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martedì 6 settembre 2011

Pontiac GTO 1970 convertible

Caro Andreo,

visto  che fa ancora decisamente molto caldo ho pensato di dedicare questo metafisico post ad una macchina decappottabile (o "scapocchiata" come si direbbe dalle parti nostre): la Pontiac GTO convertible del 1970.

Si tratta della versione decappottabile di una famossissima e favolosissima auto: un vero classico fra le auto dell'epoca. E chi non conosce la GTO? Questa versione poi non ne presenta il marchio, ma ci stiamo avvicinando alla mitica GTO "The Judge": non aggiungo altro!

Io personalmente non sono un grande amante di questo genere di macchine ma devo dire che in questo caso ci troviamo davanti ad un vero cult degli anni '70.

Vediamo allora la versione piccinina della HW.




Beh! Però, un modello niente male. Buone le proporzioni complessive e il livello generale dei dettagli. Da apprezzare l'evidenziazione dei fari anteriori che non sono stati verniciati come il resto della carrozzeria. Cerchi abbastanza adeguati, colore accettabile, interni buoni. Niente pecionate e burinate varie. Un lavoro discreto: non c'è che dire.

Modello di media reperibilità: se ti dai da fare lo puoi trovare. Come già detto per altre convertibles, è da escludere tassativamente l'opzione pista: il lunotto anteriore è a dir poco delicatissimo. Da conservare con grande attenzione e cura quindi.

Ed ora lo spot pubblicitario dell'epoca: non si tratta della versione decappottabile ma rende comunque l'idea.

martedì 26 luglio 2011

Chevrolet Chevelle 1970

Caro Andreo,

Dio ci salvi dalla Chevelle del '70! Perchè dico questo? Perchè la Chevy Chevelle del 1970 è la madre di tutti i tormentoni dei collezionisti di HW.

Adesso forse un po' meno, ma fino a qualche tempo fa la Chevelle del 1970 era presente in dosi massicce in tutti i raccoglitori di HW: un mare di Chevelle tutte identiche. Dovevi farti largo in questa marea di modelli tutti uguali per cercare di trovare qualcosa. Della Chevelle ovviamente la HW ne ha prodotto una pletora di esemplari in tutte le salse, in tutti i colori possibili, in tutti gli allestimenti, in tutte le forme... Una vera e propria ossessione.

Eppure la Chevelle del 1970 è stata una gran macchina. Famosissima negli USA, è stata sicuramente l'auto più popolare in America negli anni '70. La versione SS era una vera bomba, poi esisteva anche la coupè ed una versione (triste) a 4 porte. Un'auto talmente famosa che veniva pure guidata dall'ispettore Callaghan nei suoi celeberrimi film.

Glissiamo allora sul blabla e veniamo alla decrittazione del modello realizzato dalla HW.



Nonostante sia una tortura, questa Chevelle è realizzata piuttosto bene anche perchè già l'originale era una amcchina decisamente ganza. Buona la scelta del colore (molto muscle car), buono il livello dei dettagli (fortunatamente i fari anteriori non sono stati ricoperti da una colata di vernice), un po' eccessivi i cerchioni. Buone le proporzioni complessive e la fattura generale del modello. Un bel lavoretto via!

Come puoi notare dai miei orrendi dagherrotipi, compare in lontananza un'altra versione della Chevelle in oggetto. Si tratta di un modello decisamente più pacchiano, ma con qualche aspetto degno di interesse.



I dettagli sono meno rifiniti rispetto alla precedente versione, la pubblicità della Nestlè è un cazzotto nei genitali: eppure il modello presenta dei cerchioni più indovinati ed un bel tono aggressivo quasi da auto da stunt man. Nonostante queste pecche, anche questo esemplare è decisamente apprezzabile nel complesso e meritorio di un timido plauso.

