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venerdì 7 ottobre 2011

Chevrolet Chevelle SS convertible 1970

Caro Andreo,

la Chevelle è una gran bella macchina, ma che barba! Come ti avevo già scritto altrove (sì, ma dove?) la HW ha sfornato una gran quantità di versioni e modelli della Chevelle praticamente in tutte le salse ed annate possibili. Questo ha reso questo modello un tormentone straziante per chi colleziona questa roba e magari poi si mette anche a filosofeggiare sulle caratteristiche di questo e di quello. Insomma a lungo andare a parlare della Chevelle ci si rompe un po' le scatole. 

Comunque siccome l'esemplare in questione nella mia collezione in un modo o nell'altro c'è finito, direi che è inutile mettersi a parlare della macchina originale e veniamo senza tanti fronzoli al sodo.

Il modello di cui sto stancamente cercando di parlare è la Chevy Chevelle SS del 1970 nella versione convertible.






Allora, allora, vediamo un po'. Il modello in esame presenta proporzioni corrette ed un livello di dettagli abbastanza buono. Basta vedere i fari anteriori e posteriori (perchè non li fanno sempre così! Perchè!). La vernice rossa metallizzata è appropriata anche se la fa sembrare una lattina di Coca Cola; indovinato l'accostamento con i fascioni neri (ideale per tifoso milanista, ma non è decisamente il mio caso...). Buoni i cerchioni di dimensioni non spropositate a 5 razze con fasciatura rossa. Interni in simil plastichina-pelle nera. Il risultato finale è decisamente apprezzabile. Bella versione, nonostante si tratti di una macchina noiosa (ma non triste).

Anche se quindi la Chevelle continua a tormentare le nostre giornate e a turbare i nostri sonni notturni per il semplice fatto di essere sempre in mezzo alle scatole come il prezzemolo o i farmaci scaduti, devo dire che, data le qualità complessiva di questa realizzazione, la chevelle SS decappottabile del '70 te la devi procurare. Come ho già detto forse un miliardo di volte, essendo una convertible, è molto delicata sopratutto il parabrezza: basta la corrente d'aria di una porta aperta dentro casa che prima si piega e poi si spezza. E addio Chevelle! Astenersi giocatori spericolati con pistarelle dal tinello...



giovedì 6 ottobre 2011

Ford T-Bird 1957

Caro Andreo,

il grazioso modello di cui andiamo a discettare nel presente delirante intervento è nientepòpòdimenoche la riproduzione della mitica Ford T-Bird del 1957.

Ti potrei annoiare per settimane sulla T-Bird, ma poichè dispongo di quel tanto di rispetto che serve per evitare uno sproloquio senza fine, mi astengo dal filosofeggiare su questa splendida e leggendaria automobile.

Diciamo solo che questa T-Bird rientra nella prima generazione (1955-1957) e, data l'eleganza delle linee, non sembra proprio una sportivissima e cattivissima auto americana: bisogna riconoscere che una T-Bird del 1957 rimane ancor oggi un'auto semplicemente bellissima.
Vediamo ora la versione rimpicciolita prodotta dalla HW.







Bisogna innanzitutto evidenziare che la HW ha di fatto realizzato una versione "all'arrabbiata" della T-Bird del '57 (con tanto peperoncino devo dire) cosa che può apparire un pò bislacca per un modello del genere. Del resto ciò si evince subito dal fatto che il modello in questione fa parte della serie Hot Wheels Racing (c'è scritto un po' ovunque sulla carrozzeria: questo vuol dire che ti hanno avvisato prima e non puoi più lamentarti). La scelta dell'accento marcatamente sportivo si riverbera quindi su tutto: invece dei classici colori pastello degli anni '50 (favolosi, semplicemente favolosi) questa qui è blu scuro con vernice sbrilluccicante, grandi scritte sportive sulle fiancate e sul tetto, vetri azzurrati, cerchioni a 5 razze piuttosto grossi. Le ruote posteriori sono poi più grandi di quelle anteriori: di conseguenza questo modello cammina con il sedere all'insù.

Devo dire che, anche se non è una realizzazione che mi fa cantare un intero LP di Orietta Berti dalla gioia, comunque si tratta di un esemplare di un certo interesse. Primo perchè è comunque la riproduzione di una T-Bird del '57 (non so se  mi spiego...), poi perchè tutto sommato (ma proprio tutto sommato) non è venuta fuori una pecionata con il botto: rimane un modello abbastanza gradevole.

