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lunedì 26 settembre 2011

Montezooma - Chevrolet Monte Carlo 1979

Caro Andreo,

ecco qui un altro esempio di apparente "machinastrana". La HW etichetta questo esemplare semplicemente come Montezooma. Prima vediamolo, poi deliriamo con calma.





Innazitutto, proprio strana-strana non sarebbe: possiamo intuire che la denominazione Montezooma dipenda dai graffiti (prova ad andare in giro con della roba scarabbocchiata sulla macchina e poi vedi quello che ti succede!!!). Infatti sembrano delle pitture precolombiane. 

In realtà ci troviamo di fronte ad una Chevrolet Monte Carlo del 1979 senza tetto. Si capisce anche il giochino di parole: Monte Carlo - Monte Zooma. Ma dimmi tu a che livelli siamo finiti...

Una macchina belloccia e molto famosa negli USA. In questo caso hanno voluto fare qualche piccola bizzarria: nient'altro.

Il modello comunque è abbastanza ben fatto. Accidenti ai soliti vetri rossi. I cerchi sono passabili. Colore discreto. Proporzioni tutto sommato corrette. Gli possiamo dare un 6!

E' da tanto che non si vede in giro questo modello: quindi trai da te le debite conclusioni. Come tutte le convertibles, è delicatissima: il parabrezza si può rompere facilmente. Quindi tassativamente proibito scatafiondarla già per la pista! Capiscammeee???

venerdì 23 settembre 2011

Metrorail: AMC-Nash Metropolitan serie IV 1959-1961

Caro Andreo,

in teoria, con questo post, ci spostiamo nella'veo delle cosiddette "machinestrane". L'esemplare che ti presento è infatti denominato "Metrorail" dalla Hot Wheels senza fornire alcuna spiegazione aggiuntiva. 

Vediamo innanzitutto di cosa cavolo sto parlando.





Come puoi notare si tratta di una specie di Dragster arrabbiatissimo con un cofano spropositatamente allungato, un bel motorone che scappa fuori dal medesimo cofano, scappamenti di ogni genere...

'Sta roba potrebbe sembrare un affare inventato dalla Hot Wheels su due piedi: invece no. Quella che vedi è l'elaborazione in versione appunto Dragster di un'auto reale. Si tratta della Nash Metropolitan costruita negli USA dal 1954 al 1962. In particolare questo modello è la riproduzione della quarta generazione di Matropolitan della Nash.


  Si trattava di una micro auto americana che venne anche prodotta e commercializzata in Gran Bretagna dall'Austin. Era una macchina piuttosto buffa e piccolina e mi ha sempre ricordato le automobiline delle giostre e le pericolossime/taglientissime metalliche automobiline a pedali della nostra infanzia. Alla fine del 1961 uscì di produzione perchè strozzata dalla concorrenza: penso però che all'epoca in USA con la benzina a quattro soldi non importava a nessuno di produrre e acquistare ipccole auto magari dai consumi parchi. Erano proprio altri tempi.


Ma veniamo a noialtri. L'esemplare è abbastanza ben realizzato. Indovinati i colori, buoni i dettagli e le cromature, le proporzioni sembrano corrette, ha pure lo scrittone sui fianchi. I cerchioni ci possono stare, mentre i vetri rossi a me non piacciono. Che ci vuoi fare? 

Come avrai intuito dalle foto le ruote anteriori mi sono "collassate": il modello quindi ha il muso verso il basso e struscia per terra. E' un esemplare piuttosto delicatino: strano per un Dragster!!!

Non credo che questo modello si possa trovare oggi tanto facilmente perchè è un'emissione un po' vecchiotta. Comunque è un esemplare di un certo interesse per la tua collezione dato che, sia pure "all'arrabbiata", riproduce un'auto molto particolare degli anni '50.

