neri: anche qui ce la siamo scampata bella. Il muso, caratteristica peculiare di questo modello, forse meritava di essere evidenziato meglio e curato di più. Evabbè...

Nel complesso un esemplare di un certo interesse e di fattura discreta: certo vedere una Camaro del '70 sfigurata sarebbe stato troppo...

Esemplare di reperibilità discreta: quindi datti da fare per averlo perchè senza ombra di dubbio, merita. Eccome se merita!

Non pensare neanche lontanamente di utilizzare questo modello sulla tua pista ricotta e spinaci: sarebbe un peccato mortale rovinarlo...





martedì 28 febbraio 2012

Dodge Challenger 1971

Caro Andreo,

la Dodge Challenger l'abbiamo già incontrata nella versione del 1970 (vatti a vedere il post se proprio sei divorato dalla curiosità...). La Challenger è un classico esempio di Mopar: si tratta quindi di una muscle car per antonomasia insieme alla mitica Charger e alla Barracuda.

Insomma su questa auto non c'è in realtà molto da dire perchè oltretutto è estremamente famosa: un vero totem negli USA. Come molte altre muscle car, la Challenger è stata messa al tappeto dalla crisi petrolifera del '74 e, soprattutto, dalla deriva e agonia completa dell'industria automobilistica americana. In tempi relativamente recenti la Challenger è stata riproposta dalla Dodge: ha avuto un certo successo in America mentre in Italia è passata del tutto inosservata. 

Ma torniamo a noi. L'esemplare di oggi è la Dodge Challenger del 1971: in pratica è pressochè identica alla versione del 1970. Un bel risparmio per la HW, un esborso di 1.50€ per noi per avere alla fin fine un doppione che ha solo un 1971 di differenza con il modello del 1970. 

Non ci credi? Guarda un po' tu...





Appunto. Il colore è bislacco, ma verosimile perchè esiste effettivamente una versione verde "paura" come questa. Le proporzioni complessive sono passabili così come accettabile è il livello dei dettagli. Il modello appare un po' schiacciato per terra: chissà perchè. Fascioni neri, spoiler posteriore e bocchettone sul cofano neri: vabbè. Interni in simil finta plastichina nera: vabbuò pure questo. Luci di ingombro evidenziate: che lusso!

Comunque è quasi del tutto identica alla versione del '70, come anticipato. Essendo la Challenger del 1970 un'auto affetta da tristezza cronica, anche questa bellissima muscle car, mi dispiace per la Mopar, la inserisco nella variopinta galassia delle "auto tristi". 



martedì 31 gennaio 2012

Pontiac GTO "The Judge" 1970

Caro Andreo,

la Pontiac GTO "the Judge" del 1970 è un'icona nel mondo fatato delle muscle car. Si tratta di una macchina che non ha bisogno di presentazioni di alcun tipo: basta dire "The Judge" ed il gioco è fatto. Certo per gli appassionati delle GTO degli anni '60, con i loro tipici fari anteriori sovrapposti, la versione del 1970 apparirà forse un po' banalotta, ma non si può stare lì ad andare tanto per il sottile.

Insomma eccoci a disquisire dell'ennesima Pontiac e dell'ennesima GTO: direi che forse è meglio risparmiare tempo,polpastrelli e danaro e passare immantinenti alla disamina del nostro pregiatissimo esemplare della HW.





Il colore giallo mi sembra appropriato per questo modello che ricalca abbastanza bene l'originale in quanto a proporzioni. I dettagli sono discreti, ma non daliri e strappamenti di capelli e cute. Comunque i cerchi sono passabili e non sproporzionati. Altrettanto passabili le decorazioni sulle fiancate nonchè la dicitura "the Judge" che differenzia codesto modello da quello non-"The Judge". Vetri trasparenti e selleria in finta pelle-plastichina nera: ci si può anche stare, via! Alettone posteriore utile in caso di sosta per uno spuntino: ci si può apparecchiare sopra e poggiare piatti, bicchieri, stoviglie, posate ed il fiasco di vino rosso della casa regolamentare (in questo caso si può bere perchè nessuno ti fermerà ubriaco al volante di una simile macchinina...)

Insomma, nel complesso un esemplare dignitoso, privo di burinate e volgarità che talora sfregiano modelli anche di maggiore blasone.

Fino a qualche minuto fa, questo modello si trovava abbastanza facilmente in giro, ma via via sta scomparendo come la poiana della Val Trombona. Pertanto ti sollecito a darti da fare perchè una simile GTO "The Judge" del 1970 fa la sua porca figura in una collezione di HW degna di questo nomignolo.