E' da parecchio che non vedo in giro questo esemplare: difficile che lo trovi, ma se ti capita a tiro lo devi recuperare. A guardarlo così sembra un modellino ideale per le tue elettroforetiche piste: io però non ti ho detto niente...

Che nostalgia in questi spot pubblicitari dell'epoca...


mercoledì 5 ottobre 2011

Pontiac GTO 1967

Caro Andreo,

ci sono auto che non hanno bisogno di presentazioni. Una di queste è certamente la Pontiac GTO del 1967, "The Great One". 

Auto dalla linea inconfondibile, la GTO, in tutte le sue declinazioni, ha rappresentato un'icona fondamentale nel mondo automobilistico americano durante tutti gli anni della sua esistenza ovvero dal 1964 al 1974. Oggi affrontiamo la versione del 1967 ovvero l'ultima versione della prima generazione.

Vediamo un po' che è saltato fuori dalla elaborazione della HW...





Dunque vediamo: il colore della carrozzeria (che potrebbe essere pacchianissimo) tutto sommato non ci sta proprio del tutto male. 'Sto color melanzana diciamo che attribuisce un tocco di vintage a questo esemplare. Le fiamme e le decorazioni varie sono leggermente ridondanti: diciamo che hanno esagerato un tantinello. Le ruote molto grosse sollevano parecchio il modello anche se la tipologia di cerchione non è male. Vetri trasparenti ed interni bianchi: occappa. Livello dei dettagli discreto: buona la realizzazione del frontale e del posteriore che sono molto caratteristici nella GTO (attenzione: c'è la solita piccola "smusata"...).

Le proporzioni del modello secondo me non sono del tutto corrette. Il modello in questione è più lungo e più stretto dell'originale: alla fine 'sta macchina sembra una sardina. 

Comunque, in linea di massima, un esemplare di discreta qualità estetica: del resto stiamo parlando di una GTO ed è difficile tirarne fuori una porcheria.

Un tempo questo modello te lo tiravano dietro: adesso invece è sparito. Se lo trovi accattalo immediatamente perchè la HW ha prodotto la GTO in tutte le annate e tutte le salse. E' bene cercare di completare quindi la serie.

A guardarla così, questo modello sembra fatto apposta per essere precipitato giù dalla tua Newtoniana pista casareccia: vediamo però di non sfasciare e sverniciare niente però. Eh!

Ecco "The Great One"




martedì 4 ottobre 2011

So Fine - Buick Roadmaster Riviera 1951

Caro Andreo,

ecco qui un altro esempio di "machinastrana", ma che poi così strana non è. La HW etichetta questo modello semplicemente come "So Fine": in realtà si tratta di un classico modello Buick del 1951, secondo ma una Riviera Roadmaster.

Auto di grandissima eleganza ai suoi tempi e di lusso, faceva concorrenza alle Cadillac Coupè De Ville: se si pensa a come è finita oggi la Buick c'è da strapparsi i capelli...

Comunque vediamo subito l'esemplare realizzato dalla HW.






Realizzazione decisamente variopinta, pittoresca e allegrotta di un modello piuttosto serio ed elegante: tuttavia è accettabile nel suo insieme l'accostamento dei vari colori della carrozzeria. Indovinato il grigio per il tetto e passabile l'accostamento rosso-nero-bianco. La verniciatura sui fianchi comunque segue le linee sinuose soprattutto dei parafanghi posteriori. Sempre molto romantica la copertura integrale dei parafanghi posteriori delle ruote: chissà che casino cambiare le ruote posteriori...

Nel complesso le proporzioni sono buone, il livello dei dettagli è piuttosto minimale: vista l'auto originale si poteva spendere qualche milionesimo di centesimo e fare qualcosa in più. E che diamine! 

 Tipo e dimensioni dei cerchi appropriati.
Resta comunque una classica realizzazione in stile Hot Wheels: non sono mai semplici repliche, ma "americanizzazioni" e come tali dobbiamo prenderle in considerazione. Modello quindi nella media e tutto sommato gradevole. Abbiamo certamente visto di peggio nella vita...