Impossibile non possedere una Chevelle del '70 perchè, anche se non la vuoi, essa verrà a te con la forza. E visto che sono sempre bei modelli piuttosto alti e scivolosi, ti consento pure di giocarci secondo però i canoni del calendario venusiano...


lunedì 25 luglio 2011

Dodge Charger 1969

Caro Andreo,

come puoi notare da questo post, una delle caratteristiche tipiche dell'industria automobilistica americana negli anni '50, '60 e '70 era quella di sfornare nuovi modelli in continuazione. Diciamo che ogni anno le auto venivano modificate, variate e sottoposte a cambiamenti più o meno radicali: il risultato è un numero abbastanza consistente di variazioni e versioni sullo stesso modello di auto.

Questo accadeva per tutte le grandi auto dell'epoca: la Mustang, la GTO, la Bel Air e, come nel nostro caso oggi, la Dodge Charger.

Se confronti infatti i vari modelli di anno in anno, venivano introdotte variazioni continue: quindi, di conseguenza, noi poveri-poveretti collezionisti di queste risibili automobiline, siamo costretti letteralmente ad inseguire ogni singola versione per non avere "buchi" nella nostra ridicola collezione.


Insomma veniamo al dunque: oggi farnetichiamo della Dodge Charger versione 1969. Auto famosissima e scontatissima che non necessata certo di presentazioni. Basta pensare al "Generale Lee" (si pronuncia "Lii" e non "Leeeee" alla viterbese). Auto quindi leggendaria, mitica: una super car con i controcavoli.

Tutti noi fischiabotti dell'epoca ammiravamo la Charger solo grazie a questo telefilm.



Veniamo allora all'esemplare HW.


Dunque, l'esemplare in disamina si presenta con la tipica livrea delle auto sportive americane ovvero bianco con fascioni blu: buono il livello generale dei dettagli sul muso, sul posteriore e sui fianchi. Ci sono ben evidenziate le luci di ingombro sui fianchi, una scrittona "Charger" (così non la confondi con una FIAT 850) e la scritta Dodge sul cofano: si apre il cofano cosa che crea il classico difettino dello "spiragliono" dato che non si chiude bene. Dentro c'è una parodia del motore. I cerchi adeguati anche per dimensioni. L'unica cosa che secondo me non va è la proporzione: voglio dire che questo esemplare mi pare più stretto dell'originale. Insomma se lo guardi bene sembra che ci sia qualcosa che non va. Comunque un modello sufficiente nel complesso e, visto che si tratta di una Charger, fa sempre la sua porca figura.

Come puoi intuire dalle foto, in lontananza appare anche un altro esemplare di Charger del '69 in mio possesso: si tratta di un modello di colore nero, che non sarebbe male nel complesso, ma dai dettagli meno evidenti di quello che ti ho descritto finora. Comunque in questa foto vedi le due Chargerine insieme.



Cosa superflua solo da pensare. La Charger del '69 la devi avere e non ci devi giocare nella pista per non rovinarla. Se mi rocrdo beni tu possiedi però una Charger del '69 (non HW) arancione niente male: molto Generale LEE. Conserva, conserva, conserva.










Ecco il GENERALE LEE



venerdì 22 luglio 2011

Plymouth Hemi Cuda 1968

Caro Andreo,

premetto subito che molti collezionisti identificano questo modello con la versione del 1970. Io, dopo un piccolo controllo in rete, ritengo che in realtà stiamo parlando della versione del '68 che è molto diversa da quella del '70.

Fatto sta che stiamo delirando della riproduzione di un modello leggendario di muscle car: non solo è una Barracuda, ma nella versione Top denominata 'Cuda dotata oltretutto di motore Hemi (il massimo possibile). E' insomma la Plymouth Hemi Cuda del 1968.

In pratica era una bomba che venne realizzata oltretutto in pochi esemplari: per questo è una specie di totem nel mondo delle muscle car americane.

Se la versione originale è un mito, vediamo come la HW ha reso questo mito.




E che cavolo è successo? Invece di una monster muscle car sembra di avere davanti la pessima riproduzione di una scassatissima Ford Escort. Questa non è una muscle car: è un "auto triste" bella e buona! E' una scarcagna con i controcavoli. Il colore sarebbe buono (con l'alternanza con il nero), il livello dei dettagli così-così. Le proporzioni non ci sono proprio per niente. Il risultato è un mezzo disastro...