Non ci giocare, non la tirare giù dalla tua pista wurstel e carciofini, non la rovinare, non la rigare, non la sverniciare, non la scagliare contro i muri, non...



lunedì 12 dicembre 2011

Chevrolet Monte Carlo 1970

Caro Andreo,

se c'è una macchina che è veramente da definire uno "straclassico" questa è certamente la Chevy Monte Carlo. Auto pressochè ingota ai più dalle nostre parti, ma molto popolare negli USA, la Monte Carlo per decenni ha rappresentao la più tipica auto americana: direi che alla fine faceva quasi parte itnegrante del paesaggio. Del resto se uno guarda un film americano degli anni '70 o '80 ne noterà un bel po' in giro per le strade. 

Realizzata in varie generazioni, la Chevy Monte Carlo era una caratteristica 2 porte di dimensioni significative, cilindrata da paura (dai 5.7 litri del modello base fino ai 7,44 del modello Turbo Jet V8) con velocità irrisorie, consumi inimmaginabili per gli standard attuali: nonostante le sue linee tipicamente americane, resta comunque un discreto, ma affascinantissimo "bidone" degli anni '70. I simply love it.

La versione che andiamo ad esaminare in questo sciocco post è la Chevy Monte Carlo del 1970 ovvero la prima generazione che apparve sul mercato (oltretutto prima dello schock petrolifero del 1973).






Diciamo subito che le proporzioni di questo modello appaiono sostanzialmente corrette. Il colore della carrozzeria ('sto verdone...) è tuttavia abbastanza vintage e coerente con i colori in voga negli anni '70. Accettabili le modanature biancastre sulle fiancate e gli striscioni sul cofano: il tutto tende a sottolineare le linee spigolose e quadrate come imponeva il gusto stilistico dell'epoca (niente a che vedere con le uova che girano oggi). Il livello dei particolari non sarà mozzafiato, ma non è nemmeno del tutto deprimente: le maniglie delle portiere sono ben evidenziate così come interessante è la scritta "Monte Carlo" (ma come ci accontentiamo di poco!). Certo che però una maggiore cura sul frontale non ci sarebbe stata male... Cerchioni a 5 razze abbastanza buoni: come al solito quelli posteriori sono più grandi.

Un bell'esemplare nel complesso che, possiamo dirlo, passa con un votazione sopra la sufficienza il nostro esame inquisitorio. Dato che si tratta di un'icona degli anni '70, il minimo che puoi fare è alzarti subito dalla sedia e cercare di trovare questo esemplare. Si trova piuttosto facilmente: quindi mettiti all'opera (non in senso lirico-musicale ovvio).

Altrettanto ovvio sarebbe evitare di sverniciare o profanare un modello dal valore al limite del totemico: escluderei pertanto di impiegarlo sadicamente sulla tua pista tonno e carciofini...






giovedì 27 ottobre 2011

Ford Gran Torino Sport 1972

Caro Andreo,

e qui scatta l'ovazione! Con un mega applauso per giunta. Eh sì perchè oggetto del presente sciocchissimo post è nientepòpòdimeno che la Ford Gran Torino Sport del 1972.

Stiamo parlando infatti di una delle auto più significative dell'industria automobilsitica americana "denavorta". Secondo me si tratta della macchina più bella che sia stata mai prodotta in quell'epoca. Se pensi poi alla bruttezza e alla banalità del design delle auto di oggi, mi potrei sbilanciare a dire che forse è l'auto più bella di tutti i tempi (ovvia che esagerazione!).


La Ford Gran Torino è stata e resta quindi un'auto bellissima, dalle linee inconfondibili, un monumento dell'auto degli anni '70. Otretutto è stata la protagonista assoluta del telefilm "Starsky & Hutch"! Anche un indigeno dell'Amazzonia che non ha mai incontrato nessun altro all'infuori dei membri della sua tribù e che non ha mai visto la TV, magari non saprà nulla di fisica quantistica o di crisi in Afganistan, ma, stanne certo, conosce sicuramente il bellissimo bolide rosso con fascione bianco di Starsky & Hutch! Ci puoi scommettere. 

Qualsiasi cretino, interedetto dal giudice per demenza assoluta ed incapace di intendere e di volere, saprebbe riconoscere senza il minimo dubbio la splendida Ford Gran Torino di Starsky & Hutch. Anche mia nonna, che poverina è defunta 20 anni fa, conosceva perfettamente questa macchina: magari non avrebbe riconosciuto la mia Hyundai, ma non avrebbe esitato a descriverti nei minimi particolari la Ford Gran Torino di Starsky & Hutch. 