E' da tempo che questo modello non lo vedo in circolazione: direi che dovresti collezionarlo perchè si tratta di una bella Buick dei primi anni '50 che in una collezione di HW dignitosa non dovrebbe mancare.

Triste capitolo piste: è inutile che tenti di fiondarla già dal tavolo della cucina sulla tua Mozartiana pista. L'esemplare è molto basso e struscia per terra. Non cammina nemmeno a calci. Desisti quindi (non parlo del calciatore di qualche anno fa ovvio...)

venerdì 30 settembre 2011

Chevrolet Camaro 1969

Caro Andreo,

e che te lo dico affà??? Stiamo per parlare della Camaro, mica di bruscolini o di lupini! Già ci siamo imbattutti in una versione d'annata di questa auto leggendaria. Oggi spremiamoci un po' le meningi relativamente alla Chevy Camaro del 1969

Visto che, come ho già detto prima, è un'auto semplicemente leggendaria, credo che ci sia ben poco da dire: fatti un giro in Internet e vedrai un mare di notizie su questa macchina. Una vera muscle car per definizione (anche se io personalmente sono e resto un tifoso della Olds 442 e della Plymouth Barracuda): la Camaro e la Mustang non hanno pertanto bisogno di blabla di sorta.

Vediamo ora questa splendida auto nella versione HW da me acquistata tempo fa per la stratosferica somma di €1,50...





Dunque vediamo di prenderla alla larga: le proporzioni del modello più o meno ci sono, il livello dei dettagli non è stratosferico, ma passabile. Il colore della carrozzeria secondo ammoscia il modello che diventa un po' anonimo. Le decorazioni nere spiccano poco con questo colore della carrozzeria. Le fiamme bianche sono poco sopra la mesta linea di galleggiamento di una tristezza infinita. I cerchi sono molto grandi come vuole la tradizione della HW: in altri casi fanno poco danno, ma in questo caso rimpiccioliscono al confronto lo chassis. Interni bianchi... 

Se non fosse una Camaro sarebbe finita dritta dritta nel calderone bollente delle "auto tristi". Invece la salvo per rispetto del modello originale.

Insomma si poteva fare meglio. Ma tu, caro Andreo, non ti puoi esimere dall'accattare per la tua collezione questo modello: meglio se lo trovi di un altro colore sennò pazienza. Una Camaro del '69 va collezionata ope legis

Modello di facile reperibilità: fruga, cerca, indaga...

Essendo alticcia (non in senso alcolico ovvio) si presta ad essere scaraventata giù per le discese allucinanti della tua Malthusiana pista: diamoci sempre una regolatina però...






giovedì 29 settembre 2011

Oldsmobile 442 - seconda serie - 1970

Caro Andreo,

è sempre un piacere dissertare della Olds 442 perchè è una classica auto americana senza "perchè" e senza "ma". In precedenza abbiamo delirato di versioni precedenti: oggi affrontiamo, armati della necessaria vis retorica, la Oldsmobile 442 del 1970.

Come al solito si tratta di un'auto dalla linea sportiva classica per le muscle car dei primi anni '70: dotata di motori di cilindrata spaventosa e dai consumi ipergalattici, era uno schiaffo al risparmio energetico e alla sicurezza attiva e passiva.

Resta comunque una gran bella macchina che, magari messa vicino ad un'auto di oggi (che ne so?!? Una Fiat Punto ad esempio) fa veramente un gran figurone...

Ma veniamo a noi (che è meglio...)






Visto che era una gran bella macchina in partenza, ce ne voleva per tirare fuori una schifezza in miniatura. La versione realizzata dalla HW è fortunatamente sobria tranne che per le ruote molto grosse (che forse possono servire per le solite sciaguratissime piste). Per il resto è un modello abbastanza buonino: colore appropriato con interessanti rilievi neri, alettone posteriore parimenti nero (si distingue dal resto), frontale e posteriore in finto cromato-plastichese. Le proporzioni sono più o meno quelle; per i particolari si poteva spendere un micromillesimo di centesimo in più e fare qualcosa di meglio. Comunque il risultato è passabile, via!

Evita di scagliarla giù per la tua pirandelliana pista per non sverniciarla. Se proprio devi, fallo solo durante i "solstizi eponimi zoroastriani di ermete trismegisto". 

 Un video che ho già usato, però rende l'idea....


Un omaggio alla mitica Olds 442!