Nulla a che vedere quindi con l'originale: comunque è una Plymouth Hemi Cuda del 1968 e bisogna averla quantomeno per rispetto ad un marchio così prestigioso. E' una mezza sola, ma pazienza.

In questo buffo video pubblicitario del '69 si intravede come era realmente la Cuda dell'epoca...

giovedì 21 luglio 2011

Pontiac Firebird 1970

Caro Andreo,

alzi la mano chi ha sempre pensato che la Pontiac abbia costruito solo la GTO! E invece no, perchè la Pontiac ha costruito pure la Firebird, l'ennesima Muscle Car che ha inflazionato negli anni a cavallo fra i '60 e i '70, il panorama automobilistico americano.

Eh sì perchè di muscle car ce ne erano veramente tante e tutte lì a pestarsi i piedi l'una con l'altra a colpi di cilindrate mostruose, motori allucinanti, allestimenti paranoici, il tutto condito da difetti di fabbricazione macroscopici, sicurezza attiva e passiva risibile, consumi da portaerei. Nel frattempo i samurai giapponesi si preparavano a smantellare il tutto...

Basta con le polemiche. Parliamo della Pontiac Firebird del 1970. Auto prodotta in quattro generazioni fin dal 1967, rapresentava il classico e canonico modello sportivo americano dell'epoca. Del resto qui abbiamo già parlato della versione Trans Am: un esemplare straclassico anche quello.

Vediamo quindi la riproduzione realizzata dalla HW.



Come puoi notare, posseggo due esemplari diversi di detto veicolo. Diciamo che entrambi si equivalgono anche se la versione con la livrea bianca è quella decisamente più canonica. Buono il livello dei dettagli soprattutto nel posteriore che è di gran lunga più curato del muso: chissà perchè. Ci sono dei rilievi cromati del motore sul cofano che sono di difficile interpretazione: forse hanno solo una valenza astrattamente estetica. Ruote molto, ma molto grosse che appesantiscono alla fine il modello. Le proporzioni secondo me non sono del tutto indivinate: questa riproduzione si presenta più tozza e massiccia dell'originale.

Comunque proprio un'aberrazione non è. Diciamo che non è un capolavoro, ma non è nemmeno una schifezza cosmica. Diamole una sufficienza minima-minima.

Modello comunque da collezionare dato che è una Pontiac del '70: si può trovare abbastanza facilmente in giro, basta cercare.

Tutto sommato, caro Andreo, direi pure che ci puoi giocare con la dovuta prudenza e moderazione, ma ci puoi giocare con la tua Ciceroniana pista.


venerdì 15 luglio 2011

Ford Mustang 1965 Fastback

Caro Andreo,

eccoci qui di nuovo a parlare della Ford Mustang questa volta nella versione del 1965 Fastback. C'è da dire che di fronte ad un'auto come questa c'è poco da aggiungere: si tratta della più classica delle vetture americane sportive dell'epoca. Chi è che non conosce la Mustang?

La Ford ha realizzato tantissime versioni e varianti di quest'auto che si differenziano per linea (fastback, convertible, ecc...), anno, motori, allestimenti, colori, accessori, ecc...

La HW tortura i collezionisti sfornando le differenti varianti della Mustang (attenzione: esistono anche i vari prototipi che presenterò a breve). Quando quindi uno sgrufola nelle montagne di HW non solo trova una marea di Mustang, ma bisogna fare anche attenzione per capire che versione ha davanti.

Vediamo ora il modello in questione.


A guardarlo così. sembrerebbe un bel modello: indovinati i colori perchè sono quelli classici sportivi americani. Buone le proporzioni ed il livello complessivo dei dettagli. I cerchi e le decorazioni apposte sono appropriate e non burinizzano l'esemplare.

In breve un modello classico ben fatto. C'è da essere contenti, tutto sommato.

Esemplare certamente da collezionare vista la fama dell'auto originale. Sarebbe un peccato rovinarlo sbatacchiandolo sulle piste. Quindi mettiti in cerca e conserva il tutto.

Guarda questo video un po' particolare che ha come protagonista una Mustang del '65.