Giocarci con la pista? Scordatelo!

martedì 20 settembre 2011

Pontiac Firebird 1969

Caro Andreo,

comincio a pensare, in modo sconsolato e triste, che la Pontiac Firebird debba essere considerata a pieno titolo un vero e proprio tormentone nell'universo collassante delle Hot Wheels al pari, niente po' po'  di meno che, della Chevelle o della Charger.

Ciò rende molto faticosa la stesura di qeusti già di per sè inutili e eticamente fatiscenti post. Comunque, poichè mi sono auto-inflitto l'ingrato e gravoso compito di portare avanti questa parodia di un blog, passo alla discussione filosofica ed estetica dell'ennesima macchinina...

Di cosa stavamo parlando? Ah sì, l'ennesima ed imputrescibile Pontiac Firebird questa volta del 1969

Cosa possiamo aggiungere a quanto già detto altrove? Classica muscle car americana della fine degli anni '60, dotata di cilindrata pazzesca (arrivava fino a 4000 di cilindrata), consumi allucinanti e sicurezza pressochè nulla. Era però caratterizzata dalla classica forma a "bottiglia di Coca-Cola" e questo la rendeva sicuramente interesante da un punto di vista estetico. Inutile dire che faceva a cazzotti con la Camaro, la Corvette, la Mustang, la 442, la Barracuda: tutte lì a contendersi la clientela dei giovanotti danarosi americani di quegli anni.

Basta con le scemenze e veniamo a noi. Eccoti qui il modello che ho nella mia penosa collezione.




Come puoi notare, anche in questo caso ne posseggo due esemplari: qualcuno potrebbe chiedersi perchè ogni tanto di questi modelli ne possiedo almeno due? Bella domanda: la risposta è piuttosto semplice. Semplicemente mi sbaglio perchè nemmeno io mi ricordo dei modelli che fanno parte della mia collezione. Fortunatamente è raro che ne prenda proprio due identici (è successo però...): almeno così vario...

Comunque sono due semplari molto simili. La Firebird bianca presenta i vetri azzurrati, i fascioni blu stile sport-americano, scrittone sul cofano. La viola ha i vetri bianchi e gomme con cerchiatura rossa. Per il resto sono identiche. Le proporzioni sono corrette, il livello dei dettagli poteva essere migliore, soprattutto per il muso. Un modello direi nella media, che di più non si può.

Che dire? Quando cominci a raccogliere le Firebird (come le molliche lasciate cadere nel bosco...) ti tocca andare avanti perchè la HW ne ha fatte in tutte le salse e tutte le versioni. Vedrai quante altre ne salteranno fuori! Ci manca solo una versione con crema di asparagi e quella servita con baccalà e prugne: poi siamo a posto!

lunedì 19 settembre 2011

Chevrolet Corvette Sting Ray coupè 1963-1964

Caro Andreo,

inutile a dirsi, eccoci qui di nuovo a sbiascicare di una macchina leggendaria che già conosciamo bene. In questo caso però introduciamo una versione particolare di questa classica vettura: stiamo parlando della Chevrolet Corvette Sting Ray coupè.

Questa vettura venne introdotta con la seconda generazione della Corvette (1963-1964) ed aveva la particolarità di possedere un caratteristico lunotto posteriore sdoppiato. Prese d'aria e lunotto sdoppiato sparirono dalla Corvette nel 1964 per ragioni di sicurezza. Insomma stiamo parlando di una versione molto particolare e piuttosto rara di un mito della Chevrolet.

Passiamo ora al modello realizzato dalla HW.





La HW presenta questa versione con la classica livrea delle sportivissime americane ovvero bianca con fasciame blu. Abbiamo già trovato questa combinazione in altre vetture, ma adesso non me ne viene in mente una che sia una (l'età che avanza....). Le ruote sono molto grosse ed i corchioni non sono proprio una bellezza: pazienza. Passabile il livello dei dettagli e le proporzioni complessive. Insomma una realizzazione poco sopra la sufficienza considerato il modello in questione che forse meritava qualcosa di meglio.

