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mercoledì 14 settembre 2011

Ford Custom Cabriolet 1940

Caro Andreo,

rieccoci ripiombati negli anni ruggenti con questo modello molto classico fra gli amanti delle Hot Rod: la Ford Custom Cabriolet del 1940. Come ho già scritto altrove in questo blog (già, ma dove?!?) le auto degli anni 30 e 40 sono l'oggetto prediletto degli smanettatori americani di auto per la trasformazione di modelli paciosi in mostri Hot Rod. Questa auto è pertanto una delle più comuni vittime di queste forme di super tuning: i risultati sono spesso veramente impressionanti.

Per l'appunto, la HW, per tenere testa alla proprio fama, presenta questo esemplare nella forma che più Hot Rod di così non si può, come potrai, più o meno agevolmente dedurre dai miei orrendi dagherrotipi.




Come puoi notare, posseggo due esemplari di questo modello: alla fin fine piuttosto simili. Le differenze sono solo nel colore della carrozzeria e degli interni. Comunque: una Hot Rod dovevano fare ed una Hot Rod hanno fatto. L'auto è abbastanza elegante e, visto quanto detto sopra, le fiamme sono inevitabili così come i cerchi "rabbiati". Ripeto: è una Hot Rod quindi "deve" avere certe caratteristiche, volenti o nolenti. 

Le proporzioni del modello sono fondamentalmente corrette: il livello dei dettagli accettabile. Insomma un esemplare sufficiente nel complesso ed apprezzabile per quello che è.

Questa HW si trova piuttosto facilmente e visto che è un classico degli anni '40 e un cult nel mondo delle Hot Rod, direi che merita di essere raccattato e catalogato in una collezione di HW che si rispetti. Anche se appare piuttosto robusto, essendo un cabriolet rimane comunque un po' delicato: il parabrezza si sfascia con grande facilità. Lo vuoi catapultare giù dalla tua pista? Come ti pare, ma se ti si rompe il parabrezza poi non voglio sentire lagne...

Guardati questa nacchinina...

martedì 13 settembre 2011

Dodge Dart Demon 1971

Caro Andreo,

auto pressochè ignota in Italia, la Dodge Demon, qui presentata nella versione del 1971 (è stata prodotta fino al 1976), era la versione fastback della Dodge Dart, una vettura piuttosto comune negli USA prodotta sin dal 1960. La Dodge Dart Demon non è che ebbe una fortuna particolare in fatto di vendite anche perchè, pur essendo la solita classica muscle car di notevole cilindrata, finì per cadere nell'affollatissimo settore dove spadroneggiavano le Ford, le Pontiac o le Plymouth o, peggio ancora, altri modelli della stessa Dodge. Un'auto quindi che già nella versione originale era piuttosto triste. 

La riproduzione realizzata dalla HW in un certo senso ricalca la tristezza e l'anonimità del modello originale anche se però, bisogna ammettere, non sono stati fatti danni particolari.




Purtroppo le mie foto non sono un granchè, però si intuisce il tentativo della HW di dare dignità a questo modello: il colore viola (alternato con il nero) non è la fine del mondo però alla fin fine si può digerire, cerchioni standard, muso e retro sufficientemente definiti, proporzioni complessive e livello dei dettagli accettabili. Insomma un esemplare nel complesso decente. 

Sono dell'idea di non inserire la Demon fra le auto tristi perchè penso che, almeno come modellino della HW, meriti una benchè minima chance...

Modello molto facilmente reperibile, ritengo degno di accattamento per il semplice fatto che si tratta della riproduzione di un'auto poco nota e scarsamente diffusa: vale la pena quindi di collezionarlo. Come al solito: vacci piano con la tua metafisica pista perchè si potrebbe rovinare. Vabbè che non è un pezzo raro, ma insomma...

lunedì 12 settembre 2011

Buick Regal Grand National 1982

Caro Andreo,

eccoci qui con un modello che, durante i tristissimi e bui anni per l'industria automobilistica americana, si fece comunque notare. Stiamo parlando della Buick Regal Grand National nella prima versione del 1982

Auto sicuramente non stratosferica, presenta le classiche linee delle auto americane degli anni '80: non brilla tuttavia per originalità e gajardaggine. Resta tuttavia un classico di quegli anni ed in USA ha un suo certo giro di estimatori.

Visto poi che sei un appassionato del film "Cars", devo dire che Chick Hicks, il cattivissimo avversario di Saetta McQueen, ha le fattezze che ricordano tanto, ma tanto, la Buick Grand National. Mi sbaglierò, ma ci assomiglia veramente tanto...

L'auto in questione non si segnala quindi per essere una stella nel firmamento automobilistico: vediamo se la HW è riuscita in qualche modo a farla brillare.




Ahi, ahi, ahi. Modello dai dettagli poco evidenziati, proporzioni non corrette (l'originale è più filante e lunga, questa è corta e tozza), colore carrozzeria tristissimo, colata di vernice che copre interamente il muso (fari e griglia radiatore compresi) e retro (spariti i fari), cerchioni banalissimi da quattro soldi, interni argentati...