E' quasi superfluo ricordare poi il bellissimo film di Clint Eastwood che appunto si intitola "Gran Torino": questa magnifica macchina (con una bellissima livrea verde metallizzato) fa continuamente mostra di sè nel film. E chi credo che la volevano fregare al protagonista!!!!

Sei pertanto tenuto nel minor tempo possibile a farti una cultura su questa macchina: è talmente famosa che Internet è zeppa di notizie e di informazioni. Lascia perdere tutto il resto e comincia a studiare. 








Mamma mia! Scriverei chilometri di elogi per questa splendida macchina: ma il tempo e la memoria dei server hanno dei limiti. Quindi procedo alla presentazione dell'esemplare in mio possesso.












Come puoi intuire, non posseggo un esemplare con la verniciatura rossa e fascione bianco ovvero la Gran Torino stile "Starsky & Hutch" (altra annata del resto). Questo modello è però molto simile alla Gran Torino del film di Eastwood ovvero verde metallizzato. Quindi rimane comunque un modello interessante. Proporzioni corrette, buono il livello dei dettagli. Nessun teschio, fiamma, svampata, numeri, scritte o burinate varie. Vetri trasparenti ed interni argentati (ma come è possibile???). Luci di ingombro ben in evidenza sulle fiancate. Frontale cromato e posteriore altrettanto cromato. Cerchi in simil-finta-lega con ruote posteriori maggiorate (come sempre...).

La macchina è talmente ganza di suo che era pressochè impossibile incasinarla: il risultato finale è decisamente apprezzabile nel suo complesso. Gran bella macchina, santo cielo!

E' a dir poco superfluo sottolineare con vigore che  DEVI   immediatamente procurarti un esemplare di Ford Gran Torino. Se vuoi avere una collezione decente di HW, un modello del genere non può assolutamente mancare. Che dici? Ci vuoi giocare con la tua pista prosciutto e funghi? Faccio finta di non aver sentito...


Questa macchina è una vera leggenda! Altro che Porsche, Ferrari, BMW o Mercedes! Accidenti. Ma dove sono finite queste macchine!?!? Perchè in giro oggi ci sono questi orrori di macchinine??? Aridatece la Gran Torino!









lunedì 17 ottobre 2011

Plymouth AAR 'Cuda 1970

Caro Andreo,

essendo uno sfegatato e fanatico appassionato della Plymouth, eccomi qui a presentarti con immmmmenssso piacere questa Plymouth AAR 'Cuda del 1970

Si tratta della versione da competizione della Plymouth Barracuda del '70: la AAR 'Cuda (All American Racers) venne infatti realizzata per correre nelle Trans-Am series Races dove a parte tre pole position non vinse mai nulla. Della AAR 'Cuda nel 1970 venne realizzata anche una versione da strada: un mostro di discreta cilindrata (5.600 c.c.) che ebbe un discreto apprezzamento di pubblico. Insomma un'auto sportiva nella migliore tradizione delle muscle car americane: come del resto si pretende da una Plymouth Barracuda che si rispetti. 

Non dimentichiamoci però che la Barracuda (come molte super car americane) cessò di vivere nel 1974 vittima della crisi petrolifera del '73.

Vediamo ora il gioiellino della HW.





Dunque. Proporzioni nel complesso adeguate. Livello generale dei dettagli piuttosto scarsino. Il colore della carrozzeria con questo bel viola è a dir poco raccapricciante se pensiamo che è stato inflitto ad una Barracuda del 1970 (occhio però! Ce ne sono molte originali con questo macabro colore...). L'alternanza con il cofano nero ed i fascioni laterali neri non aiutano a salvare la devastazione apportata dal colore viola. Scrittone sul posteriore Cuda e Logo della AAR: si apprezza lo sforzo, ma non si va oltre tale apprezzamento. Il muso è completamente nero: i fari sono stati coperti da una colata di asfalto. Peccato. Cerchi appropriati con quelli posteriori leggermente maggiorati. Vetri trasparenti ed interni neri: meno male: fiiiiuuutt....

Una gran bella macchina è stata alla fine riprodotta in modo forse un po' troppo dozzinale ed approssimativo. C'era da aspettarsi di più: ma ormai è fatta. Peccato. Si poteva fare qualcosa di meglio. Certo che se ci spendi 30.000 € magari ti arrabbi, ma per 1,50 € ci si può anche stare. Via!

Comunque una Plymouth AAR 'Cuda del '70 la devi possedere: quindi al lavoro. Cerca, fruga, individua, corri alla cassa, estrai le monetine, paga e fila a casa ad archiviare l'esemplare. Di giocarci non se ne parla proprio...