Se perdi un po' di tempo in giro, finisce che riesci a mettere le mani su questo esemplare che, per quanto esposto in modo cretino più sopra, ritengo debba essere incluso in una collezione di HW che si rispetti. 

Visto che si tratta della riproduzione di una bomba sportivissima ti autorizzo a giocarci con la tua mozartiana pista, ma solo nei giorni pari che iniziano con la lettera "q"....


venerdì 16 settembre 2011

Austin Mini Cooper 1964

Caro Andreo,

e che c'è bisogno di presentare una macchina simile? E chi diavolo non conosce la Mini Minor? Qui stiamo chiacchierando di una delle macchine più famose del mondo mica di broccoletti di Bruxelles! 

Se ti fai un giro in Internet ti fai una bella cultura sulla storia e caratteristiche di questa vettura che negli anni '60 e '70 tutti sognavano di avere. La versione Cooper era pure una scheggia che stravinceva in tutti i rallye. Inutile dire che quella specie di saponetta che gira oggi con lo stesso nome non ha nulla a che vedere con l'originale. Sarà magari più rifinita e più elegante, ma è un'altra cosa. Lasciamo perdere và, che è maglio!

L'esemplare che vado a descrivere in questo cretinissimo post è un'Austin Mini Cooper del 1964 realizzata dalla Matchbox: quindi è una riproduzione più verosimile e curata rispetto alle mansdruppate che di solito fanno alla HW.



Visto che dettagli e che particolari? Notato il battistrada sulle gomme? Buone le proporzioni ed i livello dei dettagli è abbastanza alto. Il colore è proprio il suo (British Green) con tettino bianco anche se rossa non sarebbe stata male. Peccato che mi si sono leggermente sverniciati i fari anteriori: vabbè, pazienza.

Un bel modello. Non c'è che dire.

Esemplare da raccattare immediatamente quando ti capita a tiro. Reperibilità buona. Immancabile in una collezione di "ricordini" degli anni '60....



giovedì 15 settembre 2011

Dodge B-100 Tradesman Custom Van 1977 (first generation)

Caro Andreo,

ammappate che furgone da metallari che hanno realizzato i creativi di HW! Sono riusciti a trasformare un placidissimo furgone Dodge B-100 Tradesman del 1977 in una specie di veicolo di supporto dei Metallica o dei Motorhead. Ci mancano le chitarre e gli amplificatori e siamo a posto.

Partiamo dall'inizio. Il Dodge B-100 è stato prodotto per decenni: noi abbiamo a che fare con un modello della prima generazione realizzato dal 1971 al 1978 nelle versioni Tradesman (commerciale) e Sportsman (passeggeri). Il modello in questione è senza dubbio un Tradesman che è stato profondamente rivisitato. 

Ecco l'esemplare oggetto del presente delirio.





Colore carrozzeria grigio metallizzato, decorazioni fiammeggianti rosso fuoco, minigonne, spoiler anteriore, ruote con cerchi finto-lega con cerchiatura rossa, parabrezza e vetri rossi, interni rossi, tetto rosso trasparente da cui si vede l'interno con altri sedili... Come ho già detto, roba da metallari scatenati. 

Sembrerebbe una pecionata, invece, secondo me, viene fuori un risultato di un certo interesse. Non è proprio del tutto male. Non mi dispiace per niente... Pur essendo un po' esagerato, ha la sua dose di gajardaggine. Hai visto che roba!

Un tempo facilmente reperibile, ora non si trova più: se puoi aggiungilo alla tua collezione perchè un van della Dodge degli anni '70 resta decisamente un classico. Bel modello, da trattare con rispetto....

Questa è la pubblicità del Dodge B-100 del '71, però è simpatica...




Questo video è a dir poco fantastico!!! That's the best review-style for HW models! Very fun...