L'intero cofano poi si rimuove: non se ne capisce il motivo. Il risultato però è che il muso è un po' sballato rispetto al resto della macchina. Se poi lo togli e lo rimetti un po' di volte rischi di rompere tutto...

Insomma non è un capolavoro. Il risultato finale è, purtroppo, un esemplare che con tutte le scarpe rientra a pieno titolo nel mesto novero delle "auto tristi". Accidenti che peccato.

Modello facilmente reperibile, merita di essere collezionato primo perchè, come detto prima, se sei un appassionato del film Cars quest'auto la devi avere e poi perchè comunque ricorda una delle poche auto americane decenti degli anni '80. Auto comunque piuttosto delicata non si presta al gioco errabondo delle tue smithsoniane piste. Lascia perciò perdere...


Et violà: Chick Hicks




Pubblicità della versione del 1985

venerdì 9 settembre 2011

Ford Mustang 1969

Caro Andreo,

ammappate che versione della Mustang si sono inventati quelli della HW!! In pratica della mitica Mustang del 1969 hanno tirato fuori una vera muscle car con i controcavoli. Ovviamente è inutile ora stare qui a disquisire sulla Mustang perchè è una macchina che conoscono tutti: vero?!?

Passiamo subito ad esaminare il modello elaborato dalla HW.





E' vero che la macchina originaria si presta assai, ma il risultato finale è discreto: veramente discreto. Premetto che a me le auto sportive non piacciono per niente, però in questo caso nulla da eccepire.

Il nero dona, non c'è niente da fare. I super cerchioni ci stanno, niente da dire anche in questo caso. Gli interni rossi: evvai! I fascioni decorativi: passabili. Ha pure una specie di carenone anteriore che ribassa il profilo dell'auto... Insomma a chi piacciono le sportivissime, con un 1,50€ si porta a casa una bella amcchina che non necessita nè di garage nè di antifurti. E non consuma praticamente niente! Meglio di così!

Le Mustang DEVONO essere collezionate sennò la tua collezione di HW fa pietà. Datti da fare quindi.
Visto quanto sopra faccio fatica a dirti di non giocarci con le tue Nietzchiane piste: però prudenza e occhio...


giovedì 8 settembre 2011

Chevrolet Custom (Bel Air 409 bubble top) 1962

Caro Andreo,

rieccoci rimpiombati negli anni '60 con un altro modello molto comune in quegli anni: la Chevy Bel Air 409 del 1962. Auto classica dalle linee tipiche di quegli anni: il classico macchinone dalla cilindrata spaventosa, consumi allucinanti, sicurezza nulla e dagli ingombri spaventosi.

La HW marchia questo modello come Chevy Custom 1962: quindi ho dovuto perdere un po' di tempo per capire di che razza di macchina si trattasse davvero. Dopo aver studiato la faccenda (ero incerto se fosse un'Impala per la verità) ho optato per la Chevrolet Bel Air 409 Bubble top. Speriamo di averci preso e di non dire fregnacce...





Il modello in questione appare piuttosto sobrio e tutto sommato ben realizzato: essendo un'auto di natura tipicamente "familiare" c'era evidentemente poco da smanettare. Proporporzioni OK, livello dei dettagli passabile, cerchioni d'ordinanza nelle HW. Il colore non è malaccio e la fascia blu non rompe più di tanto. Un esemplare più che sufficiente.

Visto che la HW ha realizzato la Bel Air in tutte le salse, ti tocca inevitabilmente collezionare anche questa. Io, se fossi in te - ma non lo sono - non ci giocherei con le tue Keynesiane piste: non merita sverniciature e graffi vari. Acquista e stipa...

 E ora un po' di pubblicità del 1962...




martedì 6 settembre 2011

Pontiac GTO 1970 convertible

Caro Andreo,

visto  che fa ancora decisamente molto caldo ho pensato di dedicare questo metafisico post ad una macchina decappottabile (o "scapocchiata" come si direbbe dalle parti nostre): la Pontiac GTO convertible del 1970.

Si tratta della versione decappottabile di una famossissima e favolosissima auto: un vero classico fra le auto dell'epoca. E chi non conosce la GTO? Questa versione poi non ne presenta il marchio, ma ci stiamo avvicinando alla mitica GTO "The Judge": non aggiungo altro!

Io personalmente non sono un grande amante di questo genere di macchine ma devo dire che in questo caso ci troviamo davanti ad un vero cult degli anni '70.

Vediamo allora la versione piccinina della HW.




Beh! Però, un modello niente male. Buone le proporzioni complessive e il livello generale dei dettagli. Da apprezzare l'evidenziazione dei fari anteriori che non sono stati verniciati come il resto della carrozzeria. Cerchi abbastanza adeguati, colore accettabile, interni buoni. Niente pecionate e burinate varie. Un lavoro discreto: non c'è che dire.

Modello di media reperibilità: se ti dai da fare lo puoi trovare. Come già detto per altre convertibles, è da escludere tassativamente l'opzione pista: il lunotto anteriore è a dir poco delicatissimo. Da conservare con grande attenzione e cura quindi.

Ed ora lo spot pubblicitario dell'epoca: non si tratta della versione decappottabile ma rende comunque l'idea.